Boss in Incognito, il 3 febbraio la seconda puntata

Boss in Incognito che mette alla prova il titolare di un’azienda nei panni segreti di un dipendente della sua stessa attività. Un modo subdolo, e intelligente al tempo stesso, per conoscere chi lavora in casa propria e per comprendere coi propri occhi le difficoltà e i meccanismi dell’azienda. Manco a dirlo, il format non è italiano ma trae ispirazione da Undercover Boss, ideato dal produttore inglese Stephen Lambert. Dalla trasmissione originale sono state create ben dieci versioni per diversi paesi in tutto il mondo. {ads1} Boss in Incognito vede la conduzione di Costantino della Gherardesca, che, dopo l’ottima esperienza in Pechino Express 2, si è rivelato un uomo di spettacolo dallo spirito ironico e vivace. La scorsa settimana a camuffare il proprio aspetto è stato David Hassan, proprietario dell’azienda 7 camicie e del marchio David Saddler. L’imprenditore ha dimesso giacca e cravatta per vestirsi in tuta e tingersi i capelli: ha interpretato un nuovo assunto. Accanto a lui, la troupe che ha registrato la sua missione sotto mentite spoglie e che ha finto davanti agli altri di realizzare un documentario. In una settimana Hassan ha avuto modo di conoscere in prima persona le diverse fasi della produzione dei suoi stessi prodotti, entrando in contattato con il lato umano e personale dei propri dipendenti, ignari della sua identità. Boss in Incognito ha così una doppia caratteristica: da una parte l’esilarante situazione in cui un uomo abituato a sedersi dietro alla scrivania si presta al lavoro manuale, dall’altra il momento dello svelamento che determina la punizione o il premio per alcuni operai. «Solo trovando i difetti si può migliorare», con queste parole il boss ha motivato la sua partecipazione al programma. Non mancano comparse all’insaputa dello stesso imprenditore in incognito, che lo metteranno appositamente sotto pressione e lasceranno spazio a reazioni imprevedibili. Boss in incognito si presenta, dunque, pieno di sorprese e sfumature che tengono alta la partecipazione dello spettatore. La prima puntata ha, infatti, raggiunto l’importante share del 6,6% per una somma di quasi due milioni di spettatori. {ads1} «L’aspetto più curioso del programma a mio avviso è il messaggio politico che si cela dietro la sua struttura. Non dobbiamo dimenticarci che l’autore del programma Stephen Lambert produceva tutti i documentari di Adam Curtis, tra cui lo spettacolare The Century of the Self. Documentari che raccontavano in modo esplicito i meccanismi di controllo del potere. L’ho già detto più volte, e forse può sembrare ridondante ripeterlo, ma Boss in incognito è veramente la risposta socialista europea al capitalismo sfrenato di The Apprentice. […] Il programma cerca di sovvertire la struttura “a piramide” dove il boss è una specie di faraone ignaro di cosa accade nei piani bassi della sua azienda. Diciamo che il programma accenna verso un ambiente di lavoro più scandinavo, con una comunicazione migliore e una struttura più orizzontale», ha dichiarato Costantino Della Gherardesca. La seconda puntata, su quattro in totale, andrà in onda stasera e vedrà come protagonista Giovanni Battista Pizzimbone, proprietario di Biancamano Spa, un importante gruppo privato italiano per i servizi di raccolta, stoccaggio e smaltimento dei rifiuti. Se David Hassan è stata una persona emotiva e buona nei confronti dei suoi dipendenti, questa volta il boss sarà più duro e intransigente. Pizzimbone uscirà dalla sua villa in Costa Azzurra per alzarsi all’alba e lavorare nella raccolta differenziata porta a porta, nel centro di smistamento di materiale elettronico e nella pulizia della città.
Diretto da Giorgio Romano e scritto da Cristiana Farina, con Alessia Ciolfi, Yuri Grandone e Giona Peduzzi, Boss in Incognito è prodotto da Rai Due e Endemol Italia.

Vuoi commentare l'articolo?

Cinzia Comandè

0 Commentsprova

No comments!

There are no comments yet, but you can be first to comment this article.

Leave reply

Only registered users can comment.

-->