NBA: L’esempio di Milwaukee

Bucks sempre più rivelazione di questo campionato, stanotte sono passati a Phoenix, pur con un po’ di fortuna. Kobe Bryant è divenuto il terzo marcatore di sempre, Sacramento ha cacciato il coach. Vincono Cleveland, Atlanta, Clippers, Toronto e Portland, mentre San Antonio sta gestendo i suoi big.

15-67. Da questo dato, Milwaukee è ripartita. Nessuno aveva perso quanto loro, mai. Con il successo sul campo dei Suns la franchigia del Wisconsin ha al momento un record di 13-12, due vittorie dal totale del 2013/14. Cosa è accaduto? Anzitutto è cambiato l’allenatore. L’ex stella di Pesaro Larry Drew, è stato licenziato ed al suo posto è arrivato Jason Kidd, scambiato con Brooklyn per due future scelte al secondo giro del draft. E’ giunto dai college Jabari Parker, fra i migliori prospetti del paese. Al secondo anno NBA, il 19enne greco Antetokounmpo ha migliorato la sua produzione di rimbalzi e raddoppiato quella dei punti.
Lo scambio effettuato la scorsa estate con i Pistons (Knight, Middleton e Kravtsov per Jennings) ha iniziato a dare frutti poiché l’ex Virtus Roma è entrato in una spirale negativa, mentre Brandon Knight si sta imponendo come leader. I Bucks sono la seconda squadra più giovane della lega, un solo giocatore di 30 anni, Pachulia.
Sono sesti ad Est davanti a Miami e non basta la partenza di LeBron a giustificare un tale ribaltamento. Sull’Atlantico è più facile, ma il loro esempio può essere importante per i team in difficoltà, rinascere si può.

Stanotte hanno vinto a Phoenix grazie ad una tripla fortunosa a 4″ dal termine di Middleton, tabellone, ballo sul ferro e retina. La gara era iniziata male, Parker ha subìto una distorsione alla caviglia a seguito di un contropiede e dovrà fermarsi per un po’. La panchina si è però mostrata una gran risorsa, quattro giocatori in doppia cifra per un finale da 23-11 che ha ribaltato la situazione e dato un po’ di ossigeno alle statistiche dell’Est.
Priva di Dragic per problemi alla schiena, Phoenix ha perso la sesta gara di fila ed ora è nona ad Ovest, dietro New Orleans mentre arriva da dietro Oklahoma, a pieno organico ed ormai a tiro. Sembrano svaniti i sogni di gloria per Sacramento, che ha cacciato il coach Michael Malone.
Kobe Bryant ha superato Michael Jordan ed è divenuto il terzo marcatore NBA di sempre. Media punti e soprattutto incidenza nel gioco non sono paragonabili, tuttavia il fuoriclasse gialloviola ha ora davanti solo Karl Malone e Jabbar. I suoi Lakers sono rassegnati ad un’altra stagione da comprimari, i proprietari assicurano un ritorno ai vertici in tre anni e non vogliono ricorrere al tanking, strategia caldeggiata da Magic Johnson.
In poco più di 4′ Cleveland ha rifilato un 21-0 a Charlotte. La squadra di MJ ha poi reagito, è giunta a -2 nel terzo quarto, ma nulla ha potuto contro le giocate di James e Love.
Gli Hornets stanno pensando di cedere Stephenson e da domani riavranno Jeffrey Taylor, dopo i 24 turni di squalifica inflittogli per violenza ai danni di una donna in un hotel.
La circolazione di palla ad Atlanta è proverbiale e dopo il ritorno dall’operazione dello scorso dicembre al muscolo pettorale sinistro, Al Horford è divenuto un punto di riferimento. Gli Hawks hanno ottenuto contro Chicago la decima vittoria nelle ultime undici partite. Bulls privi di Noah (caviglia) ed imprecisi al tiro.
Toronto batte Milwaukee con la difesa ed i canestri nel finale di Patterson e Johnson. I Magic, che erano sopra di 8 all’intervallo, sono i noni ad Est, ma già molto distanti da Brooklyn.

Facile successo per i Clippers su Detroit, con Jennings in crisi (vedi sopra) e sul mercato. Grazie al carrer high (30 punti) di Olynyk, Boston passa a Filadelfia nella sfida fra derelitte. I Sixers non hanno ancora vinto in casa quest’anno. Popovich lascia fuori Duncan, Parker e Ginobili, così Portland ha vita facile contro San Antonio. L’oculata a gestione dei big three dà adito a qualche polemica e può ripercuotersi sul record della squadra, ma è il prezzo da pagare per averli più freschi possibile ai playoffs.

Bryant contro Jordan

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michele sarno