NBA: Oklahoma magnifica guastafeste

Dopo aver eliminato San Antonio, Oklahoma sbanca la Oracle Arena in gara1 della finale di Conference: Thunder guidati dalle loro stelle e da un protagonista a sorpresa. Stanotte alle 3 italiane Golden State cerca riscatto. La finale a Est si è aperta nel segno di Cleveland. Effettuato ieri il sorteggio per il draft 2016.

Dalle stalle alle stelle. L’esordio della semifinale dell’Ovest disputato in Texas sembrava non lasciare speranze a Oklahoma. Gli Spurs, forti di un record di 67 vittorie in stagione regolare con una sola sconfitta casalinga, avevano passeggiato permettendosi di arrivare addirittura sul +43. Il resto della serie ha raccontato una storia diversa. L’età di Duncan e Ginobili ha presentato il conto mentre Aldridge si è spento dopo un avvio fulminante. I Thunder hanno messo la contesa sul piano della gioventù, dell’energia a rimbalzo. Contrariamente alle previsioni hanno anche ricavato più dei loro avversari dalla panchina. Gara5, a cui le due squadre sono giunte sul 2-2, ha determinato l’esito finale. Oklahoma ha vinto 95 a 91 con 35 punti di Westbrook, rimontando dal -13 materializzatosi nel corso del terzo quarto. Dal numero 0 anche la giocata decisiva: il canestro più fallo (di Aldridge) che ha portato i suoi avanti di 4 a 6” dalla fine. Spurs lasciati a 19 punti nell’ultima frazione, vittime di qualche scelta sbagliata da Parker e dell’atletismo avversario. Nessuna storia due giorni dopo alla Chesapeake Arena. I Thunder hanno dominato con 37 punti di Durant e Adams si è fatto sentire sotto i tabelloni: 4 a 2. Come in ognuno degli ultimi anni, si apre la discussione sul possibile ritiro di Duncan, parso in difficoltà come non mai, e di Ginobili, che potrebbe chiudere la carriera con le Olimpiadi di Rio.

Ad aspettare Oklahoma nella finale a Ovest c’erano naturalmente i Warriors, capaci di superare, con più difficoltà rispetto al previsto, una sorprendente Portland. Serie chiusa sul 4 a 1 ma Blazers capaci di vincere gara3, trascinare i detentori all’overtime nel match successivo e dare battaglia anche nell’ultima partita. C’è voluto il rientro di Curry: il vincitore del premio MVP è rientrato in gara4, a due settimane dal suo infortunio e ha nuovamente sorpreso il mondo del basket con 40 punti, di cui 17 nel supplementare.

Malgrado la sorpresa generata con San Antonio pareva difficile che i Thunder potessero ripetersi al cospetto di un ostacolo ancor più alto. In effetti il primo tempo di gara1 ha visto Golden State in controllo chiudere sopra di 13 punti. Le stelle di Oklahoma tiravano male ma tutto è cambiato nella ripresa, contrassegnata da 19 punti di Westbrook nel solo terzo quarto. I Warriors hanno pagato in zona pitturata, il 22enne neozelandese Steven Adams ha agito da padrone assoluto con 12 rimbalzi e la sorte è girata. Un jumper da quasi sei metri di Durant a 30” dal termine ha dato agli ospiti la spinta decisiva per chiudere 108 a 102. Golden State inchiodata a 14 punti nell’ultimo quarto. Curioso il dato del piccolo Curry quale miglior rimbalzista, più una dimostrazione di responsabilità per Green e Bogut.

La serie è lunga e ancora aperta mentre rischia di esserlo poco il suo corrispettivo a Est. Toronto è giunta alla prima finale della sua storia sull’onda dell’entusiasmo per la prova di gara7 contro Miami. Kyle Lowry si è scosso dal torpore di avvio playoff e ha determinato con le sue giocate i successi in Canada, DeRozan lo ha affiancato e Biyombo ha rimpiazzato ottimamente l’infortunato Valanciunas. Tutto bello ed entusiasmante sino a che stanotte non è stata alzata la palla a due contro Cleveland. I Raptors hanno retto per un quarto per poi assistere all’esibizione dei Cavs: Irving scatenato, James perfetto dalla media distanza, vantaggio lievitato fino al 115 a 84 conclusivo. Vittoria più larga nella storia della franchigia ai playoff. Cleveland non ha patito minimamente i giorni di attesa dopo il 4-0 ad Atlanta, il loro dominio a Est è fotografato dai nove successi consecutivi in post season, a -2 dal primato assoluto dei Lakers. Difficile che la serie possa avere uno svolgimento diverso dalla premessa.

Infine si è svolto stanotte il sorteggio per determinare l’ordine del draft di giugno. Filadelfia avrà la prima scelta, che dovrebbe essere Ben Simmons o Brandon Ingram. Ai Lakers andrà la seconda, ai Celtics la terza, in virtù di accordi precedentemente presi con Brooklyn.

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michele sarno