Chung castigamatti a Melbourne

I tabelloni degli Australian Open sono allineati ai quarti. Fra gli uomini si va verso il medesimo epilogo dello scorso anno, Federer contro Nadal. Djokovic ancora non al meglio cede a Chung, che aveva già eliminato Zverev. Sorpresa Sandgren, bravi Fognini e Seppi. Kerber favorita nel femminile, ma la contesa è aperta.

Quando sono usciti i tabelloni pregustavamo la possibile sfida in ottavi Zverev-Djokovic, il giovane campione contro l’ex padrone. Perché avvenisse occorreva che Sasha vincesse la sua strana sindrome da Slam e che Nole possedesse una condizione tale da permettergli di difendere le sue possibilità. Nessuno aveva previsto Chung e del resto è una vita che il coreano non viene sentito arrivare. Non accadde nel 2013 quando perse la finale jr di Wimbledon con Quinzi. Non è successo nemmeno lo scorso anno al Masters Next Gen a Milano. Altri ragazzi, da Shapovalov a Rublev erano più attesi di lui nella prima edizione della bizzarra rassegna. Li ha messi in fila e ha alzato il trofeo. Qui a Melbourne si è presentato al terzo turno con Zverev e rimontandolo da un set a due lo ha schiantato 6-0 nel parziale decisivo. Oggi ha compiuto un capolavoro sia a livello tattico, sia mentale, sia tecnico. Ha affrontato Djokovic con il piglio da veterano, lo ha battuto con le sue stesse armi, il ritmo che lo ha reso grande nei tempi migliori. Non si è scoraggiato quando in tutti e tre i set il serbo lo ha rimontato (da 0-4, da 1-4, da 1-3): è ripartito chiudendo senza tremare 7-6 7-5 7-6. Ammirevole comunque per dedizione Nole, che ha vinto tre partite di cui una con Monflis, essendo andato sotto di un set, e oggi ha lottato malgrado un fastidio al gomito che non vuole abbandonarlo. Bocciato senza riserve Zverev che, sindrome Slam a parte, non convince più dal dopo Montreal.

Chung giocherà il quarto da favorito poiché dall’altra parte della rete troverà Tennys Sandgren che, ironie sul nome a parte, è la vera favola di questi Australian Open. Il tennis americano ha avuto un avvio da incubo in entrambi i tabelloni e non credeva possibile che questo ragazzo di 26 anni senza alcun acuto in carriera si sarebbe spinto così avanti. Ha avuto la fortuna di trovare un Wawrinka immobile ma oggi ha punito le consuete insicurezze di Thiem fuori dalla terra. L’austriaco pareva essersi salvato, annullato match point al tie break nel quarto con splendido rovescio lungolinea, ma è stato lui a cedere al quinto.

Federer sorride, la sorte gli ha tolto dalla strada molti pericolosi avversari. Difficile giudicare le sue prove, quattro successi senza perdere set, due tie break giocati con Struff e Fucsovics e in mezzo la consueta elegante partita con Gasquet. A sensazione sembra meno ispirato dello scorso anno ma sarà Berdych mercoledì a fornirci una valida indicazione. Il ceco si sta esprimendo bene, ha steso Del Potro, si è ripetuto con Fognini e in passato ha saputo far male allo svizzero anche a livello Slam.

Qualche difficoltà in più per Nadal, che ha sostenuto un duro ottavo con Schwartzman, quattro set per 3h51′ di lotta e domani alle 9 italiane se la vedrà con Cilic, uscito a sua volta da ancor più impegnativa sfida con Carreno Busta.

Rafa potrebbe poi trovare in semifinale il medesimo avversario del ’17, quel Grigor Dimitrov che qui a Melbourne ha fornito due diverse versioni di sé. Pessimo nei primi tre turni, suo nadir lo sconcertante 8-6 al quinto con McDonald, quasi perfetto nell’ottavo con Kyrgios. Questa sezione di tabellone ha offerto in successione le tre migliori partite della prima settimana. Abbiamo iniziato con il 7-5 al quinto fra Tsonga e Shapovalov, il canadese aveva servito per il match sul 5-3. Il francese ha proseguito nella sfida a Kyrgios, perduta in quattro malgrado il maggior numero di punti ottenuti. Questa versione solida e concentrata dell’australiano spaventava già tutti anche in chiave successo finale né poteva essere un ostacolo il Dimitrov visto anche con Rublev, una sagra degli errori. Il bulgaro e l’australiano si sono invece dati lotta per quattro set costellati di colpi vincenti. Dimitrov ha avuto il merito di vincere i tre tie break, Kyrgios la colpa di aver concentrato i rari gratuiti in momenti topici. Ora Grigor trova Edmund, che sfruttando un bel buco è giunto in quarti, di cui l’ultimo ostacolo il nostro Seppi, che ha ceduto alla distanza dopo aver perso il primo set.

Andreas e Fognini sono i primi italiani giunti assieme in ottavi Slam dal Roland Garros 1976. Tabellone agevole per entrambi, ma le occasioni vanno sfruttate. Complimenti anche a Sonego che si è qualificato superando Tomic in quali e nel main draw ha fatto fuori anche Haase. La stoffa c’è. Due ragazze presenti in tabellone, Schiavone uscita subito, Giorgi al secondo ostacolo. Ce lo aspettavamo, il ricambio sarà lento, speriamo che un aiuto possa giungere da Elisabetta Cocciaretto, in ottavi fra le junior.

Kerber si è presentata come favorita del torneo, date le condizioni di forma. Ha demolito la Sharapova ma rischiato con Hsieh, autrice dell’eliminazione di Muguruza. Trova Keys, molto sicura sinora, specie ieri con Garcia. L’altro quarto della parte alta è il previsto Halep-Pliskova ma se la ceca ha rischiato poco, malgrado un set perduto oggi con Strycova, la rumena è sopravvissuta a una storica battaglia 15-13 al terzo con Davis e la sua caviglia desta ancora preoccupazione. Nella parte bassa Svitolina ha fatto il suo e affronta da favorita la Mertens, spot che sembrava potesse essere della Bencic dopo la sua vittoria con Venus, oppure di Georges. Al 2° turno con Fett, Wozniacki era sotto 1-5 al terzo con due match point da affrontare. Si è salvata più per il tremore dell’avversaria che per merito ma poi è andata avanti e ora ha la rediviva Suarez Navarro, che ha profittato della prematura dipartita di giovani colpitrici quali Ostapenko e Vandeweghe.

Twitter: @MicheleSarno76

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michele sarno