Maria Sharapova positiva all’antidoping

Sharapova ha spiazzato tutti. La maggior parte dei bene informati parlava di ritiro, congetture determinate dai problemi fisici che l’hanno tormentata ultimamente. Qualcuno ipotizzava una nuova iniziativa commerciale, ma sembrava improbabile, troppo serio l’annuncio dato sulla conferenza “per importanti motivi”.

Maria Sharapova si è presentata poco dopo le 21 italiane nella sala di un albergo di Los Angeles ed ha comunicato agli interlocutori di essere risultata positiva ad un controllo antidoping effettuato il 26 gennaio durante l’Australian Open. Il farmaco si chiama Mildronate e contiene una sostanza chiamata Meldonium, un anti-ischemico che la WADA – agenzia mondiale antidoping – ha messo fra le sostanze proibite dal gennaio 2016 in quanto appurato come alteri il metabolismo, abbassando i valori di emoglobina e migliorando la fluidità del sangue. La Sharapova non ha cercato giustificazioni, ha ricevuto lo scorso 22 dicembre la lettera della WADA che la informava del cambiamento, ma ha ammesso di non aver guardato la lista. Ha detto di assumere questo farmaco da circa dieci anni per curare influenze ed una carenza di magnesio dovuta ad un principio di diabete ereditario, il tutto dietro prescrizione del suo medico. E’ consapevole di come questa leggerezza rischi di chiudere la sua carriera e di marchiarla come dopata “ Ho pensato che fosse giusto da parte mia venire qui e parlare di questo davanti a tutti voi perché nel corso della mia lunga carriera sono sempre stata trasparente ed onesta. Affronto il mio lavoro ogni giorno con grande responsabilità e professionalità. Ho commesso una grande errore. Ho deluso la mia famiglia, i miei tifosi, lo sport che gioco da quando avevo 4 anni e che amo così profondamente. So che dovrò affrontare le conseguenze del mio errore ma non voglio terminare così la mia carriera. Spero davvero di avere un’altra opportunità di giocare ancora a tennis.

Volendo crederle, si potrebbe parlare di errore. Resta incomprensibile come l’atleta più riconoscibile e pagata del mondo, dotata di una staff imponente, non abbia incaricato nessuno di leggere l’elenco aggiornato.

La questione sembra tuttavia essere più complessa. Il Meldonium è stato messo fra le sostanze proibite a seguito di test effettuati al laboratorio di Colonia, che ne avevano verificato l’utilizzo frequente da parte di atleti, i suoi effetti si stanno ancora studiando. Siamo a 7 positività in 5 discipline diverse, la maggior parte dall’ex Unione Sovietica, area nell’occhio del ciclone dopo le inchieste sull’atletica che mettono in discussione la partecipazione della Russia ai giochi di Rio, anche se ipotizzare un collegamento fra queste situazioni e quella di Sharapova è quanto meno azzardato, visto che lei è russa solo di passaporto, ma americana per abitudini e frequentazioni.

Verrà sospesa dal 12 marzo in attesa che venga decisa la sua squalifica. In questi casi si può arrivare a due anni, è probabile che le vengano riconosciute diverse attenuanti ma dipenderà da come lei ed i suoi riusciranno a rendersi credibili presso la WADA. Certo va per i 29 anni, tanti problemi fisici l’hanno costretta a centellinare l’attività negli ultimi mesi. Maria ha già vissuto un momento spartiacque, l’operazione alla spalla la fermò per un anno costringendola a modificare il movimento del servizio. Ha impiegato tempo per tornare, ha ripreso a vincere, anche se non è stata più la versione migliore di sè. Ripartire una terza volta sarà complicato, età avanzata, fisico usurato ed una macchia che nessun atleta vorrebbe portarsi addosso. Il CEO della WTA Steve Simon ha da un lato rimarcato la sua integrità, ma ne ha anche sottolineato l’errore, mentre la Nike ha sospeso la sua sponsorizzazione in attesa di sviluppi.

Sicuramente è un duro colpo per l’immagine della WTA e del tennis. Molte voci si sono rincorse negli anni, ma si è trattato spesso di polemiche pretestuose messe in giro dagli schieramenti di tifosi. L’Operation Puerto di dieci anni fa portò a numerose squalifiche nel ciclismo ma coinvolgeva anche calciatori e tennisti la cui identità o responsabilità non è stata mai accertata. Fece rumore la storia di Cilic, squalificato per nove mesi nel 2013 e l’anno successivo vincitore degli US Open. Giocatori argentini quali Coria, Canas e Puerta furono trovati positivi a metà decennio scorso, ci fu la questione cocaina di Gasquet, e nel suo caso la buona fede fu riconosciuta.

Ora la palla passa alla WADA, a noi non resta che aspettare e vedere, augurandoci che la verità, qualunque essa sia, possa emergere al più presto possibile

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michele sarno