Dal Maradona del Kosovo al Ghandi dei Balcani. Alla scoperta del Kosovo

Si sa. La pausa dei campionati per le partite di qualificazione delle nazionali interessa relativamente a pochi. La cosiddetta “pausa nazionale” è poco amata e poco seguita. La Nazionale si segue agli Europei e ai Mondiali e basta … almeno così per la maggior parte. Le qualificazioni sono viste soltanto come una fastidiosa interruzione del campionato. Ma forse c’è un modo per rendere interessanti queste benedette pause nazionali. E noi abbiamo pensato che questo modo possa essere il racconto di una storia soffermandoci su una questione non ancora ben delineata, sofferta e combattuta da anni, di cui il calcio offre un valido spunto. Si tratta del Kosovo e della sua quanto mai acerba, neonata e non ancora ben definita Nazionale.

Per cominciare vorrei citare un estratto da un articolo di Julian Borger (The Guardian) uscito nell’aprile del 2015: “Nel marzo del 2014 la Nazionale del Kosovo ha giocato la sua prima partita ufficiale, un’amichevole contro Haiti. È stata una catarsi: l’incontro è stato seguito con una passione degna di una finale di coppa del mondo, anche se non ha avvicinato molto l’ingresso del Kosovo nella Fifa”. Come? Nel 2014 e ancora la Fifa non aveva riconosciuto la nazionale del Kosovo? Ebbene sì, nonostante avesse raggiunto l’indipendenza il 7 febbraio del 2008, il mondo del calcio e dello sport in generale è rimasto indifferente o almeno non si è schierato. Tanto che il riconoscimento del CIO arriva il 9 dicembre 2014 … a quasi un anno di distanza da quell’amichevole storica con Haiti. Fifa e Uefa si allineano con il CIO solo nel maggio 2016. Ma andiamo con ordine.

BREVE EXCURSUS STORICO

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Ibrahim Rugova. Il “Ghandi dei Balcani”

Le lotte, i dissidi, gli scontri tra kosovari e serbi ci sono sempre stati. I primi rivendicano l’autonomia, i secondi affermano che il Kosovo faccia parte del territorio serbo. Nel 1966 qualcosa cambia: in seguito a rivendicazioni sempre più forti, gli albanesi del Kosovo (questa l’etnia più cospicua che vive in quel territorio) ottengono l’autonomia reale diventando provincia autonoma della Serbia al pari di quella della Vojvodina, abitata per la maggior parte da ungheresi. In pratica una sorta di compromesso che accontenta sia alcune pretese dei kosovari sia Tito e la Lega dei Comunisti Jugoslavi che, così facendo, contengono il proliferare del nazionalismo albanese. Ma le tensioni sono solo rimandate. Infatti episodi di violenza si hanno subito qualche anno dopo, nel 1968, quando gli indipendentisti albanesi chiedono la proclamazione della Repubblica del Kosovo, ma soprattutto dopo la morte di Tito nel 1980. Segue un decennio pieno di rivendicazioni, manifestazioni, scontri, violenze e repressioni fomentato da due nazionalismi uguali e contrari: gli albanesi e i serbi. Gli anni decisivi poi risultano quelli fra il 1989 e il 1992, dalla cancellazione dell’autonomia del Kosovo da parte di Milosevic fino all’elezione del Presidente della Repubblica del Kosovo da parte dello stesso Parlamento, Ibrahim Rugova. Si tratta probabilmente della figura più importante nella storia del Kosovo. Politico e scrittore albanese, ha sempre lottato per l’indipendenza del suo Paese ma tentando la via della tolleranza, cercando sempre il dialogo e rifuggendo qualsiasi tipo di violenza. Un sostenitore della resistenza pacifica e promotore della cultura della tolleranza, fondatore della “Lega Democratica del Kosovo”, soprannominato per tutto questo il “Ghandi dei Balcani” e insignito nel 1998 con il premio alla libertà di pensiero.

Dal 1992 arrivano, comunque, gli anni più tristi e violenti culminati poi con la guerra e l’intervento della NATO con l’operazione “Allied Force” che portano, nel 1999, il Kosovo sotto il protettorato dell’UNMIK (United Nations Interim Administration Mission in Kosovo) e della stessa NATO. Fino ad arrivare al passaggio unilaterale all’indipendenza, avvenuta nel 2008, sotto la presidenza di Hashim Tachi, ex capo guerrigliero dell’UCK (Esercito di Liberazione del Kosovo).

LO SPORT COME PORTAVOCE DELL’INDIPENDENZA

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Fadil Vokrri. Il “Maradona del Kosovo”

E in tutto questo lo sport e, in particolare, il calcio cosa hanno fatto? Come si sono comportati? Quello internazionale, quello europeo, per un po’ sono stati a guardare, poi, come abbiamo detto, negli ultimi anni si sono mossi. Per quanto riguarda il riconoscimento nel calcio, la spinta decisiva fu data soprattutto dal Presidente del Federata e Futbollit e Kosoves (FFK). Si tratta di un certo Fadil Vokrri, riconosciuto come il più telentuoso giocatore di origini kosovare nonché soprannominato il “Maradona del Kosovo“. Fadil, classe 1960, ha giocato negli anni ’80 fino a metà anni ’90. Da sottolineare i suoi inizi con il FK Pristina dove, oltre a collezionare gol, è ricordato come uno della Golden Generation. Questa generazione, la più vincente del FK Pristina, viene ricordata soprattutto per una partita memorabile, quando riuscì a espugnare il Marakana di Belgrado battendo la Stella Rossa. Fadil Vokrri è anche l’unico giocatore ad aver collezionato presenze nella nazionale jugoslava. Insomma, la spinta decisiva fu data nel settembre 2012 quando Vokrri, assieme al segretario generale della nazionale kosovara Eroll Salihu, inviò una petizione alla Fifa per chiedere la formazione di una nazionale del Kosovo. Fu una petizione che riscosse l’adesione anche di calciatori che militano in altre nazionali, soprattutto albanesi come Lorik Cana. La risposta della Fifa arrivò nel 2014 e fu una concessione con condizioni: il Kosovo può giocare amichevoli internazionali ma non potrà esporre simboli e suonare l’inno. Condizioni probabilmente dovute alle forti pressioni dello Stato serbo contrario a qualsiasi riconoscimento dello Stato kosovaro.

Da questo piccolo inizio il percorso del Kosovo continua e un altro passo, come abbiamo ricordato, è il riconoscimento da parte del CIO che arriva alla fine del 2014, fino ad arrivare al maggio 2016, quando anche Fifa e Uefa si decidono ad accettare l’ingresso della federazione kosovara. Ma la questione rimane ancora aperta perché, appunto, un riconoscimento assoluto non c’è ancora. Ci sono parecchi Stati, in totale 72, che ancora non hanno riconosciuto il Kosovo come per esempio: Russia, Spagna, Romania, Slovacchia, Cipro, Ucraina, Cina e Grecia.

CURIOSITÀ

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Milot Rashica

Una delle cose più interessanti portate alla luce dall’ingresso della nazionale del Kosovo nella Fifa è stata, senza dubbio, la possibilità di richiamare a sé giocatori di origini kosovare che avevano deciso di giocare in altre nazionali. Troviamo, infatti, giocatori di un certo rilievo europeo come Shaqiri (Svizzera), Januzaj (Belgio), i fratelli Xhaka (uno albanese, l’altro svizzero), Behrami (Svizzera) o altri, di minor rilievo ma di nostra conoscenza come Cana (Albania), Ujkani (Albania) o Hetemaj (Finlandia). Di tutti questi soltanto uno ha accettato di giocare per il Kosovo: il portiere, ex Palermo, ora al Pisa, Ujkani a cui è stata affidata la fascia di capitano. Invece, Hetemaj, per esempio, ha chiesto espressamente di non giocare contro il Kosovo nella prima partita di qualificazione: richiesta esaudita dalla federazione della Finlandia.

Insomma, il Kosovo si appresta a giocare la sua terza partita del girone contro la Turchia, dopo il pareggio, inaugurale e storico, contro la Finlandia (1-1) e la sconfitta subìta in campo neutro contro l’Ucraina (3-0). Infine, ritornando al Maradona del Kosovo, fate attenzione al talento ventenne kosovaro Milot Rashica, in forza momentaneamente al Vitesse.

Twitter: @Francesco Nespoli

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Francesco Nespoli

Laureato in lettere moderne all'università di Torino e in "Editoria e Scrittura" alla Sapienza. Appassionato di vari sport tra cui calcio, tennis e rugby ma di gran lunga il preferito non è tra questi. Si tratta, invece, del buon, caro, vecchio, sano subbuteo (s'intenda che parlo dell'old subbuteo e non della variante moderna definita con un asettico e privo di fantasia "calcio da tavolo"). Idolo indiscusso non può che essere l'ornitologo Peter Adolph accompagnato da P. P. Pasolini e dal cinico Nanni Moretti (quello di Palombella Rossa, in particolare).