Gare du Nord evacuata: terrore a Parigi

Gare du Nord evacuata.  Parigi – Allarme nella capitale francese. Alle undici di ieri sera Gare du Nord, la più grande stazione metropolitana parigina, è stata evacuata. Secondo quanto riportato dal quotidiano francese Le Parisienne, a far scattare l’allarme terrorismo pare sia stato l’avvistamento di “tre individui pericolosi”, già noti alle forze dell’ordine che, con fare sospetto , si erano “mimetizzati” tra i 211 passeggeri del treno ad alta velocità proveniente da Valenciennes. Paura e panico tra gli increduli pendolari che viaggiavano all’interno del “convoglio degli orrori”. Ancora una volta l’incubo terrorismo ,nella lunga notte dello sgomento, sembrava presagire antichi e nefasti sviluppi che, fortunatamente, hanno invece soltanto violato la forza psicologica di 211 passeggeri “al vaglio” delle unità antiterrorismo. Secondo alcune testimonianze , durante il blitz delle forze dell’ordine tutti i passeggeri, a braccia alzate, sono stati perquisiti uno ad uno in una lunga e silenziosa notte che qualche ora prima aveva accolto, tra il clamore di una folla in delirio, il neo eletto presidente Emmanuel Macron.

 

Parigi – Gare du Nord. “Questa sera si apre un nuovo capitolo nella nostra lunga storia. Vorrei che fosse di speranza e di rinnovata fiducia. Difenderò la Francia e l’Europa”. Queste le parole di Emmanuel Macro pronunciate, all’Eliseo, alcune ore prima del “blitz del terrore”. Parole di sfida ma anche di fiducia per un ritorno alla tanta agognata serenità di una Parigi stanca di essere campo di battaglia mediatico di un terrorismo psicologico che, fino alle due di questa mattina, quando il quotidiano Le Parisienne ha annunciatoil “progressivo ritorno alla normalità”, ha messo di nuovo a dura prova persino il celebre motto “ Liberté, Egalité, Fraternité” ( Libertà, Uguaglianza, Fraternità). In queste ore Parigi è, tuttavi, a ancora sotto choc per l’accaduto e gli ingressi di Gare du Nord sono ancora presidiati da agenti di polizia e forze dell’ordine.Gare du Nord rappresenta un crocevia importante per l’Europa; sui suoi binari viaggiano treni superveloci diretti a Colonia, Amsterdam,Bruxelles, Londra. Un duro e angosciante capitolo per la Francia e per l’intera Europa che, speriamo, rimanga isolato nell’ oscuro tunnel del Gare du Nord degli orrori.

 

Vai alla Home Page

Leggi altri articoli dello stesso autore

Vuoi commentare l'articolo?

Annamaria Di Sibio

Passione e malinconia. Si, la vita è passione e malinconia; come l'estate e i rigidi inverni dell'anima, come la pioggia, con il suo triste e malinconico ticchettio, preludio alla primavera e poi l'estate, e ancora l'estate e l'eterna passione per la vita. Dura ma meravigliosa questa vita.Un dono inestimabile questa nostra esistenza: non siamo nati per sopravvivere, ma per vivere intensamente questo paradiso terrestre magicamente imperfetto che ci addestra leoni nella giungla d'asfalto della quotidianità. Cosa sarebbe la vita senza la malinconia? Che sapore avrebbe la felicità fine a se stessa, la gioia senza la soddisfazione del merito, della fatica, della sana competizione? Che sapore avrebbe una vita priva di coraggio, di lotta per la sopravvivenza e cosa sarebbe una vita senza ambizioni? Tristezza. Sarebbe insipida, inutile, sterile, frigida tristezza. Anche oggi la malinconia prende il sopravvento, mi lacera, mi incupisce, mi fa piangere. Io e la malinconia: amiche, compagne, sorelle. Abbiamo percorso lunghi sentieri, a volte tortuosi, a volte ripidi eppure siamo ancora qui, io e lei , a ridere delle paure del passato, a brindare alle vittorie ottenute, a benedire gli errori che ci hanno plasmato così come siamo adesso: vive, malinconicamente vive, magicamente noi, io e lei, la mia malinconia. La malinconia è donna, ne sono certa. Ha lunghi capelli nero corvino, proprio come i miei. Bussa ogni giorno alla mia porta per farmi compagnia, per ricordarmi che la fragilità è umana, che la tristezza e il dolore fanno parte della vita e che, senza di loro, non potrebbe esistere la felicità. Gioia e dolore: due facce della stessa medaglia, due modi di vivere e di pensare la vita. Si, la vita è ciò che pensiamo, è come la viviamo, è come la amiamo. La vita siamo noi. Questa sono io.