A testa alta ma passa il Bayern

La Champions League non parla più italiano. Anche la Juventus, dopo la Roma, esce. Dopo un’emozionante match i bianconeri cedono all’Allianz Arena sotto i colpi del Bayern Monaco che segna due volte ai supplementari portando il risultato fisso sul 4 a 2. Ma tutto questo sembrava lontano. Sì, lontano perché fino all’ottantanovesimo il verdetto diceva Juventus. Fino all’ottantanovesimo la Juventus era sopra per 2 a 1. Fino all’ottantanovesimo … quando Evra non decide di spazzare una palla appena fuori dall’area bianconera. Decide, invece, di andare via in dribbling. Scelta fatale per il francese. Vidal, l’ex, intercetta e apre sulla fascia per Coman, l’altro ex, che mette un cross sul secondo palo per la testa di Muller. È il 2 a 2 che apre le porte ai supplementari. Questi trenta minuti in più ai 180 totali per rompere un equilibrio speculare. Un ritorno che non è altro che l’andata a parti invertite.

bayern alex sandro

Alex Sandro

La Juventus scende in campo con tante defezioni. All’appello mancano Dybala, Marchisio e Chiellini con Mandzukic costretto a partire dalla panchina. Nonostante le assenze pesanti gli uomini di Allegri aggrediscono immediatamente il Bayern. Il pressing molto alto, soprattutto alzando Pogba quasi sulla stessa linea di Morata, porta i suoi frutti. Ed è, infatti, proprio il talento francese a trovare il primo gol. L’1 a 0 stordisce l’Allianz Arena e nella prima mezz’ora la Juventus confeziona almeno altre tre palle gol di cui una va a segno. Questa volta è un assolo spagnolo di Morata, imprendibile per i bavaresi, che confeziona un assist a Cuadrado, il quale non può sbagliare. Un 2 a 0 che poteva essere benissimo un 3 a 0 se il guardalinee non segnala un fuorigioco inesistente a Morata. Dunque una Juventus letale ma non troppo chiude così il primo tempo.

Da qui in poi il Bayern si sveglia dal suo torpore e comincia a macinare il suo gioco alzando sempre più il baricentro costringendo i bianconeri a indietreggiare pericolosamente ai limiti della propria area di rigore. La pressione e la spinta aumentano anche grazie ai cambi di Guardiola che inserisce Thiago Alcantara e Coman. Quest’ultimo soprattutto, assieme a Douglas Costa, diventa una vera spina nel fianco per la difesa juventina che ormai stremata tenta di reggere agli attacchi rabbiosi del Bayern Monaco. Ma l’inerzia della partita è palesemente a favore dei tedeschi e ai supplementari la stanchezza sia fisica sia mentale rosicchia le ultime energie alla Juventus condannandola a un’amara sconfitta. Un’amara sconfitta che fino all’ottantanovesimo  minuto era una dolce vittoria.

La Vecchia Signora saluta la competizione europea a testa alta con una prestazione molto più che sufficiente, nella quale hanno spiccato le prove di Alex Sandro, Morata e Pogba. Assieme alla Juventus esce anche l’Arsenal, impegnato in serata al Camp Nou, che perde 3 a 1 contro il Barcellona.

Twitter: @Francesco Nespoli

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Francesco Nespoli

Laureato in lettere moderne all'università di Torino e in "Editoria e Scrittura" alla Sapienza. Appassionato di vari sport tra cui calcio, tennis e rugby ma di gran lunga il preferito non è tra questi. Si tratta, invece, del buon, caro, vecchio, sano subbuteo (s'intenda che parlo dell'old subbuteo e non della variante moderna definita con un asettico e privo di fantasia "calcio da tavolo"). Idolo indiscusso non può che essere l'ornitologo Peter Adolph accompagnato da P. P. Pasolini e dal cinico Nanni Moretti (quello di Palombella Rossa, in particolare).