Una Serie A di serie B

Stavolta i presupposti di una giornata di alto livello c’erano tutti. Due o tre big match nella stessa giornata dovevano essere veramente un grande spettacolo. Ancora una volta non è stato così. Nell’anticipo di Roma, il protagonista assoluto è stato l’arbitro Bergonzi, grazie alle sue 4 sviste evidenziate dalla maggior parte dei media, come se fosse la prima volta che un arbitro facesse errori così gravi, come se fossero stati episodi rari. Comunque sia, per non fare torto a nessuno, gli errori sono stati due per parte, e le squadre hanno portato a casa un punto a testa. I pugni di Juan Jesus e di De Rossi, immediatamente colti dall’occhio della tecnologia e completamente ignorati dall’arbitro e dagli assistenti, sono stati l’emblema del calcio italiano, dove si fa tutto, tranne che giocare a calcio. Lo stadio semi-vuoto di Roma, completa il quadretto di uno sport severo nel punire le manifestazioni di razzismo territoriale, ma omertoso nel privare gli arbitri del supporto tecnologico, in nome di un calcio più “vero e genuino”. Se per regolamento è giusto squalificare le curve in seguito ai cori razzisti, è giusto anche garantire che l’arbitro non abbia 4 sviste a partita. Ovviamente l’affermazione non è a difesa dei cori razzisti, ma di un calcio corretto. {ads1} Se sabato a Roma il clima era stato abbastanza surreale, nel posticipo di ieri la Juventus è riuscita a portare a casa altri tre punti contro il miglior Milan della stagione. La vittoria è arrivata con un po’ di fortuna, come ha ammesso anche Gigi Buffon, tanto che a fine primo tempo, se il Milan fosse stato in vantaggio, non avrebbe rubato niente a nessuno. Seedorf però, alla fine ha portato a casa solo qualche complimento, mentre la Juventus ha ulteriormente allungato sulla Roma, portandosi a +11. Se non è scudetto, poco ci manca. Come sappiamo, la classifica con la moviola in campo sarebbe stata diversa, ed il campionato più avvincente, ma questo è quello che è rimasto di un campionato che un tempo era il più prestigioso di Europa, dal quale ora i migliori top player fuggono a suon di milioni, e fanno bene. In Premier League, il Chelsea è primo a 63 punti, inseguito da Liverpool e Arsenal entrambe a 59; in Spagna, il Real Madrid a 64 punti precede il Barcellona e l’Atletico a 63 e 61. In termini di distanza tra le prime tre, sono campionati più simili al nostro quello francese e quello tedesco, nei quali il Psg ed il Bayer Monaco dominano principalmente grazie all’enorme divario in termini di disponibilità economica rispetto alle altre squadre, situazione non paragonabile a quella della Juventus in Italia.

Detto ciò, se per il titolo ormai la gara sembra essere a senso unico, il terzo posto è ancora in bilico, grazie alle continue frenate di Napoli e Fiorentina. I partenopei stavolta sono stati fermati sull’ 1 a 1 dal Livorno, mentre Montella ha dovuto digerire un’amara sconfitta contro la Lazio. In evidenza invece, il Parma, il Cagliari ed il Genoa.
Se ieri la notte degli Oscar nel mondo del cinema ha scritto una pagina di storia importante per il nostro Paese grazie a “La Grande Bellezza”, in quello del calcio ha toccato il fondo. La Juventus sicuramente vincerà il titolo, in un campionato dove gli avversari sono attori non protagonisti, in stadi che non costituiscono assolutamente una bella sceneggiatura.

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Alex Marino

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