5 tappe per un viaggio in Guatemala

Quanti luoghi al mondo sono in grado di offrire, in una porzione di territorio assai concentrata, un’incredibile varietà di climi, ecosistemi e paesaggi? Un viaggio in Guatemala è certamente in grado di regalare tutto ciò: una regione incantata che scorre indomita dal finestrino di un chicken-bus, in un tourbillon di luoghi, persone e culture talmente vorticoso da non farti neanche accorgere che in una manciata di ore sei passato da rigidi altopiani dispersi nelle montagne, a magnifiche e rigogliose giungle, custodi di una civiltà tanto antica quanto ormai perduta; Il tutto in un’area grande grossomodo quanto cinque Lombardie.
Ma attenzione a non eccedere in quantità, a discapito di una qualità ormai acerrima nemica del nostro odierno modus vivendi. Godere di così tanti luoghi ed esperienze non significa fare tappa in qualsiasi luogo alla velocità della luce. Occorre fermarsi, vivere ed osservare ogni minimo particolare che possa arricchirci. Un viaggio in Guatemala può regalare moltissimo in questo.
Ognuno vive e pianifica il viaggio a proprio modo, basandosi sulle proprie inclinazioni e curiosità: per questo motivo ci limitiamo a descrivervi il paese attraverso 5 mete, non punti di arrivo né di partenza, ma semplicemente luoghi di vita. Consci che questa fantastica terra è in grado di offrirne davvero molti altri.
Jaibalito – lago Atitlàn
Incastonato tra tre vulcani, questo magnifico lago è il più profondo di tutto il centro America (340 m) e uno dei più visitati. Se volete evitare lo stress di villaggi vivaci come San Pedro o Panajachel, veri e propri santuari della cultura hippy, concedetevi qualche giorno di riposo a Jaibalito: questo piccolo villaggio saprà affascinarvi grazie anche all’ospitalità del signor Hans, proprietario della posada Jaibalito (incantevole), da anni dedito al rafforzamento della comunità di questa piccola perla affacciata sul lago. Vero e proprio motore economico del micro-sistema Jaibalito, questo signore tedesco si dedica con passione alla tranquilla vita del villaggio, dando lavoro, aiuto e beni di prima necessità alla comunità, che ormai lo considera come una sorta di padre venuto da lontano. Passeggiare lungo il minuscolo centro abitato e scoprire come queste persone vivono è fantastico. Attenzione però a raggiungere gli altri villaggi lungo il lago camminando da soli: la via è battuta dai banditi ed è consigliato saltare sui frequenti battelli per esplorare gli altri centri disposti intorno al lago Atitlàn.
viaggio in Guatemala

Il lago atitlàn con i suoi vulcani visto dal villaggio di Jaibalito.
(credits to Federico Lordi)

Todos Santos Cuchumatàn
Non prestate ascolto a chi vi invita ad un viaggio in Guatemala per scoprire i costumi e la cultura Maya. E’ tutto irrimediabilmente perduto a causa di un processo di globalizzazione ben avviato ormai da qualche secolo.
Certo è però che vi sono ancora luoghi che si possono avvicinare a questa idea di base: Todos Santos Cuchumatàn è uno di questi. Lontano da rotte turistiche convenzionali, ma comunque raggiungibile con qualche ora di viaggio, questa cittadina nascosta posta nel mezzo della Cordillera De Los Cuchumatanes conserva ancora tratti vivi di tradizioni ed usi, ormai cancellati per sempre nel resto del paese. Tutti gli abitanti di sesso maschile sono tenuti ad indossare abiti tradizionali (pantaloni a righe bianche e rosse, cappelli di paglia con nastri blu e camicie a strisce bianche e blu con spessi colletti di lana), i cortili delle case ospitano spesso grandi telai per la produzione di questi indumenti e piccole saune di pietra, i cosiddetti chuji, davvero sconsigliate a chi soffre di claustrofobia. Il clima è freddo, siamo a 2300 metri sopra il livello del mare, e non c’è niente di meglio che un bel sonno riconciliante sotto uno strato di coperte offerte dai comedor della zona. La cittadina è situata in mezzo a magnifiche montagne, davvero adatte per gli amanti del trekking e delle escursioni.

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Le vie del villaggio e i suoi abitanti con i classici abiti locali.
(credits to Federico Lordi)

Laguna Lachuà
Immaginate di immergervi in acque cristalline circondati a 360° da una giungla sterminata, dove l’unico disturbo sono le grida delle scimmie urlatrici (che all’inizio vi sembreranno leoni). Laguna Lachuà è una vera e propria perla nel verde, parco nazionale da non molti anni e da poco tornata avvicinabile a causa di quella guerra civile Guatemalteca terminata non molti anni fa. Questo piccolo specchio d’acqua (comunque profondo fino a 220 m) è raggiungibile solo a piedi dopo un sentiero lungo qualche km. E’ possibile pernottare in tenda presso una radura adiacente al lago, ma è consigliabile portare viveri, acqua e soprattutto repellente per insetti con se. Di notte la giungla si anima e potrete sentire vari animali frugare vicino alla vostra tenda, tra cui esemplari di tapirella (un parente del più comune tapiro), mentre i più fortunati potranno avvistare anche esemplari di giaguaro, animale presente in tutta l’area attorno alla laguna.
Nota di merito particolare va alla strada per raggiungere Laguna Lachua: discendere la cordillera su strade dissestate e veder comparire fuori dal finestrino un mare di giungla sconfinato svariate centinaia di metri più in basso è un’emozione che non ha prezzo.
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(credits to Federico Lordi)

Tikal
D’accordo, questo parco nazionale, casa di un’antica e gloriosa civiltà maya, è certamente una delle mete turistiche più battute per un viaggio in Guatemala. Partire durante la notte dalla propria tenda per arrivare, accompagnati da una guida, nella zona dei templi dopo aver attraversato la giungla è però un’esperienza che vale il prezzo del biglietto (salato!). I boati delle scimmie urlatrici accompagneranno il vostro percorso, davvero suggestivo a tratti, mentre una volta arrivati nella Gran Plaza (quella che ospita i templi più famosi di tutto il Guatemala per intenderci) la guida vi mostrerà impressionanti sistemi di ombre e di suoni, impossibili da riprodurre con la luce del giorno. La vostra visita notturna si concluderà con l’osservazione dell’alba dall’alto del tempio più elevato del parco: preparatevi, perchè vedere davanti a voi giungla fino all’orizzonte è un’esperienza davvero mistica.
Un ultimo appunto riguardo Tikal riguarda la sicurezza: non siate troppo spavaldi perchè chi scrive ha avuto un incontro ravvicinato con un puma (finito miracolosamente bene) fuori dai sentieri dei templi. Non è eccessivamente raro incontrarne lungo il percorso.
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La vista del parco alle prime luci del giorno
(credits to Federico Lordi)

Glover’s atoll
Per concludere ci permettiamo di proporvi un piccolo fuori porta: la deviazione da sogno che un viaggio in Guatemala merita, un atollo a 80 km dalla costa meridionale del Belize. Per un prezzo che solo a sentirlo vi metterà in imbarazzo, la famiglia Lamont vi preleverà dal villaggio di Sittee River con un grande catamarano per portarvi sulla propria isola, un vero e proprio paradiso terrestre: dormirete in palafitte di legno, con acque cristalline, pesci di ogni sorta e perfino squali a vista sotto il vostro letto. Berrete acqua di cocco, a meno che decidiate di portare con voi dell’acqua potabile e vivrete senza elettricità durante tutto il periodo di permanenza sull’atollo. Partite con una giusta dose di viveri (in ogni capanna c’è un fornello da campeggio dove arrangiare i propri pasti) e dedicate anima e corpo all’esplorazione di questa fantastica isola di soli 4 ettari e del paradiso terrestre che la circonda: è possibile affittare kayak dotati di ancora, e solcare le basse acque cristalline che circondano l’isola tra razze, tartarughe, squali (innocui prima durante il giorno) e pesci tropicali di ogni tipo sarà la vostra unica preoccupazione. La pesca è consentita a 2 miglia dalla costa e un po’ di fatica accompagnata da una lenza vi aiuteranno a non patire troppo la fame tra una nuotata e l’altra. L’isola è davvero magnifica, può ospitare al massimo una ventina di persone e la famiglia Lamont con il suo staff saranno felici di ospitarvi, ma occhio: non lamentatevi troppo per la carenza di comfort e non seguite il consiglio della proprietaria dell’isola, spesso ubriaca, di lanciarvi all’imbrunire tra gli squali limone affamati!
Viaggio in Guatemala

Glover’s atoll, Belize
(credits to Federico Lordi)

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Federico Lordi