Lacrime Errani e sorriso Djokovic

Dopo 64 anni Sara Errani, di fronte all’insormontabile Serena, ha riportato i colori azzurri nella finale femminile del Foro Italico. Tra lacrime e sorrisi è trascorsa una bella giornata di tennis. Certo la romagnola non avrebbe forse potuto nulla contro la forza della Williams, ma un maledetto infortunio ha lasciato spazio solo ‘ai se e ai ma’… E’ iniziata bene la gara della Errani, sostenuta dal suo pubblico è perfino riuscita a controbrekkare la numero 1 della Wta. Un buon gioco espresso in quella varietà di colpi che di solito mettono in crisi la statunitense non sempre pronta a spostarsi agilmente in tutte le zone del campo. Per l’americana è arrivato il break immediato in apertura, ma sono stati tanti i gratuiti concessi e così in 3 dei primi 4 turni di servizio per Sara è arrivato il controbreak. Poi l’ottavo game, quello fatale, l’italiana non ha neanche tentato di rinviare un dritto dell’avversaria ed è andata direttamente verso la panchina per chiedere l’intervento dei fisioterapisti. Bendata alla coscia, ha resistito fino alla fine, ma è stato solo uno stare in campo di cortesia e di rispetto verso il pubblico, il secondo set si è chiuso 6 a 0. Lacrime di commozione e di dispiacere per l’azzurra che ha dovuto abbandonare la lotta per un problema fisico. Resta ancora più amarezza perché fino a quel momento era stata la sua miglior prestazione contro Serena, mai era riuscita a portare a casa più di 2 game a set nelle precedenti sfide. Il pubblico era tutto per lei che ha provato a rimanere in campo anche per tentare di disputare l’altro impegno di giornata. La romagnola, infatti, era in finale con Robertina Vinci nel doppio. Si è ritirata anche da lì dopo averci provato per 3 game e fra gli applausi della coppia formata da K. Peschke e K. Srebotnik, ma il rischio di compromettere la stagione e il Roland Garros a una settimana dallo start era troppo alto. Non ci sono dubbi per come sarebbe finita la gara, lo strapotere della numero 1 non è argomento di discussione, ma 6-3, 6-0 è un verdetto troppo rigido per l’ultimo atto di questi Internazionali che hanno comunque regalato alla Williams il 60esimo titolo della sua carriera, il terzo a Roma.

Capitolo uomini: la saga continua… Stessi protagonisti ed epiloghi sempre incerti. Almeno fino ad oggi perché diventa sempre più tangibile la teoria del complesso di Rafael Nadal nei confronti di Novak Djokovic. Una specie di legge del contrapasso. Lo spagnolo ha vissuto una situazione analoga a parti invertite quando contro Roger Federer le paturnie mentali dello svizzero creavano un blocco ancor prima dell’inizio del match. La sensazione è quella di frustrazione, il maiorchino contro il campione di Belgrado non ha mai avuto la partita in mano. Ha subito i ritorni e gli umori dell’ultimo vincitore del foro. In 3 set dopo 2 ore e 19 minuti di gioco, Nole ha battuto Rafa e dopo il 2008 e il 2011 si è iscritto per la terza volta nell’albo d’oro degli Internazionali d’Italia. Vigilia del Roland Garros turbolenta per lo spagnolo già 8 volte campione di Parigi. La storia delle sfide fra i due segna score positivo in favore dell’attuale numero 2 del mondo che nelle ultime 4 gare ha sempre battuto il numero 1, lo ha fatto alal fine del 2013 e durante i primi 2 Master 1000 del 2014 (uno sul cemento di Miami e l’altro sulla terra di Roma). Rafael Nadal dopo Monte Carlo, Barcellona, Madrid e Roma ha messo la firma solo sul successo casalingo di Madrid arrivato in seguito al ritiro di Nishikori. La finale del foro fra i 41 precedenti non brilla per suspance. Djoko è entrato nel match solo dopo un’ora di gioco così nel primo set, senza troppe difficoltà, il mancino di Manacor ha portato a casa il set: 6-4. Un set all’insegna di errori non forzati e falli inconsueti per entrambi, un avvio nervoso e preoccupato. Nel primo set l’iberico è stato avanti in vantaggio di due break, il serbo ne ha recuperato uno, ma ha fallito le 3 palle per recuperare anche il secondo. Nonostante questo, Nadal ha mantenuto lo stato di tensione per tutta la gara, e Novak ne ha approfittato quando si ha sciolto le inibizioni è apparsa evidente la differenza. E’ salito il livello di gioco, il serbo ha cambiato approccio ed è diventato il regista del film. Quest’episodio della saga vede il tennista di Belgrado protagonista assoluto: ogni resistenza iberica è stata piegata. Sul rovescio di Nole, instabile a inizio gara, si sono infranti i dritti di Nadal. Il doppio 6-3 è specchio dell’incontro, seppur lo spagnolo è riuscito in entrambi i set a ottenere i controbreak, la rivolta è stata sempre prontamente sedata sotto l’implacabile potenza dei colpi serbi. Le statistiche lo spiegano: sono 45 i vincenti per Djokovic e sono tanti, troppi i falli dello spagnolo.

Roma ci offre due prospettive e apre a due scenari in vista del Roland Garros 2014. Per la WTA servirebbe un intervento alla ‘deus ex machina’ per impedire a Serena di alzare la coppa dei moschettieri, per l’ATP, invece, dopo i cambi di fronte repentini, gli insuccessi-successi delle star e degli outsiders, gli stati di forma altalenati dei soliti noti, la lista dei candidati al titolo dello Slam è ancora tutto in via di definizione…

 

 

 

 

 

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Daniela Lazzari

Giornalista per sport’ nel senso letterale, ma anche metaforico del termine… Da diversi anni si aggira nei meandri della redazione per infastidire colleghi e mettere a disagio i lettori. Ci sta riuscendo alla grande. Questo la spinge a proseguire e a perseverare con devozione nel suo lavoro. Interessi? Tanti. Se fai molte cose, si sa, finisci per farne bene poche. Forse blaterare on line di sport e tutto il resto è una di quelle poche. Difetti? Troppi. Pregi? Non troppi. Diceva il buon vecchio Einstein : “Ci sono due modi di vivere la vita. Uno è pensare che niente è un miracolo. L'altro è pensare che ogni cosa è un miracolo”. Il fatto che stiate ancora leggendo queste righe ha un ‘non so che’ di miracoloso…

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