Il telefono Google riconoscerà i volti

Telefono Google, arriva la novità. Molto presto gli smartphone non solo scatteranno fotografie e gireranno video, ma saranno in grado anche di riconoscere gli oggetti fotografati. Google sta lavorando ad una tecnologia che permetterà ai dispositivi mobili di fare questo tipo di calcolo internamente, piuttosto che basandosi su dei centri dati remoti. Si tratterà di un riconoscimento a livello di hardware e non di software. La tecnologia sarà sviluppata in sinergia con la startup Movidius, un’azienda della Silicon Valley specializzata in chip. “Lavorando con Movidius – ha detto Blaise Agϋera y Arcas, capo del “Google’s machine intelligence Group” – saremo in grado di estendere questa tecnologia oltre i data center, portandola  nel mondo reale, dando alla gente i vantaggi di questa intelligenza artificiale sui propri dispositivi personali”,

Google ha già dimostrato le capacità di riconoscimento delle immagini con Google Photos, dove è possibile effettuare una ricerca attraverso parole chiave, ottenendo una vasta scelta di foto raggruppate ad hoc. Allo stesso modo il colosso americano offre la possibilità di caricare sui propri server delle immagini già in possesso dell’utente, dando come risultato, dopo pochi secondi, migliaia di immagini simili a quella caricata. Ma l’upload delle immagini richiede tempo e la ricerca da un telefono dipende da una connessione 3G o WIFI, che non sempre è disponibile. Da questo nasce l’idea di incorporare il riconoscimento delle immagini direttamente negli smartphone. Ciò avverrà grazie al cosiddetto “deep learning”, l’apprendimento automatico dei dispositivi, possibile grazie ad una tecnologia di intelligenza artificiale che simulerà il cervello umano. Grazie a questa integrazione, gli smartphone saranno in grado di identificare gli oggetti in tempo reale per una vastità di applicazioni: dall’identificazione facciale per autorizzare le transazioni finanziarie, fino ad un aiuto reale per le persone non vedenti.

Questa collaborazione sta per portare a una nuova generazione di dispositivi che Google lancerà molto presto sul mercato. Apple è avvisata.

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Marco Juric

si avvicina al calcio giocato, e alla Roma, grazie alla chioma fluente di Giovanni Cervone. Non contento, pur rimanendo folgorato dalla prima autobiografia di Roy Keane, non si innamora del Manchester United, ma del Nottingham Forest. Dopo i primi trent’anni di osservazione partecipante, ha quindi deciso di passare gli altri trenta che gli rimangono a scriverne.