La nuova Inter di Spalletti: dove può arrivare?

Circa due settimane fa avevamo analizzato la situazione rossonera ponendo l’accento, più che altro, sull’azzardata programmazione societaria. Un mercato pazzo non ancora concluso (arriverà un altro colpo, molto presumibilmente un attaccante), 210 milioni spesi, Champions da agguantare a tutti i costi, sanzioni UEFA con alta percentuale di probabilità. Insomma, un piano societario a dir poco rischioso. Dall’altra parte, sponda nerazzurra, invece, la situazione è completamente agli antipodi. La nuova Inter ha puntato sul rigore, sull’equilibrio finanziario e sul progetto a lungo termine. Un piano che potrebbe avere dei risultati molto positivi già quest’anno … e forse anche più alti delle aspettative. Perché?

4-2-3-1

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Borja Valero, 32 anni

Si è intravisto in questo torneo americano estivo. Spalletti ha già messo la sua mano. Il modulo con cui giocheranno i nerazzurri sarà al 99% il 4-2-3-1. In questo senso gli acquisti sono stati mirati e oculati: Skriniar, giovane promettente, votato nella top 11 degli europei under 21 di quest’estate, come centrale difensivo per coprire la probabile uscita di Murillo; Borja Valero per esperienza e qualità, che nel centrocampo interista della passata stagione sono mancate come il pane; Vecino per implementare la rosa della mediana; Padelli come vice Handanovic. La nuova Inter dovrebbe presentarsi così: Handanovic; D’Ambrosio, Skriniar, Miranda, Ansaldi; Gagliardini (Kondogbia), Borja Valero; Perisic, Joao Mario, Candreva; Icardi. Una squadra che acquista qualità soprattutto a centrocampo dove Borja Valero e Joao Mario dovrebbero gestire la manovra nerazzurra, due ali instancabili e un centravanti da 25/30 gol a stagione. Un reparto difensivo più solido con l’esperienza di Miranda e la fisicità di Skriniar. Forse i punti deboli rimangono gli esterni difensivi, ma nelle mani di Spalletti, inseriti in un equilibrato e preciso meccanismo, potrebbero rendere molto di più. Senza considerare le valide alternative come Jovetic (se dovesse rimanere), Vecino o Eder che consentirebbero a Spalletti di sperimentare altre soluzioni.

La nuova Inter, dunque, dipenderà e passerà quasi esclusivamente dal suo allenatore, il vero top player della rosa. Il suo apporto calcistico, la sua capacità di saper valorizzare i giocatori e farli esprimere al meglio saranno fondamentali per la stagione dei nerazzurri. Occhi puntati soprattutto su chi ha reso meno o non ancora avuto possibilità di crescere come Kondogbia, Gabriel Barbosa, Skriniar e Gagliardini.

LE AVVERSARIE 

Dopo queste considerazioni sulla nuova Inter di Spalletti è utile dare un’occhiata alle principali concorrenti. Tenendo presente che i nerazzurri puntano a ritornare in Europa, quella più prestigiosa, l’obiettivo minimo diventa il quarto posto. Un quarto posto che risulta alla portata se si tiene conto delle situazioni che stanno attraversando le altre papabili squadre. Mettendo Juventus e Napoli sopra per un organico oggettivamente più forte, le altre possono essere alla portata della nuova Inter. A cominciare dalla Roma che, privandosi di Spalletti, Rudiger, Paredes e Salah, e senza colpi forti sul mercato, rimane un’incognita. Di Francesco è sì un buon allenatore, ma una piazza come Roma e con una rosa lievemente meno forte, il percorso in campionato potrebbe essere meno costante del solito, fatto di alti e bassi, considerando anche l’impegno in Champions League. L’altra squadra della capitale si è notevolmente ridimensionata con la cessione di Biglia, pedina imprescindibile del centrocampo di Inzaghi, e la ormai altamente probabile uscita di Keita, altro tassello fondamentale della Lazio dello scorso anno. Radicalmente rivoluzionata, poi, risulta la Fiorentina: fuori Gonzalo Rodriguez, Borja Valero, Bernardeschi e molto probabilmente Kalinic. Pioli si trova a dover riorganizzare la viola e sicuramente avrà bisogno di tempo e la classifica ne risentirà. La favola dell’anno scorso, l’Atalanta, sicuramente non riuscirà a ripetere l’impresa, soprattutto per le importanti uscite sul mercato: Kessié, Conti, Caldara (a gennaio). A inserirsi nella lotta Champions ci sarà, poi, sicuramente il Milan che, sulla carta, sembrerebbe quella con più possibilità, ma la rivoluzione potrebbe richiedere tempo e di conseguenza punti importanti in campionato.

Dunque, la nuova Inter di Spalletti, senza impegni europei, con la mente rivolta al campionato, già rodata dall’anno scorso con qualche oculato innesto potrebbe veramente tentare di agguantare, non solo un posto in Europa, ma di posizionarsi a ridosso di Juventus e Napoli.

LE INCOGNITE

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Ivan Perisic, 28 anni

Se tutto questo contribuisce a pensare che la nuova Inter possa veramente ritornare grande in una stagione, ci sono alcune riserve che potrebbero disattendere questa tesi. Riguardano esclusivamente il calciomercato, in particolare quello in uscita. Stiamo parlando delle sirene che vogliono Perisic allo United e Candreva al Chelsea. Se entrambi o uno dei due dovesse lasciare Milano, per Spalletti si materializzerebbe un problema dal punto di vista del modulo e della rosa corta. Infatti, a quel punto l’Inter dovrebbe andare sul mercato cercando di piazzare almeno un colpo forte, quindi andando contro la politica societaria che finora ha seguito. Inoltre con poco tempo, visto che mancherebbe meno di un mese alla chiusura del mercato e con l’inizio della stagione alle porte. E se non dovesse riuscirci la squadra ne risentirebbe tecnicamente, abbassando le probabilità di raggiungere la qualificazione in Champions League. Insomma, il futuro della nuova Inter passa, non solo dalle mani di Spalletti, ma anche e soprattutto dalle volontà di Perisic e Candreva.

Twitter: @Francesco Nespoli

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Francesco Nespoli

Laureato in lettere moderne all'università di Torino, ora in procinto di finire la magistrale di "Editoria e Scrittura" alla Sapienza. Appassionato di vari sport tra cui calcio, tennis e rugby ma di gran lunga il preferito non è tra questi. Si tratta, invece, del buon, caro, vecchio, sano subbuteo (s'intenda che parlo dell'old subbuteo e non della variante moderna definita con un asettico e privo di fantasia "calcio da tavolo"). Idolo indiscusso non può che essere l'ornitologo Peter Adolph accompagnato da P. P. Pasolini e dal cinico Nanni Moretti (quello di Palombella Rossa, in particolare).