Ajax e Manchester ipotecano la finale di Europa League

Ajax

Il 4-1 dell’Ajax in casa con il Lione

AJAX COME AI VECCHI TEMPI – Tutti coloro che sono nati intorno alla metà degli anni ’80 sicuramente ricordano la grande Ajax di fine millennio. Quella della duplice finale di Coppa dei Campioni nel ’95 e nel 96′: l’Ajax dei Davids, Kluivert, Blind, Litmanen, Kanu. Quell’Ajax era un modello calcistico assolutamente impareggiabile, in grado di costruire squadre fortissime, partendo unicamente da un lavoro all’avanguardia sul settore giovanile e sulla produzione “interna” di giovani talentuosi. Nessun campione affermato da fuori da comprare, solamente giovani Lancieri da crescere e valorizzare. Quel metodo di lavoro, quella sapienza calcistica, verrà poi trasferita quasi totalmente a Barcellona, e sappiamo bene quali risultati abbiano ottenuto i Blaugrana grazie al lavoro impostato dagli olandesi.

Sono passati molti anni da quell’Ajax e, nonostante abbia continuato a lanciare in Europa talenti di un certo livello (leggasi Ibrahimovic), non era più riuscita a imporsi come squadra di punta del panorama Europeo. Ora finalmente, dopo il roboante 4-1 rifilato al Lione nella semifinale di andata di Europa League, l’Ajax potrebbe tornare a contendersi una finale europea dopo un ventennio. E se finale sarà, sarà ancora grazie a un gruppetto di giovani scatenati. L’età media della rosa a disposizione di Bosz è di soli 22 anni e mezzo. Klaassen, il capitano, nonché giocatore più “maturo” ha appena 24 anni ed è già pronto per tutti i grandi club d’Europa. Impossibile non sognare un trionfo per questa banda di giovani scatenati, in grado di regalare un calcio spensierato e divertente, votato all’attacco e al divertimento.

Ajax-manchester-rashford

Marcus Rashford dopo il gol

IL MANCHESTER VINCE SENZA CONVINCERE – Se esiste un’anti Ajax, questa è sicuramente il Manchester United di Mourinho. Squadra costruita a suon di milioni, che pur non convincendo mai, né riuscendo mai a esprimere il suo reale potenziale, in finale sembra destinata ad arrivarci. L’infortunio di Ibrahimovic ha sicuramente tolto un prezioso punto di riferimento in avanti, ma anche con lo svedese non è che la situazione fosse mai realmente decollata. Il gioco latita e Pogba è solo l’ombra del giocatore pagato oltre 100 milioni che aveva incantato mezza Europa con le sue giocate. Il Manchester ha rischiato con quasi tutte le squadre incontrate fino ad oggi, salvandosi sempre e unicamente per l’enorme talento dei suoi singoli. Con il Celta Vigo è arrivata una vittoria di misura, frutto di una partita non esaltante ma funzionale al risultato.

Sembra quindi che, a meno di clamorosi colpi di scena, la finale di Europa League del 24 maggio in Svezia vedrà opposte Ajax e Manchester United, nel remake di una sfida che sa di storia. Sarà la sfida dei giovani e del “progetto”, contro quella del talento e dei milioni. Sarà la sfida di una rosa che tutta assieme non vale una gamba di Pogba. Sarà la sfida di uno degli allenatori più titolati (e pagati) del mondo, contro il semi-sconosciuto Bosz. Sarà sopratutto la sfida di due squadre che hanno scritto la storia del calcio, e che dopo qualche anno di appannamento stanno cercando nuovamente il loro posto al sole. E che vinca il migliore.

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Twitter: @Mauro.Zini14

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Mauro Zini

Coach di basket, aspirante giornalista sportivo, laureando in comunicazione pubblica e d'impresa, sarebbe fantastico saper fare almeno una di queste cose. Appassionato di libri, cinema e serie TV, praticamente un Nerd da quando non era di moda esserlo.