La Fondazione Mike Bongiorno dona ritmo e allegria al carcere San Vittore

L’evento di mercoledì consisterà in un vero e proprio concerto, dove i ragazzi del San Vittore mostreranno i risultati raggiunti durante il laboratorio musicale sostenuto dal duo Jalisse.

Negli ultimi mesi, infatti, Fabio Ricci e Alessandra Drusian, la storica coppia dei Jalisse, hanno accompagnato i detenuti in un percorso musicale, occasione prima di tutto di unione e partecipazione. Chi non aveva più la possibilità di prendere in mano uno strumento, grazie a “Scuola Allegria” ha trovato una nuova occasione per suonare e abbandonarsi alle note. Chi invece non aveva mai pensato di prendere lezioni di canto, adesso si ritrova davanti ad un microfono e all’interno di una band. La musica come valvola di sfogo e come impegno e dedizione. Insieme ai Jalisse gli allievi della scuola hanno selezionato le canzoni più belle del repertorio musicale italiano, dandone una nuova interpretazione strumentale e canora. Grazie alle lezioni e ai consigli dei due cantanti professionisti, i detenuti hanno anche dato spazio alla loro creatività scrivendo e componendo brani inediti, che verranno presentati il giorno dell’inaugurazione. L’impegno dei Jalisse, però, non finisce qui: “E se torna la voce…” è il brano che la coppia ha scritto con Silvano Tognetti sulla musica di Maurizio Fabrizio e che racconta le emozioni e i pensieri di una detenuta alla vigilia del suo rilascio. La canzone verrà lanciata dalle radio il 22 marzo e rappresenterà un contributo importante per la “Scuola Allegria”. Il fatturato ricavato dalle vendite del brano, infatti, sarà totalmente devoluto alla raccolta fondi della Fondazione Mike Bongiorno, sempre vicina alla formazione dei giovani e delle persone in difficoltà. Lo stesso Mike, nel lontano 1944, è stato uno dei detenuti del carcere San Vittore. Scoperto dalla Gestapo mentre inviava messaggi dei partigiani agli Alleati, è qui che venne rinchiuso per sette mesi, dividendo la cella con Indro Montanelli.

«Portare Allegria, anche dove sembra non ce ne sia è un grande progetto che necessita di solidi contenuti e forti motivazioni fondamentali per valorizzare le persone, individuando e coltivando le capacità e il personale talento, proprio come faceva mio papà», così Nicolò Bongiorno, direttore della Fondazione, commenta l’iniziativa “Scuola Allegria”, che d’ora in poi sarà autogestita dagli stessi detenuti, liberi di specializzarsi grazie all’aiuto di musicisti esperti.

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Cinzia Comandè

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