A tu per tu con Carlotta Ferlito

Nonostante le critiche e le polemiche che non mancano mai, Carlotta Ferlito, ogni volta che scende sul campo di gara, dimostra quanto vale. Lo ha dimostrato in Serie A, lo ha dimostrato a Londra, lo ha dimostrato quando, con le sue compagne, ha conquistato il pass nel Test Event e lo ha fatto anche portando a casa ottimi risultati dagli Europei e dai Campionati Italiani Assoluti. Il suo punto forte, ginnicamente parlando, è la trave e quello che trasmette al pubblico durante gli esercizi del corpo libero. Riesce sempre a coinvolgerlo, a renderlo partecipe, a far sì che la segua a ogni diagonale. Inoltre, Carlotta ha quasi 120.000 followers su twitter, il social network più diffuso, insieme a facebook, dove ne conta circa altrettanti amici e persone che la seguono sulla sua pagina ufficiale. Non tutte le ginnaste sono così, c’è chi è più timido, chi preferisce la riservatezza e chi, invece, cerca di tenere sempre aggiornati i suoi fans. Nonostante gli impegni e lo studio, con l’aiuto della sorella, Ludovica Ferlito, siamo riusciti a contattarla e, a oggi, Carlotta si racconta così. {ads1} Sei una delle ginnaste più amate dalle fans di questo sport e una di quelle che sta facendo più esperienze, non sono nazionali, ma anche internazionali. Come hai vissuto e come vivi ogni giorno l’impatto con questa realtà che, per alcuni, è davvero un sogno?

Mi fa molto piacere essere un punto di riferimento per tante persone. Mi arrivano spesso messaggi di ragazzine che hanno iniziato (o ripreso) a fare ginnastica e questo mi rende felice.

Parliamo delle Olimpiadi di Londra, il sogno che finalmente hai visto realizzarsi. Qual è il ricordo più bello che porti con te?

Le Olimpiadi sono state veramente un sogno. Non saprei scegliere un ricordo solo: la cerimonia d’apertura è stata pazzesca, tutti gli atleti che sfilavano insieme, luci, fuochi d’artificio e uno stadio pieno; poi l’ingresso nel palazzetto il primo giorno di gara, realizzare che non è più soltanto un sogno, ma sei lì insieme alle migliori ginnaste del mondo in una competizione così importante; e infine il villaggio dove passeggiavi e salutavi atleti americani, inglesi, russi o cinesi. Un’esperienza indescrivibile veramente.

E quello più brutto?

Direi l’errore in finale all around e la mia reazione. Ho sbagliato a comportarmi in quel modo. In quel momento ero furiosa con me stessa per aver rovinato la gara, adesso mi rendo conto di aver avuto una brutta reazione.

Passando agli attrezzi, è chiaro che la trave è il tuo punto forte. Cos’ha questo attrezzo, secondo te, che gli altri non hanno?

Non lo so, c’è sempre stato un certo feeling tra me e la trave fin da quando ero piccola. Mi viene più naturale rispetto agli altri attrezzi. Posso fare anche 10 esercizi al giorno alla trave senza problemi.

Il corpo libero è, invece, quello dove ti esprimi meglio. Quali sono gli elementi, non solo ginnici, che ti fanno sentire soddisfatta del lavoro svolto?

Mi piace il corpo libero perché posso esprimere la vera me stessa. Ho sempre cercato di scegliere delle musiche che rispettassero il mio carattere. Da piccola sceglievo musiche divertenti come quella dei Simpson in cui potevo “giocare” con la coreografia, adesso scelgo delle musiche più ritmate in cui costruisco movimenti che vanno a tempo. Per quanto riguarda gli elementi ginnici, diciamo che il mio forte sono i salti acrobatici, e gli avvitamenti.

Stai crescendo, e non solo come ginnasta. Hai compiuto da poco 18 anni, hai acquisito più sicurezza e capacità di autocritica. Quali sono i tuoi obiettivi futuri?

Per adesso la maturità a inizio luglio!! Il mio obiettivo sono sempre state le Olimpiadi e adesso che le ho raggiunte ho bisogno di un po’ di tempo per mettere a fuoco i miei prossimi obiettivi. Sicuramente continuerò ad allenarmi.

Grazie al programma su MTV, Ginnaste vite parallele, tutti hanno imparato a conoscerti un po’ di più e, forse, la fatica che c’è dietro a questo sport, con le tante ore di allenamento, è diventato un elemento tangibile. Per te la ginnastica cosa rappresenta? Un sacrifico o altro?

Non è un sacrificio, se diventa un sacrificio tanto vale smettere. Non nego che ci sono giornate in cui starei volentieri a letto oppure serate in cui vorrei uscire con gli amici senza preoccuparmi di non fare tardi perché il giorno dopo c’è allenamento, ma innanzitutto la ginnastica è passione. E’ stata la mia vita negli ultimi 10 anni e per ora non ho intenzione di lasciarla.

Quanto è importante e difficile rialzarsi dopo una sconfitta e non smettere mai di credere in se stessi?

Difficilissimo. Ma è proprio dopo una caduta che devi rialzarti e dimostrare che ce la puoi fare. Poi testarda come sono, puoi contarci che mi rialzerò! 

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Flavia Capoano

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