Nazionale, 5 debuttanti nella vittoria contro l’Olanda

Ieri in Nazionale 5 debuttanti. Come al ballo del Liceo, l’età più o meno è quella. Teatro dell’opera l’Amsterdam Arena, l’occasione l’amichevole tra Olanda-Italia. Dicevamo ben cinque giovani esordienti lanciati dal CT Ventura nella serata, vittoriosa, con gli Orange. Petagna, Spinazzola, Gagliardini, Verdi e D’Ambrosio. In Olanda vestono la prima maglia azzurra, tutti da subentrati. A loro si aggiunge Donnarumma, all’esordio da titolare a soli 18 anni, due in meno rispetto al mito Buffon.

BERGAMO, ATALANTA: I FIGLI DI ZINGONIA – Il trio nato con la maglia dell’Atalanta addosso, Gagliardini-Spinazzola-Petagna, al fischio finale del match erano in campo insieme. Stupefacente, se paragonato alla situazione di inizio stagione: tutti e tre riserve nel proprio club. Nel giro di pochi mesi si sono conquistati la fiducia di Gasperini, hanno preso la maglia da titolare dell’Atalanta e adesso il loro posto nel gruppo azzurro. Gagliardini è quello che ha fatto il salto maggiore: in sei mesi da quasi debuttante in Serie A, è diventato perno imprescindibile del centrocampo interista. Pagato oltre 20 milioni dai nerazzurri, adesso è stato incoronato futuro De Rossi. Da chi? Lo stesso capitano azzurro (ieri aveva la fascia proprio il romanista): “Gagliardini si vede che ha qualcosa in più, diverrà un perno della Nazionale“. Petagna è partito alto, dal viviao del Milan. Poi è sceso di categoria, è risalito a colpi di volontà e spallate date e ricevute con gli avversari: “Prima dell’ingresso ho pensato a tutti i sacrifici fatti, non vedevo l’ora di entrare e ringrazio il c.t. di avermi scelto“. Nazionale A? Calma, lo dice lo stesso Petagna, “ora c’è l’Europeo U21, quello è l’obiettivo a breve termine“. Infine Spinazzola, giocatore di proprietà Juve e passato anche lui dai campi di provincia alla casa dell’Ajax: “Mi ispiro a Zambrotta, anche lui è partito come ala, salvo poi diventare un terzino fantastico“.

VERDI E D’AMBROSIO – Simone e Danilo. Due ruoli diversi, due età diverse ma la stessa emozione: la prima maglia azzurra. Inter vs Milan, anche se in tempi diversi. Nel vivaio rossonero è passato Simone Verdi. Per lui, come per gli atalantini, l’ascesa non è stata facile, ma il campionato da 5 gol e 3 assist con la maglia del Bologna, sono valsi i minuti finali al posto di Verratti. Ha sfruttato l’ottimo momento di forma, dopo un periodo di appannamento dovuto a un infortunio che l’ha tenuto lontano dai campi per lungo tempo. Poche cose messe in mostra, ma la “tacca” della presenza in Nazionale l’ha affissa anche lui. Infine Danilo D’Ambrosio, il più “vecchio” della ciurma. 28 anni con la voglia di un ragazzino. Prima il Torino, oggi l’Inter. Forse il meglio lo ha messo in mostra proprio sotto Ventura, ma con l’arrivo di Pioli la nuova esplosione e il premio del vecchio allenatore.

Nazionale, 5 debuttanti pronti per il Mondiale? Difficile dirlo, soprattutto a distanza di più di un anno. Va conquistata la qualificazione e soprattutto il prossimo anno vanno confermate le qualità messe in mostra in questa stagione. Però l’attenzione su di loro ormai Ventura l’ha posta. Sta a loro dimostrare di valere la Russia. Ad maiora.

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Marco Juric

si avvicina al calcio giocato, e alla Roma, grazie alla chioma fluente di Giovanni Cervone. Non contento, pur rimanendo folgorato dalla prima autobiografia di Roy Keane, non si innamora del Manchester United, ma del Nottingham Forest. Dopo i primi trent’anni di osservazione partecipante, ha quindi deciso di passare gli altri trenta che gli rimangono a scriverne.