Tennis azzurro 2015: work in progress

Mentre gli svizzeri si radunano in festa per festeggiare gli eroi di casa reduci dell’impresa in Coppa Davis, l’Italia inizia a meditare sul nuovo cammino per cercare di ripetere e, anzi, migliorare quanto di buono ottenuto in Coppa in questo 2014.

Quest’anno la manifestazione ha riscosso un successo incredibile sicuramente anche per merito dell’infinita popolarità del campione svizzero, Roger Federer. L’elvetico, ogni giorno, continua a segnar punti nella sua personale classifica di consensi illustri. Conquistati tutti i cuori deggli addetti ai lavori, arrivano parole di lode da protagonisti diversi. Da Rali Ivanova, supermodella di origini russe e bulgare che ha ammesso: “nella finale di Davis ho tifato solo per lui”, alla nostrana Gianna Nannini che ha dichiarato: “Federer non gioca a tennis, è il tennis. Quando si parla di questo sport, mi emoziono parecchio. Se Federer vince, piango tantissimo. Ha fatto davvero un sacco di sacrifici per arrivare a vincere così tanto. Quando gioca ha qualcosa di divino, è come se fosse sospeso nell’aria. Nel tennis, Roger è il mio Dio.”

E così se il mito di Federer sta oscurando qualsiasi notizia meramente tennistica degli ultimi tempi è bene ricordare che ci sono altre partite da giocare. Il finale stagionale del 2014 prosegue con esibizioni e show. Si è recentemente disputata la terza tappa dell’International Premier Tennis League (IPTL), il mega-circuito di esibizione voluto ed organizzato da Mahesh Bhupathi, simbolo del tennis indiano. Una tre-giorni che all’interno dell’Indira Gandhi Indoor Stadium di Nuova Delhi ha visto la partecipazione di tantissimi top player: Marin Cilic, che ha sconfitto Lleyton Hewitt, Goran Ivanisevic che ha avuto la meglio su Pat Rafter, Caroline Wozniacki, Ana Ivanovic. E ancora Monfils, Tsonga, Mark Philippoussis.

E gli azzurri? Daranno l’avvio della stagione calda rappresentati da Fabio Fognini e Flavia Pennetta che saranno presenti alla 26/a edizione della Hopman Cup, torneo a squadre che si svolgerà dal 4 al 10 gennaio a Perth. Fabio e Flavia, primi due italiani delle rispettive classifiche (numero 20 del ranking Atp e numero 12 della classifica Wta) sono inclusi nel girone A, insieme al Canada di Vasek Pospisil ed Eugènie Bouchard, insieme alla Repubblica Ceca di Radek Stepanek e Lucie Safarova e agli Stati Uniti di Jack Sock e della ‘spaventosa’ Serena Williams. Il girone B metterà a confronto Australia (Nick Kyrgios, Casey Dellacqua), Francia (Jo-Wilfried Tsonga, Alizè Cornet), Polonia (Jerzy Janowicz, Agnieszka Radwanska), e Gran Bretagna (Andy Murray, Heather Watson). La formula vuole che in ogni gruppo, le nazionali si sfidino in 3 match: un singolare maschile, un singolare femminile e un doppio misto. Alla finale si sfideranno la prima classificata del girone A e la prima del girone B.

Per quanto riguarda l’altro atteso impegno azzurro con la sfida al Kazakistan, l’appuntamento sarà dal 6 all’8 marzo 2015 al National Tennis Center di Astana, quando ormai i tennisti avranno già ripreso confidenza con i campi e ci saranno i primi volti soddisfatti e/o delusi della trasferta australiana con tanto di responsi del primo Slam stagionale che aprirà le porte ai player il prossimo 19 gennaio. Tra le due squadre non ci sono precedenti, ciò ha richiesto il sorteggio che ha stabilito che sarà il Kazakhstan a giocare in casa. davis italia

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Daniela Lazzari

Giornalista per sport’ nel senso letterale, ma anche metaforico del termine… Da diversi anni si aggira nei meandri della redazione per infastidire colleghi e mettere a disagio i lettori. Ci sta riuscendo alla grande. Questo la spinge a proseguire e a perseverare con devozione nel suo lavoro. Interessi? Tanti. Se fai molte cose, si sa, finisci per farne bene poche. Forse blaterare on line di sport e tutto il resto è una di quelle poche. Difetti? Troppi. Pregi? Non troppi. Diceva il buon vecchio Einstein : “Ci sono due modi di vivere la vita. Uno è pensare che niente è un miracolo. L'altro è pensare che ogni cosa è un miracolo”. Il fatto che stiate ancora leggendo queste righe ha un ‘non so che’ di miracoloso…