Atletico Madrid fermato in Olanda, City senza problemi

Si chiudono gli ottavi di andata di Champions League. Pareggio a reti inviolate al Philips Stadion e vittoria esterna per 1 a 3 all’Olimpiyskiy di Kiev da parte del Manchester City. Si può parlare, dunque, di qualificazione già quasi archiviata per gli uomini di Pellegrini a meno di un miracolo ucraino. Per l’Atletico Madrid, invece, tutto ancora aperto.

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Sergio Aguero

Due esiti diversi, due partite diverse. In terra olandese trasferta complicata per l’Atletico Madrid di Simeone. Il colpo d’occhio è spettacolare. Lo stadio riaccoglie gli ottavi di finale di Champions che mancavano da molti anni. Partita vivace ma non troppo, costellata di errori tecnici dettati dalla frenesia. Spicca su tutti la prestazione del portiere del PSV Eindhoven, Jeron Zoet. L’estremo difensore degli olandesi risulta decisivo due volte nel primo tempo ipnotizzando prima Vietto poi Griezmann e nel secondo tempo appare sempre concentrato e ben posizionato leggendo in anticipo le azioni degli spagnoli. L’ Atletico Madrid non riesce a trovare un gioco fluido e la manovra è alquanto macchinosa. Soffre probabilmente il periodo grigio di Griezmann. Il francese da parecchie settimane non segna più e la sua brillantezza era fondamentale per il gioco di Simeone. Soltanto dal settantesimo in poi, quando viene espulso Pereiro nelle fila del PSV, i colchoneros aumentano la pressione e chiudono gli avversari in poco più di trenta metri ma questo non basta. Agli olandesi va un meritato pareggio sudato e combattuto. Premiata la loro umiltà e il loro sacrificio. Cocu ora può sperare nell’impresa di passare il turno nella tana dell’ Atletico Madrid, il Vicente Calderon. Si prevede un assedio da una parte e una difesa strenua ed eroica dall’altra.

Di tutt’altra consistenza la partita all’Olimpiyskiy di Kiev. Chiamata all’impresa la storica Dynamo soccombe a un City più forte sul piano tecnico e i gol ne sono la dimostrazione. Al quindicesimo da un corner per gli inglesi la palla, dopo un tocco di testa di Yaya Toure, finisce sul piede delicato e chirurgico di Aguero che spedisce in rete. Il raddoppio arriva sul finire del primo tempo. Il solito Aguero innesca di tacco Sterling che, di prima, mette una palla invitante sul secondo palo sulla quale si avventa Silva. 0-2 per i Citizens. Tutto in discesa per gli uomini di Pellegrini. Ma al cinquantanovesimo c’è un sussulto degli ucraini. Buyalskiy accorcia le distanze con un tiro deviato. Ma il ruggito della Dynamo Kiev si spegne all’ottantanovesimo quando Yaya Toure, dopo aver chiuso un triangolo con Fernandinho, trova una parabola imparabile che sentenzia il match sull’1 a 3.

Twitter: @Francesco Nespoli

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Francesco Nespoli

Laureato in lettere moderne all'università di Torino e in "Editoria e Scrittura" alla Sapienza. Appassionato di vari sport tra cui calcio, tennis e rugby ma di gran lunga il preferito non è tra questi. Si tratta, invece, del buon, caro, vecchio, sano subbuteo (s'intenda che parlo dell'old subbuteo e non della variante moderna definita con un asettico e privo di fantasia "calcio da tavolo"). Idolo indiscusso non può che essere l'ornitologo Peter Adolph accompagnato da P. P. Pasolini e dal cinico Nanni Moretti (quello di Palombella Rossa, in particolare).