Roma, travolto e ucciso sui binari del tram

Un’ennesima tragedia si è consumata ieri sulle strade del centro: un uomo è stato travolto e ucciso sui binari mentre attraversava la strada. “Correva, ho cercato di non prenderlo ma non ce l’ho fatta”.  Così dichiara ancora sotto shock l’uomo alla guida di un’automedica che ha investito un 53enne sui binari del tram 3. L’uomo con un amico stava attraversando via Emanuele Filiberto a Roma, nei pressi della stazione metro Manzoni, pensavano forse di fare in tempo a passare dall’altra parte, o che almeno auto e bus si sarebbero fermati, ma per uno di loro la troppa fretta di attraversare è stata fatale. “L’autobus ce l’ha fatta ad evitarlo, io ci ho provato. E’ caduto e ha battuto la testa” aggiunge l’autista dell’automedica che, ancora sotto shock, è stato poi portato in ospedale per gli accertamenti del caso.

I poliziotti del commissariato Esquilino giunti sul posto riferito che l’automedica “non aveva la sirena accesa e non era in emergenza”, ci penseranno ora le dovute indagini ad accertare eventuali colpe e responsabilità.  La circolazione in zona è interrotta e inevitabili sono state le polemiche tra gli abitanti del quartiere che contestano le scelte di viabilità, la corsia preferenziale e “la decisione di togliere le strisce pedonali”. Al di là dell’inguaribile cancro del traffico il problema nella Capitale è anche l’atteggiamento indisciplinato di autisti e pedoni. Se ognuno rispettasse i limiti di velocità, il semaforo verde o le strisce pedonali nel momento di attraversare, la viabilità scorrerebbe in modo più civile e anche l’endemica congestione della città sarebbe quantomeno più sopportabile e meno stressante, ma soprattutto sarebbe possibile evitare tragedie di questo tipo. Una città a misura d’uomo è possibile, ci vuole solo una massiccia dose di educazione civica e buona volontà.

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@vale_gallinari

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Valentina Gallinari

Nata in una città di mare, da quando vive a Roma si domanda se la presenza dei gabbiani in giro per il centro, sia l'inequivocabile presagio della fine del mondo...Laureata in storia dell'arte, ama la fotografia, le vecchie polaroid, il cinema e il mercato di Testaccio di sabato mattina. Aspirante giornalista, trascorre il suo tempo tra gatti e mostre fotografiche, ma soprattutto a sperare che questo sogno diventi realtà.