Virus Zika, un test da due dollari per scoprire se si è infetti

È stato messo a punto da un team di ricercatori della Pennsylvania, negli Stati Uniti, il primo vero test a basso costo per identificare la presenza della temibile infezione del virus Zika. Il test analizza un campione di saliva e nel giro di quaranta minuti riesce a fornire un responso affidabile sull’eventuale contagio. Grande più o meno come una bibita in lattina, non ha bisogno di corrente elettrica per funzionare ma necessita che il campione biologico sia mantenuto a temperatura costante, il test, sviluppato dal team di ricerca della Penn’s School of Engineering and Applied Science di Changchun Liu e Haim Bau, funziona grazie ad un reagente in grado di individuare un tratto di codice genetico uguale per quasi venti ceppi differenti del virus Zika, ma non per altri patogeni.

Gli altri test utilizzati fino ad oggi erano molto costosi e complessi, necessitando di personale specializzato per essere interpretati. Questa scoperta potrebbe diventare davvero preziosa se pensiamo che tra poche settimane inizieranno le olimpiadi di Rio e il virus Zika è considerato uno dei pericoli maggiori per le persone che andranno in Brasile. Si stima che il virus, comparso per la prima volta in Brasile nel 2015, in un anno possa aver infettato oltre un milione e mezzo di persone.

Zika si trasmette tramite la puntura di zanzara infetta e gli esperti ritengono che, nonostante lo stesso risulti asintomatico per quattro persone su cinque, possa avere una correlazione diretta con la microcefalia, una malformazione che colpisce maggiormente i neonati delle donne contagiate in gravidanza. A sostegno di questa ipotesi ci sono alcuni numeri, nel 2014 in tutto il Brasile, ci sono stati 147 casi di microcefalia, diventati ben 4000 dopo l’arrivo di Zika. Al momento non esiste un vaccino e l’unico modo per evitare il contagio è quello di non essere punti da zanzare infette. Per nostra fortuna in Italia dal 1972 non è più presente il tipo di zanzara che veicola questa infezione, ma la comune zanzara tigre può diventarne portatrice. Il rischio è dunque che chi andrà in Brasile a vedere le olimpiadi possa tornare infetto e poi diffondere il contagio anche in Europa e in questo senso il test appena ideato negli USA potrebbe rivelarsi un alleato fondamentale contro quella che l’OMS ha definito “un’emergenza sanitaria mondiale”.

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Mauro Zini

Coach di basket, aspirante giornalista sportivo, laureando in comunicazione pubblica e d'impresa, sarebbe fantastico saper fare almeno una di queste cose. Appassionato di libri, cinema e serie TV, praticamente un Nerd da quando non era di moda esserlo.