Il padel impazza nella capitale

“Ehi stasera calcetto con gli altri. Alle nove al campo mi raccomando”

“Ehm, no stasera non posso gioco a padel”

“Che fai? Dai fai il serio, ci vediamo lì”

“No davvero non posso”

“ Tu tu tu tu”

 

Ormai questo è un esempio di conversazione tra due amici divisi da una passione non in comune. Il padel. Sport nato per caso in Messico negli anni settanta a casa di Enrique Corcuera, grazie ad un errore di valutazione nella costruzione di un campo da tennis, troppo vicino ad alcune strutture in muratura, ma ormai in costante crescita in Italia. Si gioca in coppia, ci sono poche semplici regole mutuate dal tennis, un campo piccolo e veloce circondato da pareti, una “pagaia” e le palline. Ecco il padel. Anche la nascita del nome è curiosa. In realtà il nome originale è Paddle, pagaia in inglese, ma lo sport come lo si intende oggi è il Padel, nome coniato in Argentina e Spagna. Che non vuol dire nulla, ma rende l’idea.

Da ormai un biennio sta diventando una vera e propria mania. Tutti giocano a padel e piano piano tutti i circoli si stanno adattando a questa esigenza. È un gioco per tutte le età, per tutti i livelli e soprattutto non c’è differenza di sesso. A livello amatoriale è anche più divertente perché si riesce a giocare dopo pochi scambi e la palla rimanendo nel recinto di gioco fa “durare di più” il punto. Questo è uno dei punti di forza di una disciplina sportiva il cui aspetto ludico è lampante e ben si adatta alle esigenze da circolo sportivo. I più avvezzi a questo sport amano ripetere quasi come una cantilena due concetti quasi contrari all’idea comune: “Il Padel non è un tennis in miniatura, è un’altra cosa. E’ un gioco dove la palla non muore mai” ma anche “è uno sport che si impara facilmente. Non c’è bisogno di saper giocare a tennis”. Non sappiamo se il Padel abbia superato il concetto di fenomeno di moda o attività da circolo e sia passato ad una concezione di sport a tutti gli effetti, visto che è ancora concepito come un autentico hobby. Di sicuro però sta prendendo sempre più piede. Dai grandi tennisti mondiali che si dilettano nel tempo libero si passa a tennisti in erba che decidono di dedicarsi totalmente al Padel. Forse non siamo davanti allo “squash degli anni 2000” ma ad un vero e proprio sport nato per caso.

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Arianna Arete Martorelli

Nasce a Roma lo stesso giorno di Francesco Facchinetti, che coincide casualmente con la data di morte di Leonardo da Vinci. Dopo il primo vero colloquio della sua vita, nell’ottobre 2013 diventa redattrice della sezione cultura e spettacolo per Lineadiretta24.it tra un articolo e un altro, nel tempo libero, si interessa di molte cose: cinema, teatro, fotografia, musica… concretamente gira, vede gente, si muove, conosce, fa cose. Dopo la laurea vorrebbe partire alla volta di New York per intervistare David Letterman. Spera di non dover mai scendere a compromessi meschini, odia bere l’acqua dalle tazze e i “no” a prescindere, crede fermamente che comunque, in fin dei conti, il destino ha sempre più fantasia di noi.