US Open: epico Del Potro, rediviva Kvitova

L’ultimo Slam si sta rivelando ricco di storie, giovani in ascesa e grandi rientri. Tabelloni allineati ai quarti, possibile prima sfida a Flushing Nadal-Federer, ma prima lo svizzero dovrà battere Del Potro, autore di una clamorosa rimonta su Thiem. Ritiri e sconfitte a sorpresa danno chance unica a Querrey. La favorita Muguruza sconfitta da Kvitova, Pliskova prova a restare n.1, fuori Sharapova.

Malgrado il ritiro di Murray a sorteggio effettuato abbia falsato il torneo, sbilanciando il tabellone in modo clamoroso, sta venendo fuori uno US Open interessante. A giorni alterni magari, ciò che avviene nella parte bassa difficilmente regge il confronto con quella alta, ma abbiamo vissuto già momenti che valgono la pena di essere raccontati.

La ribalta appartiene a Del Potro: ha ben iniziato il torneo che lo aveva visto vincitore nel 2009, convinto nel 3° turno con Bautista Agut. L’attitudine alla superficie lo rendeva favorito anche con Thiem, invece dalle prime fasi si è subito capito come qualcosa non andasse, Palito era spento, rosso in viso. Fra tanti infortuni della sua carriera era stavolta una banale influenza a limitarlo. Thiem ha dominato i primi due set, ma ha avuto il torto di mollare la presa, consentendo all’argentino di portare a casa il terzo e andare avanti 2-0 nel quarto. Da lì, l’austriaco ha cambiato passo, infilato 5 giochi, servito sul 5-3 30-0, poi subìto il break ha avuto due match point sul 6-5 servizio Del Potro. Ormai però il dritto dell’argentino aveva ritrovato pesantezza, il clima del Centrale gli ha ridato energia. Palito ha annullato i match point, vinto 7-1 il tie break e chiuso 6-4 al quinto strappando a Thiem la battuta nell’ultimo gioco nel delirio della folla.

Del Potro trova domani in quarti Federer, vedremo se la febbre sarà passata. Neanche lo svizzero è al meglio, la schiena un po’ preoccupa e salvaguardarne l’efficienza ha condizionato la sua preparazione. Ha iniziato il torneo giocando due partite di 5 set, con Tiafoe e Youznhy. Sconcertante la prova contro il russo, che era salito 2 set a 1. In quel momento Federer sembrava sull’orlo del ritiro, salvato dai problemi avuti a sua volta dall’avversario. Kyrgios gli ha dato una mano, lasciandosi eliminare da Millman. Anziché il pericoloso australiano ha trovato Lopez e Kohlshreiber, due partite tranquille malgrado quasi inedito per lui MTO nel match col tedesco.

Chi vince troverà Nadal o Rublev, è curioso come Roger e Rafa potrebbero incontrarsi a New York per la prima volta. Nadal è in crescendo. Ha perduto il primo parziale con L. Mayer ma chiuso in quattro e si è trovato sotto un set e un break con Daniel. Da quel momento non ha sbagliato nulla e ha convinto contro Dolgopolov. Rublev gli ha tolto Dimitrov dalla strada, ma non è detto che per Rafa sia un bene. Il 20enne russo ha talento e colpi penetranti e sembra essere vicino a piena maturazione. Sarà uno dei protagonisti dell’Era Post Fab Four, vedremo se è già pronto per batterne uno su un grande palcoscenico.

Il ritiro di Murray aveva spianato la strada a una semifinale Cilic-Zverev. Il tedesco ha però accusato la pressione del passaggio da outsider a favorito e inopinatamente perso al 2° turno con Coric. Cilic non aveva più giocato dopo Wimbledon e qui si è arreso a Schwartzman, il piccolo argentino affronterà Carreno Busta. Lo spagnolo ha respinto in ottavi con tre tie break l’assalto dell’enorme talento di Shapovalov. Proveniente dalle quali, il canadese ha incantato come a Montreal, battuto Tsonga, ma si è arreso a Carreno malgrado un break di vantaggio sia nel primo che nel terzo. È il più giovane agli ottavi di uno Slam da Safin al Roland Garros 1998 e il suo tennis d’altri tempi lo ha già reso un beniamino.

Querrey ha l’occasione di riportare gli USA in finale nel loro Slam 11 anni dopo Roddick. Contro M. Zverev è stato convincente e con Anderson parte favorito. Il sudafricano ha avuto ragione di Lorenzi, che ha 35 anni è il più anziano a giungere per la prima volta in ottavi di uno Slam nell’Era Open. Il senese ha strabiliato contro Muller, per poi superare al 3° turno Fabbiano, bravo a sua volta. Con Anderson ha perso i primi due set ma poi ha vinto il terzo ed è andato anche avanti di un break nel quarto prima di cedere. Applausi scroscianti per lui, mani nei capelli per Fognini. Fabio ha perso subito, con Travaglia e dopo due giorni è stato cacciato dal torneo – era ancora in gara nel doppio con Bolelli – a causa degli insulti sessisti che ha rivolto nel suo match di singolare alla giudice di sedia.

Talento puro, colpitrice eccezionale, due Wimbledon, incostante come nessuna. A dicembre Petra Kvitova è rimasta vittima della nota aggressione in casa e la sua mano sinistra pareva non consentirle più di giocare. È invece rientrata dopo 5 mesi e nello Slam che non ha mai amato sta ritrovando il suo livello. Contro Muguruza, favorita del torneo, ha sbagliato molto, ma dopo l’1-4 palla dell’1-5 nel primo set ha sempre tenuto il controllo del gioco, piazzando vincenti dai due lati e venendo a rete. Nel torneo della rinascita del tennis americano, quattro ragazze ai quarti, trova l’eterna Venus Williams, appena divenuta zia, visto che Serena ha partorito una bambina. Chi vince ha Stephens o Sevastova, lettone capace di eliminare Sharapova, che al rientro dopo i guai fisici dell’estate ha battuto Halep, ma è ancora lontana dalla condizione ideale.

Pliskova è stata messa in crisi da Gibbs e Zhang, dovrà guardarsi dalla potenza sprigionata dai colpi di Vandeweghe. Se la ceca va in finale resta n.1, altrimenti la scavalca Muguruza. Chiude il quadro Kanepi-Keys. L’americana sta tornando ai livelli dello scorso anno e ha messo fuori Svitolina, rinata l’estone, che reduce da mille infortuni e dalle quali ha rimandato al mittente le ambizioni delle giovani Osaka e Kasatkina.

Twitter: @MicheleSarno76

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michele sarno