Leicester e Calais. Le favole diventate realtà

Leicester è il sogno che fai da bambino a occhi aperti prima di addormentarti. Il Leicester che può diventare campione è la cosa che ti fa amare il calcio nonostante i soldi, il doping, le scommesse, gli scandali e tutto ciò che, secondo logica, te lo dovrebbe far odiare. Invece è amato, seguito, regala emozioni, passioni, fa urlare e piangere di gioia nonostante tutto. Perché sai che c’è la possibilità che accada un fatto incredibile. Tipo il Leicester che diventa campione. O che magari non ci diventa ma oh, chi se lo aspettava? Perché nel calcio ci può essere la sorpresa, l’imponderabile. Perché il calcio non è una scienza esatta.  Perché sì, in genere vince il più forte, ma poi mica sempre. E nelle lacrime di Ranieri nell’ultima vincente trasferta a Sunderland c’era la sorpresa e la meraviglia per questa magia che ogni tanto tocca qualcuno. E stavolta ha scelto loro. Ranieri, che di questa favola Leicester è il sapiente regista, ha raccontato, in un’intervista la scorsa settimana, che il presidente gli aveva solamente chiesto di non retrocedere e lui ha preso quei ragazzi, scarti delle squadre ricche e forti, ha dato loro forza e fiducia e loro lo hanno ripagato alla grande. Vardy su tutti. Fino a pochi anni fa faceva l’operaio per pagarsi gli studi e ora segna di tacco in nazionale contro la Germania e batte il record di goal in partite consecutive di Van Nistelrooy.

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Ranieri, Vardy e la mascotte

E la città di Leicester è ovviamente impazzita. Tutta la città si è stretta attorno ai ragazzi di Ranieri. Compresi 5 folli, ma poi mica tanto, scommettitori che a inizio campionato scommisero sulla vittoria di Vardy e compagni. La vittoria dello scudetto era pagata 5000 volte la posta. In 5 scommisero, chi 20 e chi 50 sterline. Tre si sono accontentati di un’offerta dei bookmakers inferiore alla potenziale vincita ma sicura. Uno ha ammesso di aver scommesso da ubriaco. L’altro che se non accettava l’offerta la moglie non lo faceva più vivere, un altro che ora si riesce a godere le partite di questa stagione fantastica dei suoi beniamini senza l’ossessione dei soldi. Due non si sa chi sono. E sono probabilmente quelli che tifano più di chiunque. E tifano parecchio da quelle parti visto che, come hanno appurato degli studenti di geologia che hanno piazzato dei sensori vicino allo stadio, quando segna il Leicester, l’esultanza dei tifosi provoca dei piccoli terremoti. Tifa tantissimo Gary Lineker, il grande bomber di Italia 90, che ha promesso che, in caso di vittoria, andrà in tv in mutande. Tifa parecchio anche il sindaco che ha promesso che, sempre nel caso, cambierà i nomi di alcune squadre per intitolarle a Ranieri e a i suoi ragazzi.
Sia che si concluda con una vittoria o comunque un onorevolissimo, e comunque incredibile secondo posto, la stagione del Leicester sarà stata trionfale e indimenticabile. Perché ci sono le volte che Davide batte Golia, e sono bellissime, ma anche volte che anche la sconfitta finale non riesce a scalfire la maestosità di ciò che si è fatto. E queste sono due storie che lo raccontano.

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Trenino per festeggiare la vittoria sul Lille

Il Leicester è una squadra. I suoi calciatori oggi sono famosi, prima erano scarti, ma sono calciatori.  Professionisti. Ma pensate a una squadra composta da un magazziniere, un imbianchino, un maestro elementare. Insomma composta da gente che fa un altro mestiere e la sera si riunisce per giocare a pallone. E sappiate che in Coppa di Francia possono partecipare tutte le squadre. Fanno una moltitudine di turni preliminari, si eliminano tra loro e a quella a cui va meglio può capitare di fare i sedicesimi con qualche squadra di quelle vere. E nel 2000 probabilmente il piccolo Calais partecipò alla coppa con questo spirito. Per farsi onore. Ai trentaduesimi di finale capita il Lille, di League 2 (la nostra serie b). Sembra che la bella avventura finirà lì: il Lille passa in vantaggio ma a pochi minuti dal termine il Calais pareggia. E ai rigori vince. Vola ai sedicesimi dove il sorteggio è benevolo: capita una squadra di pari livello e vincono 3-0 agevolmente. Si va agli ottavi, dove la logica vuole che l’avventura finirà. Capita il Cannes, Ligue 2. I pescatori e gli impiegati del Calais resistono. Resistono tutti e 90 minuti. Si va ai supplementari, il Cannes segna subito. Sembra finita. E invece no, pareggio nei minuti finali e nuova vittoria ai rigori. Il Calais prosegue. Ma il sorteggio stavolta è tosto. Lo Strasburgo, di Ligue 1. Sembra proprio non ci debba essere partita. Invece il Calais vince 2-1 e stavolta senza nemmeno i supplementari. Il Calais va in semifinale. Il piccolo paese, che oggi è tristemente noto per i migranti che tentano la fuga verso l’Inghilterra, e l’intera Francia si stringono intorno a questa squadra di dilettanti che a uno a uno sta eliminando tutti i più titolati rivali. In semifinale capita il Bordeaux, campione di Francia in carica, giocatori famosi come Dugarry. Insomma, vada per la favola, ma a tutto c’è un limite. Forse. Perché il Calais ancora una volta va in vantaggio. A inizio ripresa pareggia il Bordeaux ma poi avviene l’incredibile. Non uno ma due goal, uno dei quali del maestro elementare, mandano a casa i campioni di Francia.

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La prima pagina dell’Equipe coi due capitani

Il Calais incredibilmente è in finale. L’allenatore Lozano a fine partita ha anche un malore per l’emozione e Chirac invia personalmente un telegramma per sincerarsi delle sue condizioni. La favolosa cavalcata del Calais varca i confini e ora tutti si interessano a questa incredibile banda di appassionati che va a Parigi a giocarsi la coppa. Mai una squadra di dilettanti ha avuto l’opportunità di aggiudicarsi un trofeo da professionisti. E il Calais anche in finale contro il Nantes, che è sì forte, ma forse meno di alcune squadre incontrate fino a quel punto, passa in vantaggio. A inizio ripresa in Nantes pareggia e il Calais resiste, resiste strenuamente fino a pochi minuti dalla fine quando l’arbitro assegna al Nantes un rigore molto dubbio. E proprio sul traguardo il dio del calcio si volta dall’altra parte. Il rigore va in porta, la coppa va al Nantes ma il Calais è già entrato nel mito. E anche gli avversari lo sanno. Al momento della premiazione il capitano del Nantes, Landreau, esige che ad alzare la coppa insieme a lui ci sia anche il capitano del favoloso Calais, Becque. E gli applausi più grandi sono tutti per il secondo. La favola finisce là. I pescatori, gli impiegati e i magazzinieri del Calais tornano tutti a fare i loro lavori. Nessuno di loro diventerà mai un professionista del calcio. Ma tutti loro sono leggenda.

Ma non è affatto detto che il Leicester soccomberà, perché alle volte Davide contro Golia vince. Ma lo vedremo la prossima volta.

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@MassimoSilla_

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Massimo Silla

Appassionato di lettura, scrittura, pittura, insomma di qualunque cosa non richieda uno sforzo fisico. Nostalgico e cialtrone ha intrapreso innumerevoli carriere,tra le quali il Babbo Natale, senza mai eccellere in nessuna