#Roccotieniduro per un Italia mondiale

 

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“Venerdì scorso ho deciso di fare voto di castità fino a quando i nostri 23 ragazzi rimarranno in Brasile per competere con le altre nazioni. È il mio sacrificio per la vittoria dell’Italia!” dice nel suo videomessaggio girato, neanche a dirlo, in camera da letto . Sullo sfondo due ragazze lo guardano deluse stese sul suo letto, mentre lui in primo piano, avvolto in una vestaglia di seta nera, invita gli italiani a fare l’amore anche per lui. Non è la prima volta che Rocco Siffredi si rende protagonista e portavoce di temi in primo piano della nostra nazione sdrammatizzandoli attraverso spot simpatici con la sua vena sottilmente maliziosa. L’ anno scorso lanciò una campagna contro l’ abbandono estivo degli animali.  A pasqua aveva stupito il web con la sua pubblicità progresso contro l’eccidio di agnelli, il suo messaggio è stato sicuramente il più cliccato sul tema. Ora è tornato ad allentare la tensione in un momento in cui tutti i problemi di un paese, che vive uno dei periodi più difficili della sua storia, sembrano essere dirottata su questi Mondiali 2014, vissuti un  po’ come distrazione e un po’ come riscatto. Mentre, quindi, la squadra di Prandelli sembra gravata anche da una grande responsabilità sociale, Rocco affida al resto degli italiani un greve compito: sopperire al suo voto. Compito mica facile se si considerano le sue prestazioni e la rinomata apatia sessuale dell’taliano medio di fronte ad una partita di pallone… L’uomo seduto di fronte alla tv, mentre la sua squadra gioca, si trasforma nell’animale più ambiguo del pianeta.

 Il suo comportamento, la sua psicologia e la sua fisionomia potrebbero stravolgere secoli di studi antropologici e psicologici sull’essere umano. Di norma, infatti, tutte le pulsioni primitive represse nella vita quotidiana di un individuo di sesso maschile si svelano tragicomicamente in quei 90 minuti di follia. Anche il più distinto e referenziato ominide della terra è vittima di una metamorfosi repentina, che prende corpo al primo fischio dell’arbitro per tramontare con i tre fischi finali. La sua degenerazione non delinea sempre una parabola, cosa che accade nel più standard dei casi, ma può delineare anche i contorni delle più assurde figure geometriche. La figura geometrica assolutamente irrecuperabile è il rombo, che si evidenzia con disperati picchi in discesa riscontrabili in mutismo catatonico e flaccide pose sul divano da invertebrato dell’era mesozoica che con il primo contropiede si risveglia all’improvviso simulando azioni di volo da supereroe. Durante la partita di calcio i nostri uomini mangiano qualsiasi cosa gli si metta davanti, anche gli astemi si alcolizzano, e tutti  vomitano i peggiori eloqui dalle loro faringi. Ma caro Rocco – questo non lo hai considerato – di quella ancestrale pulsione, solitamente indomabile, di quella no, neanche l’ombra. Per questo, Rocco nostro, ci auguriamo che il tuo sia stato solo uno spot e che tu possa soddisfare il numero più alto di donne possibile insieme a tutti coloro che disinteressandosi al calcio, approfitteranno delle latitanti fughe d’amore di quelle che hanno il marito incollato davanti allo schermo. C’è solo un caso in cui, caro Rocco, tu potrai prenderti delle ferie: se l’Italia dovesse vincere i mondiali. Solo in quel caso, dopo settimane di astensione collettiva, potrebbero tornare a riacquisire le loro normali funzioni sessuali, e tu, ormai stanco, potrai smetterla di tenere duro.

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Benedetta Izzo

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