Anche quest’anno è la solita minestra

Eppure sembra ieri. Già, sembra ieri quando ad inizio stagione folle di giornalisti euforici ci presentavano questo campionato come uno dei più belli ed avvincenti degli ultimi anni, invocando a gran voce il ritorno delle “sette sorelle”, che a cavallo del giubileo del 2000 resero la serie A il campionato più ambito dai top player più forti in circolazione. Juventus, Napoli, Roma, Inter, Milan, Fiorentina e Lazio avrebbero dovuto dar vita ad una stagione scoppiettante, combattuta punto su punto, gol su gol, azione su azione, ed anche tifosi ed addetti ai lavori ci credevano. Ma dopo quindici giornate, la classifica ci racconta un’altra storia, la solita storia: lì davanti c’è la Juventus, braccata dalla Roma, staccata di 3 lunghezze; il Napoli è già lontano 8 punti, Inter e Fiorentina si trovano rispettivamente a 12 e 13 punti dalla capolista, mentre la disastrosa stagione di Milan e Lazio è evidenziata dai 22 e 23 punti che le separa dalla vetta. Ma quali sorelle e sorelle, qui al massimo sembra di avere a che fare con parenti alla lontana, di quelli che incontri un paio di volte durante l’anno e poi ognuno per la sua strada.{ads1} Il risultato di tutto questo è una fuga a due lì in cima: solo la Roma infatti sembra riuscire a tenere il passo dei bianconeri. Gli uomini di Garcia sono riusciti a scrollarsi di dosso quella pareggite che li aveva afflitti nelle ultime quattro giornate, imponendosi all’Olimpico sulla Fiorentina in una partita spettacolare, per gli standard italiani, per merito di entrambe le squadre. Il 2-1 finale rilancia le ambizioni dei giallorossi, intenti quantomeno a blindare la qualificazione alla Champions per la prossima stagione. Per una squadra uscita dalla sindrome da pareggite, eccone un’altra che ci cade con tutte le scarpe, anzi con tutti gli scarpini, l’Inter di Mazzarri. I neroazzurri, con il 3-3 contro il Parma, mettono in fila il terzo pareggio consecutivo, evidenziando lacune spaventose in fase difensiva, arricchite da clamorosi errori dei singoli (vedi papera gargantuesca di Handanovic), nonché il bisogno congenito di avere una punta di peso in attacco che tolga dalle spalle di Palacio il fardello di salvatore della patria.

Lacrime amare per i tifosi della Lazio: i biancocelesti perdono anche a Torino contro i granata, continuando così la loro inesorabile “scalata” verso i bassifondi della classifica, il tutto nell’immobilismo più totale della società, incapace anche di esonerare un allenatore con le valigie già pronte, ed ormai privo di qualsivoglia autorità all’interno dello spogliatoio. Continua a stupire il Verona, che supera l’Atalanta e si piazza al sesto posto. In chiave salvezza importanti vittorie per Samp, Chievo e Cagliari, rispettivamente contro Catania, Sassuolo e Genoa.

 

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Cristian Policella

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