Report sotto accusa: il servizio sull’Hpv e la querela di Benigni

Non sembrano spegnersi i riflettori puntati sulle ultime inchieste messe a punto da Report, la trasmissione d’approfondimento di Rai 3 che, in questa nuova edizione, vede alla guida Sigrido Ranucci.

Uno dei due casus belli che, in queste ore, hanno fatto finire nell’occhio del ciclone lo storico programma della terza rete e sta fermentando tra medici, esponenti Rai e parte della classe politica, riguarda il secondo servizio della puntata di lunedì sera, “Reazioni Avverse”, incentrato sulla vaccinazione anti-Papilloma Virus (Hpv), utilizzata per prevenire un’infezione che può causare il tumore al collo dell’utero.

L’approfondimento di Alessandra Borella – che, come specificato dallo stesso Ranucci, sia nell’introduzione del servizio che nella lettera successiva al “Corriere della Sera” per rispondere alle critiche a lui mosse in questi giorni, “non è contro l’utilità dei vaccini”-, ha posto l’accento sugli effetti indesiderati di questo farmaco anti-cancro, una nuova chiave di lettura attuale e di sicuro interesse, supportata dalle testimonianze di alcune, giovani donne, che, tuttavia, non ha garantito il giusto spazio ai benefici del farmaco, documentati da decine di pubblicazioni di esperti del settore, e ha contribuito, inevitabilmente, a gettare un’oscura e pesante ombra sull’efficacia e validità dell’anti Hpv.

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Non a caso, il primo a puntare il dito contro la trasmissione condotta da Sigrido Ranucci è stato Roberto Burioni, autore del libro “Il vaccino non è un’opinione” e professore ordinario di microbiologia e virologia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, sostenendo che “diffondere la paura raccontando bugie è un atto grave e intollerabile”.

Aspro anche il commento della ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, che ha definito le tesi, portate avanti nel servizio del programma di Rai 3, “prive di fondamento e anti scientifiche”, un atto “di grave disinformazione ed è quanto ha fatto ieri sera la trasmissione di Rai3 Report, dedicata al vaccino contro il Papilloma virus, il primo vaccino contro il cancro che l’uomo è riuscito a produrre”.

“Notizie false e diffamatorie”: il caso Benigni a Report

Sulla presunta disinformazione di Report sembra aver avuto qualcosa da dire anche Roberto Benigni, uno dei protagonisti della prima inchiesta della puntata di lunedì scorso dedicata ai finanziamenti dello Stato allo spettacolo, il quale ha querelato, tramite i suoi legali, il programma della terza rete per aver mandato in onda “notizie false e diffamatorie”, circa il suo progetto di trasformare gli studi umbri di Pagigno (Terni), location dove sono state girate alcune scene de La vita è bella.

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Sull’Ansa si legge infatti che gli avvocati, in rappresentanza del comico toscano e di sua moglie, contestano che “l’operazione imprenditoriale si sia basata su fondi pubblici e che Benigni sia poi ‘scappato’ per non sopportarne i costi. In realtà non è vero che l’operazione ha goduto di finanziamenti pubblici, perché la ristrutturazione è stata fatta a spese di Benigni, non è vero che il nostro cliente è scappato di fronte al mancato rilancio di Papigno, quando poi gli studi sono stati rilevati da Cinecittà Studios, società di Luigi Abete, Aurelio De Laurentiis e Andrea Della Valle. La ristrutturazione è costata 7,4 milioni a carico di Benigni; Cinecittà Studios ha ‘comprato’ 5 milioni di credito; Benigni deve ancora riscuotere 1,1 milioni. Dunque ci ha rimesso. Lo stesso Benigni ha detto ai microfoni di Report ‘Non si sa quanti soldi ci ho perso’”.

Che, dopo questi ultimi risvolti poco edificanti, un programma storico e di spessore come Report sia a rischio chiusura? Prendendo in prestito le parole del presidente Rai, Monica Maggioni, “nessuno ha mai pensato per un secondo di chiudere Report. Tanto per sgombrare il campo alle fantasie. Il problema non è chiudere o meno un programma, è giusto chiedersi piuttosto se sia stato fatto quanto serviva per garantire un buon prodotto informativo“.

 

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Veronica Bisconti

Nata Roma nel 1987, è da sempre residente nella Capitale. Laureata in Conservazione dei Beni Culturali, è attratta da quadri e sculture come una mosca dal miele. Solare, sognatrice e perfezionista, è una grande appassionata di serie televisive italiane e americane. Ama il teatro, la moda e i viaggi.