Sofia Bonistalli ci parla di lei

La prima convocazione con la nazionale junior è arrivata a marzo del 2013, in occasione del Trofeo Internazionale di Jesolo. Ed è proprio in quell’occasione che Sofia si è fatta conoscere grazie a uno strepitoso punteggio, 13.800, al corpo libero, che l’ha mandata diretta alla finale di specialità, conquistando una medaglia importante. La grinta è la sua caratteristica principale, e lo dimostra anche la musica scelta per questo attrezzo, che si discosta dalle musiche più classiche di altre ginnaste. La forza non le manca mai, ma allo stesso tempo sa essere anche elegante e precisa.
Fuori dalla palestra è una ragazza semplice, sempre sorridente e disponibile, piena di voglia di fare e, altra caratteristica che la caratterizza, è l’allegria.
Ecco cosa ci racconta.

E’ iniziato un nuovo anno, ma il 2013 è ancora molto vicino. Quali sono stati i momenti migliori, dal punto di vista della ginnastica?
“Allora, l’anno è iniziato bene con il campionato di serie A dove, nell’ultima prova a Firenze, siamo riuscite a conquistare il terzo posto. Poi ho fatto Jesolo , dove ho gareggiato in prima squadra e abbiamo conquistato il primo posto e, poi, ho conquistato una medaglia di bronzo al corpo libero nella finali ad attrezzo. Al contrario di com’è iniziato, purtroppo, ho finito l’anno un po’ male a causa di diversi infortuni che ho avuto.”

Anche tu fai parte di quelle ginnaste che sono avanzate alla categoria senior. Quali sono le differenze tra questa categoria e quella precedente?
“Le differenze in questa categoria sono le competizioni. Infatti, adesso, possiamo fare gare diverse e qualificarci per gli Europei, i mondiali e le olimpiadi. L’impegno è senza dubbio maggiore, non che prima non ci fosse, ma il livello è diverso.” {ads1}

Il mondo della ginnastica è fatto di tante responsabilità. Ci sono dei momenti in cui non ti senti all’altezza? Se sì, come li affronti?
“Sì, certo che ci sono questi momenti, e aggiungo purtroppo . Per quanto mi riguarda, io cerco di affrontarli in maniera positiva e cercare in me stessa la forza di andare avanti e non mollare, e per fare questo ripenso a tutto il lavoro che ho fatto che è un lavoro che non può essere, di certo, sprecato. Così mi faccio forza.”

Parliamo di Jesolo e del tuo esordio. Lì hai vinto una medaglia di bronzo. Te lo aspettavi o è stato anche per te una sorpresa?
“Già il giorno prima nella finale a squadre sono riuscita a fare un corpo libero eseguito bene, e quindi, questa prestazione mi dava più fiducia e più speranze per un podio. Rimanendo in tema di fiducia, il giorno dopo sono scesa in campo gara carica e fiduciosa, appunto, infatti, ho conquistato la medaglia di bronzo. Più che sorpresa, è stata soddisfazione”.

Riccardo e Fabiola sono i tuoi allenatori di una vita. Che rapporto hai con loro?
“Riccardo e Fabiola sono persone speciali. Io con loro trascorro la maggior parte del tempo della giornata. Il nostro rapporto è molto bello e fiducioso. La parola “fiducia”, come vedi, è qualcosa di importante che ricorre in questo sport. È, infatti, molto importante quella che ho sia con loro che con le mie compagne. Con i miei allenatori perché ascolto i loro consigli. Con le altre ragazze perché mi sostengono sempre e fanno molto per me”.

Sappiamo che il corpo libero è il tuo attrezzo preferito: che ha che gli altri tre non hanno?
“Il corpo libero, è vero, è il mio attrezzo preferito, ma ciò non vuol dire che gli altri non mi piacciono, altrimenti non sarei qui. Posso dire che in questo attrezzo riesco ad esprimere le mie potenzialità al meglio e credo che, tra i quattro, sia quello più coinvolgente sia per noi ginnaste, grazie anche all’aiuto della musica, sia per il pubblico, che ti segue a ritmo e ti accompagna, a volte, a battiti di mani.”

Domanda classica che non può mancare: che ti aspetti da questo 2014?
“Risposta semplice: mi aspetto il meglio sperando di riuscire a centrare tutti i miei obiettivi”.

E allora noi non possiamo che augurarle un grande in bocca al lupo, o meglio, Gamba Sofia!

 

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Flavia Capoano

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