Il cast di Medici al Roma Fiction Fest per un “bonifico di emozioni”

A seguito dello straordinario successo di Medici –Master of Florence, il Roma Fiction Fest ha ospitato Annabel Scholey, Paolo Buonvino e Alessandro Sperduti in un incontro con il pubblico per discutere della prima stagione di questa straordinaria serie dedicata alla storica famiglia italiana.

Come è noto Medici, creata da Frank Spotnitz (mente diabolica e geniale di X-Files) e con protagonisti Dustin Hoffman e Richard Madden, è riuscita ad elevare la tv pubblica al livello delle grandi produzioni internazionali pur mantenendo una certa identità tutta italiana che non ha compromesso il risultato finale. La Rai per la prima volta è riuscita a competere con le reti internazionali, cosa che inizialmente sembrava impossibile, stupendo quella parte di pubblico abituato ad usufruire di prodotti stranieri. È ovvio che all’occhio dell’intenditore (il vero serial addicted) Medici non è una produzione della HBO, però è stato più che evidente per chi ha seguito la prima stagione che il prodotto è lontano anni luce dalla fiction nostrana, e questo ci sembra già un gran passo in avanti.

mediciGià presentata in embrione durante la scorsa edizione del Roma Fiction Fest, Medici ritorna con un incontro con il pubblico alla presenza di Annabel Scholey che ha interpretato il ruolo chiave di Contessina, la moglie di Cosimo De Medici, Alessandro Sperduti, alias Piero De Medici, e Paolo Buonvino che ne ha scritto le musiche, prima su tutte il brano “Reinassance”, soundtrack ufficiale della serie (che graficamente richiama quelle degli americani), interpretato da Skin.

In sede di incontro si è discusso molto sull’internazionalità di questa produzione, sull’intenzione di lavorare ad un prodotto che fosse si italiano ma aperto al mondo, un po’ come quella che fu la corte di Lorenzo il Magnifico, aperta a tutte le novità e rigorosamente internazionale. E la riuscita di questa intenzione è andata a buon fine grazie alla presenza degli attori internazionali che, nonostante il pubblico italiano li abbia visti doppiati, hanno recitato tutti in inglese (Alessandro Sperduti compreso, il quale successivamente si è visto costretto a doppiare se stesso in italiano). Ma l’internazionalità della serie è venuta fuori anche a livello di messa in scena, stile, fotografia (forse troppo cupa ma assolutamente suggestiva, che probabilmente ha tratto ispirazione dalle opere dei grandi pittori italiani, realizzata da un Vittorio Omodeo Zorini molto visionario), costumi e scenografia, entrambi curati nel dettaglio.

mediciMa un impatto forte con il pubblico lo hanno avuto soprattutto i personaggi, in particolare quello di Contessina, particolarmente amato dal pubblico italiano, che Annabel Scholey ha contribuito a delineare magistralmente, colonna portante di tutta la storia che, paradossalmente, non gira intorno al capostipite della famiglia di banchieri fiorentini, ma risulta quasi strutturata intorno a lei, a questa figura di donna forte, incrollabile come la cupola di Brunelleschi, che ha dato un’impronta prettamente matriarcale a tutta la vicenda raccontata. Ed è una vicenda in cui storia, passione e intrighi si intrecciano insieme alle vicende umane di uomini e donne che hanno vissuto un’epoca cruciale per la storia italiana, un’epoca che ha proiettato il nostro paese nell’era della modernità, un’epoca alla quale, così come ha dichiarato la stessa Annabel Scholey (impegnata attualmente in un nuovo epic drama storico, intitolato “Britannia”, prodotto da Sky e Amazon che uscirà in anteprima nel corso nel 2017), “tutti dovrebbero interessarsi”: il Rinascimento.

Ed è molto rinascimentale la stessa colonna sonora del nostro Paolo Buonvino, il quale ha tenuto a sottolineare che “la musica è presente sulla scena per l’80% del materiale girato”, composta peraltro solo in parte su sceneggiatura e poi continuata durante le riprese. Ed è proprio pensando a questa straordinaria epoca di innovazioni, arte e bellezza che Buonvino si è ispirato per il brano “Reinassance”, scegliendone come interprete un’artista di grande pregio come Skin, la quale possiede l’abilità di “cantare con dolcezza e grinta al tempo stesso”, creando un contrasto ineguagliabile. Quindi un connubio perfetto che ha aiutato “il passato a dare uno sguardo al futuro” così da “non avere limiti di pensiero e di appartenenza”.

E Medici è riuscita perfettamente ad abbattere i limiti e le appartenenze sbarcando su Netflix proprio nella giornata di ieri, così che anche il pubblico internazionale possa apprezzare questa eccellenza italiana e quindi usufruire, come ha detto Buonvino, di quel “bonifico di emozioni” che è l’arte.

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Claudia Pellegrini

Nasce a Sora nel lontano 1978. Cresce divorando libri di ogni genere e consumando penne su fogli di quaderno. Tra una storia e l’altra si diploma al Liceo Classico, e sceglie di lasciarsi alle spalle la Ciociaria ed i gatti per tentare la fortuna a Roma dove, nel corso degli anni, consegue prima una Laurea Magistrale in Lettere Moderne, e poi, più per noia ed abitudine che per amore dello studio, ritorna nei corridoi della Sapienza per conseguirne un’altra in Editoria e Scrittura. Lettrice seriale e maniacale (toglietele tutto ma non i suoi libri), “gattara” e pizzaiola, divoratrice di film horror e serie tv, nonostante sia ormai un reperto archeologico ancora non ha trovato la sua strada nel mondo. Forse è nascosta tra le pagine di un libro magari scritto proprio da lei.