Una deviazione per il sorpasso

L’equilibrio è stato rotto da una dea sconosciuta ai più. Che altro dire se non questo. Quella dea, fino a un certo punto solamente spettatrice, ha deciso di intervenire. Ha deciso di entrare e cambiare le sorti di una partita destinata a rimanere a reti inviolate. Così devia un tiro quel tanto che basta per sfuggire al portiere partenopeo che non può nulla contro di essa. La palla muore in fondo alla rete. Ciò comporta la quindicesima vittoria consecutiva della Juventus e il sorpasso ai danni del Napoli.

zaza juventus napoli

Simone Zaza

E se il gol di Zaza non ci fosse stato? O meglio, se la dea non fosse intervenuta? Cosa avremmo da dire su questa partita, sulla partita che vedeva contrapposte le due migliori squadre del calcio italiano contemporaneo? Non più di tanto sinceramente. Juventus e Napoli si sono affrontate guardinghe più consapevoli della pericolosità altrui che della propria. Ed ecco fatto che ne esce una partita bloccata, tesa e intensa. Il bel gioco è sopito, rallentato, asciugato, ridotto all’essenziale quasi invisibile agli occhi. Più intraprendenti ed emotive sono, addirittura, le azioni difensive come la chiusura in extremis di Bonucci che manda in angolo una palla destinata sulla testa di Higuain che già aveva simulato il movimento per trafiggere Buffon o gli anticipi imperiosi di Koulibaly o quelli eleganti di Barzagli. Né Dybala né Higuain dunque. I due uomini copertina non illuminano il rettangolo verde. Forse un po’ meglio Dybala che ogni tanto parte in dribbling e infiamma lo Stadium ma nulla di concreto. Va alto il suo tiro, favorito da una giocata pregevole di Pogba: questa, agli onori della cronaca, rimane l’unica vera occasione nitida della partita. Dall’altra parte qualche guizzo di Insigne accende la manovra partenopea ma subito svanisce grazie ai raddoppi tempestivi dei bianconeri. Si trascina così senza altre emozioni il match.

Poi verso l’ottantottesimo una palla alta e lunga spiove nella metà campo del Napoli. Due azzurri, probabilmente affaticati, non trovano il tempo giusto per saltare o non riescono. Svetta, fra loro, Alex Sandro, fresco perché appena subentrato a Dybala, che appoggia di testa dietro a Evra. Il terzino francese serve Zaza, anch’esso appena entrato, con un pallone lento. Koulibaly potrebbe anticiparlo ma non lo fa. Zaza si gira e tira. E a questo punto, lo sapete già, entra la dea sconosciuta ai più.

Dunque finisce così allo Juventus Stadium con la Vecchia Signora a festeggiare i tre punti e la ritrovata vetta della classifica. Per il Napoli, invece, si tratta di una serata amara per una sconfitta maturata negli ultimi minuti da cui, però, ha accresciuto la consapevolezza di poter stare al passo dei bianconeri, avanti sì ma soltanto di un punto. Ora rimane da chiedersi a chi e quando la dea sconosciuta ai più vorrà prestare il suo aiuto.

Twitter: @Francesco Nespoli

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Francesco Nespoli

Laureato in lettere moderne all'università di Torino e in "Editoria e Scrittura" alla Sapienza. Appassionato di vari sport tra cui calcio, tennis e rugby ma di gran lunga il preferito non è tra questi. Si tratta, invece, del buon, caro, vecchio, sano subbuteo (s'intenda che parlo dell'old subbuteo e non della variante moderna definita con un asettico e privo di fantasia "calcio da tavolo"). Idolo indiscusso non può che essere l'ornitologo Peter Adolph accompagnato da P. P. Pasolini e dal cinico Nanni Moretti (quello di Palombella Rossa, in particolare).