Weekend al bacio: Eurochocolate & Co

 

“La capacità di immaginare
quello che ancora non c’è:
questo fa la differenza”.

Luisa Spagnoli

Un vertiginoso “saliscendi” di arte, architettura e spiritualità; uno scenario quasi ascetico che attinge da una medievalità atavica e surreale- a volte persino oltraggiosa nei confronti del modernismo urbano imperante nelle odierne realtà metropolitane- una tavolozza di sublimi artifizi paesaggistici che soltanto madre natura è in grado di generare. Con il suo variopinto trasformismo scandito dal magico cromatismo pittorico del ciclico alternarsi delle stagioni, questo pellegrinaggio di arte e sacralità dipinge l’atmosfera di una terra, l’Umbria, considerata una tra le regioni più mistiche del Bel Paese. Tra abbazie, eremi, grotte e mete di peregrinazione anche il profano rivendica, tuttavia, storie di ordinaria follia che l’immaginario comune ha trasformato – anche grazie alla spettacolarizzazione televisiva e mediatica – in stucchevoli trame da rotocalco rosa.

Nella Perugia del primo novecento, teatro di guerra e di grandi rinascite, anche le storie d’amore contribuiscono a trasformare l’ordinario in straordinario, fino a consacrare nel mito una delle figure più carismatiche dell’universo femminile: Luisa Spagnoli, icona di stile e non solo. E così, uno tra i più grandi colossi industriali destinati a varcare i confini nazionali come eccellenza italiana nel mondo, la Perugina sancisce il mito del bacio più famoso della storia, quello tra Giovanni Buitoni, appena ventenne e la trentacinquenne – già madre di tre figli – Luisa Sargentini. Un’ identità, la sua, circoscritta intorno ad un famoso marchio di abbigliamento: il franchising targato Luisa Spagnoli; un “logo” che per anni ha finito per offuscare, forse, un attivismo imprenditoriale che solo ora, attraverso la riscoperta “femminista” di questa autorevole figura del 900 italiano, è ribaltato, finalmente, agli onori della cronaca. Perchè, dietro le quinte del cioccolatino più famoso al mondo, il Bacio Perugina, si nasconde proprio lei, la donna che un giorno come tanti, alle prese con il riciclo di avanzi di pasticceria, crea il “cazzotto” più famoso nella storia della cioccolateria mondiale; che l’abile marketing di Giovanni Buitoni riesce a convertire nel bacio più letto dalle generazioni dei golosi romantici di questo cult dolciario. Una storia d’amore nata quasi in sordina attraverso lo stucchevole scambio di frasi d’amore

Umbria: weekend al bacio

incartate tra i baci alla nocciola del famoso fondente Luisa che, in seguito, l’ingegnoso design del grande Federico Seneca, direttore artistico della Perugina, ha immortalato in scenografiche confezioni carosello. Il galeotto cioccolatino dall’incarto argentato ha custodito il messaggio d’amore di una vita dedicata all’operosità di un fare che, dall’industria dolciaria ha varcato, in seguito, anche le passerelle dell’alta moda nazionale ed internazionale attraverso il marchio di un atelier leader nel settore del made in Italy. Per chi volesse trascorrere un weekend al bacio, all’insegna della ghiottoneria, la Casa del Cioccolato a Perugia è pronta ad accogliere anche il turista più ingordo con interessanti “percorsi di gusto”. Sarà infatti possibile visitare il celeberrimo “museo del cioccolato”, aperto dalle 10,00 alle 16,00 – previo prenotazione telefonica – e ripercorrere la storia di una passione che, ancora oggi, continua a mietere vittime tra le filiere di appassionati del bacio più dolce della storia del cioccolato. Per info su eventi e percorsi guidati: www.perugina.com

Perugia: l’acropoli etrusca

Raccolta nel gineceo calcareo di due maestose colline, Perugia domina gli ammalianti orizzonti umbri dall’antica Porta del Sole, a un’altezza di 494 metri (s.l.m.). Arroccata all’interno delle storiche e vertiginose mura etrusche questa antica acropoli si prepara, puntualmente, ad accogliere centinaia di turisti provenienti da ogni dove. Sedotta dal fascino degli impervi “tratturi” dell’antica città umbra, la folla di questo moderno trekking metropolitano si riversa, freneticamente, sui metallici tappeti funicolari, saliscendi di scintillanti e tecnologiche scale mobili “perpendicolari”, per scalare le ripide alture che, dal colle del Sole al Colle Landone, lambiscono il frastagliato tessuto urbano di arte, architettura, storia e mitologia. Una città nella città che al suo interno ospita ben cinque quartieri: da Porta del Sole a Porta Sant’Angelo fino a Porta Susanna, il giro di valzer ammicca repentini cambiamenti di rotta attraversando la storica Porta Eburnea e giungendo, infine, ai piedi della monumentale Porta San Pietro. Un “girone dei golosi” di tutto rispetto che ogni anno ospita eventi da “guinness dei primati”: dall’ Eurochocolate, arrivato quest’anno alla sua 24esima edizione (sul sito www. erochocolate.net l’orologio digitale sta già facendo il conto alla rovescia di questo “Chocolate OctoberFest” che, dal 13 al 23 Ottobre, aprirà le danze alla festa più dolce dell’autunno), all’Umbria Jazz 

weekend al bacio

che, proprio a Perugia, ha visto sfilare un palinsesto musicale di tutto rispetto: dai pionieri dell’Elektro, i Kraftwerk, al Gianluca Petrella Trio 70’s; dal duo Steve Wilson & Lewis Nash a Cristiana Pegoraro & Danilo Rea fino a Jamie Cullium, vincitore di un Grammy e due Golden Globe; e a tanti altri artisti di fama internazionale. Sullo sfondo sempre lei, la Perugia delle attrazioni e il rigoglioso centro storico, polo di arte e cultura. Sede di un antico ateneo , l’Università degli Studi – fondata nel 1308 – e di una nuova avanguardia culturale, l’Università per gli Stranieri, questa eclettica “urbs mediaevalis” offre al gremito popolo di studenti, cittadini o “turisti per caso”, una full immersion nei virtuosismi architettonici di un patrimonio Eurochocolate dall’ inestimabile valore storico – culturale. Una città tutta da scoprire; a partire dalle antiche mura etrusche, risalenti al IV – III secolo a.C che, dagli storici tre chilometri di “cinta urbana” hanno visto, in età medievale, lievitare la loro circonferenza difensiva attraverso un nuovo progetto di restauro che ha avvolto la ripida e antica roccaforte di un nuovo e possente muro tufaceo: realizzato attraverso l’abile gioco di sovrapposizione di monumentali blocchi di pietra distribuiti su una superficie complessiva di 9 km di perimetro, l’inespugnabile barriera difensiva apre grandi spiragli di luce attraverso le principali Porte storiche della città.

Salotto culturale della “Perugia perbene”, Piazza IV Novembre costituisce il fulcro scenografico di una kermesse architettonica senza eguali. A partire dalla spettacolare Fontana Maggiore, simbolo del capoluogo umbro. Costruita tra il 1275 e il 1278 su progetto dell’architetto Nicola Pisano e dal figlio Giovanni, l’opera rappresenta un piccolo gioiello di arte gotica: costituita da due vasche marmoree poligonali concentriche sormontate da una vasca bronzea la fontana, realizzata in pietra di Assisi è stata ornata, attraverso l’abile maestria dei Pisano, da 24 statue e 50 bassorilievi rappresentanti scene bibliche. Accanto a questa straordinaria opera d’arte un altro capolavoro architettonico , il Palazzo dei Priori,esplode nella spettacolarizzazione dell’ineguagliabile arte gotica. Questo monumentale palazzo vanta, al suo interno, affreschi di inesimabile valore artistico: da Perugino al grande Raffaello la Perugia della storia dell’arte è pronta ad accogliervi insieme al copioso palinsesto di mostre ed eventi che, dagli affascinanti sotterranei della Rocca Paolina alla Galleria Nazionale d’Umbria vi regaleranno un weekend al bacio, all’insegna dell’arte e del divertimento. Intanto l’evento più Eurochocolate dell’anno si avvicina. Fate largo al gusto: ne assaggerete delle belle!

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Annamaria Di Sibio

Passione e malinconia. Si, la vita è passione e malinconia; come l'estate e i rigidi inverni dell'anima, come la pioggia, con il suo triste e malinconico ticchettio, preludio alla primavera e poi l'estate, e ancora l'estate e l'eterna passione per la vita. Dura ma meravigliosa questa vita.Un dono inestimabile questa nostra esistenza: non siamo nati per sopravvivere, ma per vivere intensamente questo paradiso terrestre magicamente imperfetto che ci addestra leoni nella giungla d'asfalto della quotidianità. Cosa sarebbe la vita senza la malinconia? Che sapore avrebbe la felicità fine a se stessa, la gioia senza la soddisfazione del merito, della fatica, della sana competizione? Che sapore avrebbe una vita priva di coraggio, di lotta per la sopravvivenza e cosa sarebbe una vita senza ambizioni? Tristezza. Sarebbe insipida, inutile, sterile, frigida tristezza. Anche oggi la malinconia prende il sopravvento, mi lacera, mi incupisce, mi fa piangere. Io e la malinconia: amiche, compagne, sorelle. Abbiamo percorso lunghi sentieri, a volte tortuosi, a volte ripidi eppure siamo ancora qui, io e lei , a ridere delle paure del passato, a brindare alle vittorie ottenute, a benedire gli errori che ci hanno plasmato così come siamo adesso: vive, malinconicamente vive, magicamente noi, io e lei, la mia malinconia. La malinconia è donna, ne sono certa. Ha lunghi capelli nero corvino, proprio come i miei. Bussa ogni giorno alla mia porta per farmi compagnia, per ricordarmi che la fragilità è umana, che la tristezza e il dolore fanno parte della vita e che, senza di loro, non potrebbe esistere la felicità. Gioia e dolore: due facce della stessa medaglia, due modi di vivere e di pensare la vita. Si, la vita è ciò che pensiamo, è come la viviamo, è come la amiamo. La vita siamo noi. Questa sono io.