La settimana perfetta di Tsonga

Il Canadian Open è un combined event particolare. Uomini e donne scendono in campo nella stessa settimana, ma a differenza di Roma o Miami, si esibiscono alternativamente a Toronto e a Montreal.
E’ da anni l’avvio ufficiale della corsa agli US Open, dopo il sonnacchioso dipanarsi del circuito nel mese di luglio, occasione di testare la forma in attesa del quarto grande evento del tennis.
Quest’anno il torneo maschile si è disputato a Toronto ed ha avuto un vincitore a sorpresa. Dopo il buon Roland Garros 2013, Tsonga si era infortunato a Wimbledon, aveva saltato parecchi tornei ed al rientro aveva preso ad inseguire la forma migliore senza mai ritrovarla. Quasi 14 mesi senza battere un top 10, categoria alla quale il francese è appartenuto per anni ma da cui si era allontanato causa i mediocri risultati.
In Ontario si è presentato in sordina, ha approfittato in ottavi di un Djokovic ancora imballato da matrimonio e festeggiamenti post-Wimbledon, ha dato vita nei quarti ad una strana partita contro Murray, prima dominata, poi quasi persa ed infine nuovamente recuperata. In semifinale ha regolato in due set Dimitrov ed ha atteso in finale il vincente della sfida fra Federer e Feliciano Lopez.
Per Roger è stato il rientro dopo la bruciante delusione di Wimbledon. Impegnato in ottavi in una bella sfida da Cilic, ove ha come al solito sprecato occasioni complicandosi la vita, ha poi battuto da tradizione David Ferrer. Il magnifico tennis classico di Lopez – al miglior 1000 della carriera – nulla ha potuto contro lo svizzero, perfetto alla battuta.
La finale ha viaggiato sul filo dell’equilibrio fino al 5-6 30 pari , servizio Federer. Un errore di rovescio dell’elvetico ed un altro di dritto, provocato da una risposta profonda di Tsonga, hanno determinato il 7-5. Nel secondo set, il francese ha accelerato, procurandosi una palla break sul 3-2, quattro sul 4-3, una sul 5-4 che era match point. Federer si è salvato, si è arrampicato al tie break, ma lì un altro errore di rovescio sul 3 pari ha deciso la partita. Tsonga perfetto con la prima (94% dei punti vinti) e assai regolare la fondo, ha commesso la metà degli errori di Roger, che ha cercato spesso la rete, ha messo a segno punti pregevoli, ma nel complesso è parso poco solido e non è riuscito a marcare la differenza con il servizio. {ads1}
Detto di Djokovic e Murray, sarà Cincinnati a chiarire la loro condizione. Nadal è fermo per un problema al polso e non al solito ginocchio, a breve sapremo se giocherà gli US Open, da cui si è invece ritirata ufficialmente Li Na.
A Montreal si è rivista Venus Williams ai livelli di una volta, ha battuto la Kerber e soprattutto sua sorella Serena in semifinale. Dopo lo shock di Wimbledon, la numero uno ha dato qualche segnale di risveglio, ma in chiave New York ancora non ci siamo. Peraltro la concorrenza latita, Maria Sharapova ha perso dalla Suarez Navarro, la Kvitova dalla Makarova, mentre Vika Azarenka ha vinto due partite per poi soccombere alla Radwanska. Proprio la polacca ha vinto il torneo, profittando della stanchezza di Venus in finale (41 gratuiti a 8 per la Williams sono un dato che dice tutto).
Ricorderemo il torneo di Montreal non per il suo esito, ma per il “tragico martedì”. Un blackout ha colpito l’area del circolo dall’ora di pranzo fino ad oltre la fine della giornata, mettendo fuori combattimento tutto, dai dispositivi elettronici alle luci. Niente internet, niente telefoni fissi, niente cibo e bevande, causa i refrigeratori saltati. La sessione serale si è svolta grazie all’arrivo di tre generatori portatili che hanno consentito all’idolo locale Bouchard di scendere in campo (e perdere).
Davvero un’esperienza fuori dal normale per chi è abituato a muoversi nel mondo di oggi.

 

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michele sarno

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