Maccio Capatonda è Mario: una riuscitissima spettacolarizzazione del nulla

La prima fiction sketch-comedy del surreale Maccio Capatonda, stavolta nei panni di Mario, un giornalista serio e competente che lavora per un tg nazionale, MTG. La vita dell’anchorman rampante viene stravolta da una serie di rovinosi eventi: l’emittente per cui lavora da sempre viene venduta alla Micidial Corporation, una losca multinazionale guidata da un uomo senza scrupoli, Lord Micidial che inserisce sponsor imbarazzanti indignando il povero Mario. Deciso a dare le dimissioni, il plurirattristato Mario viene ricattato da Lord Micidial ed inchiodato da una clausola scritta in obliquo nel suo contratto a restare il volto di MTG. Unica sua via di fuga è quella di istruire Ginetto, figlio inetto e stupidissimo di Micidial, in modo che possa prendere il posto dell’anchorman su quella poltrona ormai divenuta scomoda.

Come se non bastasse, Genny (l’intramontabile Anna Pannocchia), la truccatrice racchia innamorata di Mario gli annuncia di essere incinta…presumibilmente. Tra servizi sopra le righe ed inviati improbabili come Oscar Carogna, Salvo Errori e Jo Cagnaccia, ritroviamo tanti riferimenti ai personaggi cult dei video di Maccio Capatonda, stessa comicità dell’assurdo, l’apoteosi del non-sense. Molti avranno cambiato canale dopo i primi cinque minuti, non tutti avranno retto la pubblicità di Raggrumina (il rimedio contro le feci che sembrano urina) ma per gli appassionati delle gag di Maccio e company, Mario è tutto ciò che stavano aspettando e soltanto MTV poteva buttarsi in un’esperienza del genere. Irriverenti riferimenti ai Tg nazionali, ispirazione stilistica a Salvo Sottile, parole di Steve Jobs ripetute da un assassino, riferimenti a Verissimo, Mario è un contenitore di sketch sfrontati che non potremmo trovare altrove. Il genio incompreso Marcello Macchia alias Maccio, spiega come gli è venuta l’idea di Mario.

“Il telegiornale mi sembrava un format che, se trattato satiricamente, poteva diventare un contenitore di qualsiasi cosa. Ormai nel tg puoi mettere veramente qualsiasi cosa, ed essendo la mia una comicità basata sulla parodia dei linguaggi televisivi, ho cercato il format più adatto per potermi esprimere al meglio; anche se alla fine la maggior parte di Mario è costituita da servizi giornalistici. E poi dentro c’è anche la fiction, che ambientata nel dietro le quinte del tg, storie parallele che non hanno molto a che fare con l’informazione. Non prendo in giro i meccanismi del tg – come ha fatto per esempio Boris con la tv –, li sfioro, non li conosco dall’interno”. Una riuscitissima spettacolarizzazione del nulla, un successo che fa presagire l’ipotesi di un film su grande schermo, progetto al quale Maccio sta già lavorando a quanto pare. A meno che non siate colpiti da un attacco di pane, il giovedì è meglio Mario!

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Valentina Evangelista

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