Serie A : Inter allunga, pareggio spettrale della Roma

La quarta giornata di Serie A ha consacrato il primo posto dell’ Inter, che si ritrova a punteggio pieno grazie al gol di Icardi contro il Chievo. La Roma invece non è riuscita a tenere il passo e, complice il cospicuo turnover effettuato da Rudi Garcia, anche stavolta non è  riuscita a battere l’ ottimo Sassuolo di Di Francesco. Lo spettro della “pareggite” del campionato scorso rischia di riemergere, visto che la Juventus proprio ieri ha ottenuto la prima vittoria in 4 gare. Tra le grandi, hanno vinto anche Fiorentina, Milan e Napoli, ma è proprio la vittoria dei partenopei ad arricchire questa giornata di calcio, grazie al 5 a 0 inflitto ai danni della Lazio. Ognuno di questi risultati sembra avere una storia a sé, dando vita ad un campionato molto più aperto e avvincente rispetto agli anni passati.

A cominciare dall’ Inter, partita con il progetto di tornare in Europa e ora, invece, già battezzata da molti come candidata alla vittoria del titolo. Forse è un po’ prematuro parlare di scudetto, visto che siamo solo alle quarta giornata di Serie A, ma possiamo mettere la mano sul fuoco sul fatto che l’ Inter quest’anno sia una delle squadre più ostiche da affrontare, grazie al roccioso centrocampo e alla qualità dei suoi attaccanti. Icardi ieri ha trovato il suo primo gol stagionale, dopo aver concluso la scorsa stagione in cima alla classifica cannonieri insieme a Luca Toni. Quest’anno, per l’argentino potrebbe essere l’anno della consacrazione: la fascia da capitano avrà il compito di responsabilizzarlo, mentre il campo ci dirà se Icardi è veramente un bomber di razza o meno. Perché una stagione fortunata può capitare, ma per riconfermarsi bisogna avere la stoffa del campione. E il gol di ieri potrà dargli un ottimo slancio verso quest’ultima direzione.

Visto che si parla di gol, cerchiamo di analizzare un secondo cosa è successo all’ Olimpico tra Roma e Sassuolo. Perché come abbiamo già detto, il 2 a 2 di ieri pomeriggio fa riemergere i sintomi da pareggite accusati lo scorso anno. La Roma della stagione passata aveva difficoltà nel segnare, a causa dell’assenza di un vero centravanti e della presenza di esterni poco incisivi sotto porta. Un problema destinato a scomparire grazie agli acquisti di Salah, Dzeko e Iago Falque, oltre che dall’arrivo – finalmente – di un terzino sinistro come Digne in grado di crossare. Contro il Sassuolo però, Rudi Garcia ha deciso di esercitare un massiccio turnover che ha reso la squadra molto simile a quella dello scorso anno: dentro Maicon, Torosidis, Iturbe e Totti (più Rudiger e Pjanic non proprio in condizione); fuori Florenzi, Digne, Iago Falque e Dzeko, ovvero i giocatori in assoluto più decisivi nelle partite gare precedenti. È  giusto dosare le energie quando il calendario è particolarmente  fitto, ma togliere drasticamente quattro pedine fondamentali carica più gli avversari che i propri giocatori chiamati a sostituire i titolari. Questo è ciò che è successo contro il Sassuolo. I gol di Totti e Salah non sono bastati a compensare la fragilità difensiva giallorossa e l’ inconsistenza nell’area di rigore avversaria. Tradotto: l’azzardata coesistenza di Maicon, Torosidis e Rudiger da un lato, l’assenza di Dzeko e Falque dall’altro. E meno male che si punta sul campionato.

Tutt’altro discorso per quanto riguarda il Napoli di Sarri, che dopo la strigliata di Maradona, ha segnato 10 gol in due partite. Tutti dicono sia merito del 4-3-3, Sarri minimizza, affermando che il cambio di modulo lo ha aiutato più in difesa che in attacco. Ma la prestazione superlativa di ieri sera contro la Lazio lascia poco spazio alle chiacchiere da bar: dinamismo, equilibrio tattico, concentrazione e, soprattutto, l’infinita qualità degli attaccanti. Higuain, Insigne, Gabbiadini, Mertens e Callejon puoi metterli come vuoi, la palla entrerà sempre in rete. Come in matematica, commutando i fattori, il risultato non cambia.

Fanno da cornice le vittorie di Juventus, Milan e Fiorentina. Sono anni che vediamo vincere la Juventus e la vittoria di domenica non stupisce nessuno, anche se c’è allarmismo per gli infortuni muscolari di Morata e Mandzukic. Il Milan è stato salvato nuovamente dalle prodezze di Bacca, ma la manovra offensiva risulta ancora spaventosamente lenta e prevedibile. Per i viola invece, nonostante la vittoria poco brillante contro il Carpi, si può dire che già si nota la mano dell’allenatore, che a lungo termine può dar vita ad un progetto molto interessante.

 

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Alex Marino