Sparatoria a Las Vegas: 58 morti e 515 feriti

Sparatoria a Las Vegas –  58 morti e 515 feriti: : è questo il bilancio confermato da Joe Lombardi, sceriffo di Las Vegas ,in merito all’attacco terroristico appena rivendicato dall’Isis attraverso un comunicato stampa sul web. L’ennesimo atto di follia umana che sta seminando panico e terrore negli Stati Uniti. L’autore della strage,Stephen Paddock, si è ucciso alcuni istanti prima dell’intervento delle forze dell’ordine. Pare che l’uomo abbia aperto il fuoco, dal 32esimo piano dell’hotel Mandalay Bay,sulla platea che assisteva allo show del Festival “Route 91 Harvest”. Tra le vittime anche due agenti della polizia. “Era uno normale. Qualcosa deve essere successo, deve aver perso la testa, siamo scioccati” – è quanto afferma Eric Paddock, fratello dell’autore della strage. Secondo quanto emerso dalle prime indagini pare che Stephen Paddock, 64enne originario di Mesquide (Nevada), si fosse convertito all’Islam alcuni mesi fa. Nella stanza d’albergo in cui il killer alloggiava da alcuni giorni sono stati trovati una decina di fucili e otto pistole.

Sparatoria a Las Vegas –  “Cari americani, oggi è un giorno di shock e dolore per il nostro Paese”: queste le parole di Donald Trump subito dopo la strage. Nonostante l’Isis abbia rivendicato, attraverso il web, l’ennesimo atto terroristico, il Presidente degli Stati Uniti non ha, tuttavia, fatto riferimento a possibili legami tra questa assurda vicenda e l’Isis, definendo l’episodio “un atto di pura malvagità” e “miracoloso” l’intervento della polizia. Il discorso si è concluso con un insolito, quanto curioso, “appello all’unità e alla pace”. Infine, ha osservato un minuto di silenzio per le vittime del massacro di Las Vegas insieme alla moglie Melania e al vicepresidente Mike Pence e consorte. In queste ore le polemiche relative al controllo delle armi da fuoco sembrano non placarsi: questo nuovo atto terroristico riaccende un lungo dibattito politico che Sarah Sanders, portavoce della Casa Bianca tenta, invano, di “domare” attraverso un comunicato stampa nel quale dichiara: “c’è un tempo e un luogo per il dibattito politico ma non è ora”.

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Annamaria Di Sibio

Passione e malinconia. Si, la vita è passione e malinconia; come l'estate e i rigidi inverni dell'anima, come la pioggia, con il suo triste e malinconico ticchettio, preludio alla primavera e poi l'estate, e ancora l'estate e l'eterna passione per la vita. Dura ma meravigliosa questa vita.Un dono inestimabile questa nostra esistenza: non siamo nati per sopravvivere, ma per vivere intensamente questo paradiso terrestre magicamente imperfetto che ci addestra leoni nella giungla d'asfalto della quotidianità. Cosa sarebbe la vita senza la malinconia? Che sapore avrebbe la felicità fine a se stessa, la gioia senza la soddisfazione del merito, della fatica, della sana competizione? Che sapore avrebbe una vita priva di coraggio, di lotta per la sopravvivenza e cosa sarebbe una vita senza ambizioni? Tristezza. Sarebbe insipida, inutile, sterile, frigida tristezza. Anche oggi la malinconia prende il sopravvento, mi lacera, mi incupisce, mi fa piangere. Io e la malinconia: amiche, compagne, sorelle. Abbiamo percorso lunghi sentieri, a volte tortuosi, a volte ripidi eppure siamo ancora qui, io e lei , a ridere delle paure del passato, a brindare alle vittorie ottenute, a benedire gli errori che ci hanno plasmato così come siamo adesso: vive, malinconicamente vive, magicamente noi, io e lei, la mia malinconia. La malinconia è donna, ne sono certa. Ha lunghi capelli nero corvino, proprio come i miei. Bussa ogni giorno alla mia porta per farmi compagnia, per ricordarmi che la fragilità è umana, che la tristezza e il dolore fanno parte della vita e che, senza di loro, non potrebbe esistere la felicità. Gioia e dolore: due facce della stessa medaglia, due modi di vivere e di pensare la vita. Si, la vita è ciò che pensiamo, è come la viviamo, è come la amiamo. La vita siamo noi. Questa sono io.