Amministratori pagine Facebook: per la Corte UE sono responsabili della privacy

Amministratori pagine Facebook: per la Corte UE sono responsabili della privacy

Gli amministratori delle pagine Facebook sono corresponsabili della tutela della privacy dei visitatori, poiché ottengono dati statistici grazie ai cookies associati agli utenti. La decisione della Corte Europea si basa sul caso della tedesca Wirtschaftsakademie.

Lo hanno deciso i giudici di Lussemburgo: “il fatto che l’amministratore di una fanpage usi la piattaforma fornita da Facebook per beneficiare dei relativi servizi non lo esonera dai suoi doveri che riguardano la protezione dei dati personali”. Nessun esonero di responsabilità, quindi, per gli amministratori delle pagine sul social network, i quali sono corresponsabili, insieme a quest’ultimo, per la tutela della privacy. I curatori di una fan page, spiega la Corte, possono ottenere dati statistici sui visitatori raccolti grazie a cookies associati agli utenti, che consentono il monitoraggio del loro collegamento alla pagina. È questo il motivo che fonda la loro responsabilità in tutti quei casi in cui sia violato il diritto alla riservatezza degli utenti.

Lo strumento di raccolta dei dati a disposizione dei curatori delle fanpage si chiama “Facebook Inside”, e funziona attraverso l’utilizzo di cookies attivi per due anni, salvati dal social network su computer, tablet e smartphone. Chi amministra una pagina social è in grado di conoscere le preferenze degli utenti legate al profilo Facebook, poiché ad ognuno di questi viene associato un codice unico che, all’accesso alla fanpage, consente di raccogliere ed elaborare dati. Tuttavia, ai visitatori delle pagine non viene richiesto il consenso per la raccolta e l’elaborazione dei dati.

La sentenza della Corte Europea di Lussemburgo arriva a dieci giorni dall’entrata in vigore del nuovo regolamento in materia di protezione dati, il GDPR, in applicazione dal 25 maggio 2018. La pronuncia della Corte si basa sul caso della società tedesca Wirtschaftsakademie, che utilizza la relativa pagina Facebook per offrire servizi di formazione. A quanto si è appreso, già nel 2011 era intervenuta l’autorità di vigilanza della privacy del Land dello Schleswig-Holstein, che aveva chiesto la disattivazione della pagina poiché i visitatori non erano stati informati della raccolta, mediante cookie, delle informazioni personali, nonché della loro elaborazione. Per l’autorità garante il dovere di richiedere il consenso incombeva non solo su Facebook, ma anche sulla società tedesca, la quale aveva presentato ricorso per scaricare tutta la responsabilità sul social network.

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Ramona Bastiani

Io so di non sapere, diceva Socrate, ed è questo che mi spinge ad incamminarmi su sentieri inesplorati. Da sempre appassionata di classici greci e latini, mi laureo in...lettere, diranno i lettori...e invece no: giurisprudenza. Armata di pazienza e di coraggio, dritta verso l'ostacolo: il concorso in magistratura. Nel frattempo, pratica forense e tirocinio al Tribunale penale si sono presi il loro spazio. Mi piace esprimermi, in qualsiasi forma, se non esiste la invento. Parlando, ballando, facendo shopping, suonando la fisarmonica, interpretando norme di legge o scrivendo versi in rima, io devo dire la mia. Quale occasione migliore del giornalismo? Mentre mi godo le mie metamorfosi, non rinuncio alla pizza e alla zumba.