Roma e Napoli fermate da Skorupski e Higuain, Juve in fuga

Roma e Napoli fermate da Skorupski e Higuain, a vantaggio di una Juventus di nuovo a +4 sui giallorossi. È la solita, effimera “legge degli ex“, quella che nell’undicesima giornata di Serie A ha penalizzato le due antagoniste della Juve. Nel frattempo, Milan e Lazio hanno approfittato il passo falso della Roma e del Napoli per accorciare la classifica grazie ai gol vincenti di Bonaventura e Immobile. Settima sconfitta per l’Inter: ore contate per Frank De Boer.

Come al solito, non appena le inseguitrici iniziano a sentire il profumo della Signora, arriva qualcosa che ripristina la distanza di sicurezza che separa la Juventus dalle rivali. Stavolta a metterci lo zampino sono stati “quoque tu, Skorupski, fili mi” e “Core ‘ngrato Higuain: Roma e Napoli fermate proprio dai loro rispettivi ex giocatori. Uno scherzo del destino che si ripete ogni anno, una sorta di regola non scritta. Così come la discontinuità di queste due squadre, che combattono da anni contro una Juventus piena di campioni ma soprattutto solida mentalmente.

Per quanto riguarda lo scontro diretto tra Napoli e Juventus, è stata proprio la fame di vittoria a fare la differenza tra le due squadre. Riguardando nel dettaglio il gol di Higuain, infatti, possiamo individuare l’atteggiamento sornione prima della difesa partenopea – che ha permesso al Pipita di agire indisturbato sulla trequarti – e poi di Allan che è rimasto sul posto invece di attaccare la respinta sulla quale si stava scagliando Higuain. Una questione di testa, prima ancora che di gambe. Finché la Roma e il Napoli non lo capiscono, sarà difficile togliere lo scudetto alla Juventus.

Stesso discorso per la Roma di Luciano Spalletti che, vincendo in trasferta a Empoli, avrebbe avuto l’occasione di restare a -2 dalla Juventus allungando sul Milan e sul Napoli. Invece no. Il miglior attacco del campionato non è bastato a scardinare il fortino toscano. Demerito della Roma o merito di Skorupski e dell’atteggiamento tattico dell’Empoli? La Roma ha creato moltissime occasioni, avvicinandosi spesso al gol con El Sharaawy, Dzeko e Salah. Se non fosse stato per gli interventi di Skorupski (in prestito all’Empoli, ma di proprietà della Roma) in fondo, staremmo parlando di un’altra partita. Eppure, a Trigoria torna lo spauracchio della mentalità, di quella mancanza di cattiveria che negli anni ha allontanato i giallorossi da traguardi importanti.

A differenza dei precedenti passi falsi però, il bilancio giallorosso non è poi così negativo. Con Dzeko capocannoniere e un gioco che offre così tante soluzioni offensive, Spalletti ha tutte le armi per ripartire alla grande.

Bilancio più che negativo in casa neroazzurra. L’Inter nel posticipo domenicale ha incassato la settima sconfitta stagionale contro la Sampdoria e, se possibile, ha messo ancora più in crisi la posizione di Frank De Boer. Nonostante l’olandese affermi di avere la fiducia della società, sembrerebbe invece che la dirigenza neroazzurra abbia già deciso di cambiare allenatore. Una scelta coraggiosa e, forse, avventata, così come lo era stata quella che portò l’olandese sulla panchina dell’Inter.

Inter da rivoluzionare, Roma e Napoli fermate sul più bello, Milan e Fiorentina con sogni più grandi di quelli che possono permettersi. La somma di questi fattori, porterebbe a un solo risultato: il sesto scudetto della Juventus. Eppure, la storia ci insegna che è ancora presto per i verdetti. Lo scorso anno infatti, di questi tempi Inter, Roma e Fiorentina si contendevano il primato, mentre la Juventus raggiunse la vetta soltanto alla venticinquesima giornata, per non lasciarla più.

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Alex Marino