Grave incidente alla raffineria Eni di Taranto

Grave incidente alla raffineria Eni di Taranto nella notte tra mercoledì e giovedì. Due dipendenti della ditta Seval sono rimasti feriti durante la manutenzione dell’impianto tarantino. Giampiero Gioa, operaio 32enne, è stato schiacciato da un tornio levigatore del peso di 250 chilogrammi riportando traumi al torace e all’addome con sospetta lesione degli organi interni. Ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto, è in condizioni molto gravi, ma non sembrerebbe in pericolo di vita. E’ già stato dimesso, invece, il collega che era con lui, colpito soltanto di striscio dalla caduta del pesante macchinario. Secondo una prima ricostruzione, fatta dal Servizio per la prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (Spesal) della Asl di Taranto, pare che i due operai siano stati colpiti da una macchina barenatrice, appena utilizzata per levigare dall’interno una tubazione. Dopo l’operazione, portata regolarmente a termine, il macchinario è stato sollevato con una gru, ma si sarebbe staccato di colpo, precipitando addosso ai due lavoratori.

Le segreterie Fim, Fiom e Uilm di Taranto, da oggi, hanno proclamato uno sciopero di quattro ore per ogni turno di lavoro nella raffineria Eni di Taranto. I lavoratori terranno un’assemblea durante lo sciopero, per richiamare l’attenzione sul tema della sicurezza. Ovvia la reazione dei sindacati di categoria che si sono dichiarati “indignati rispetto al comportamento dell’Eni nei confronti dei lavoratori delle ditte in appalto. L’accusa nasce a causa delle gare d’appalto al ribasso, che mettono in secondo piano gli aspetti più basilari della sicurezza sul lavoro, prediligendo profitto e utili” per l’azienda fondata da Enrico Mattei.

Sull’incidente l’Eni comunica di aver affidato un’indagine a un team di investigazione interna. L’azienda precisa di collaborare con le autorità per far luce sulle cause dell’incidente. L’intera area, insieme ai macchinari coinvolti, sono stati sequestrati dalla magistratura. L’indagine degli investigatori si concentrerà sul capire perché il macchinario si sia staccato dalla gru che lo sollevava

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Marco Juric

si avvicina al calcio giocato, e alla Roma, grazie alla chioma fluente di Giovanni Cervone. Non contento, pur rimanendo folgorato dalla prima autobiografia di Roy Keane, non si innamora del Manchester United, ma del Nottingham Forest. Dopo i primi trent’anni di osservazione partecipante, ha quindi deciso di passare gli altri trenta che gli rimangono a scriverne.