Gare clandestine: “fast&furious” a Torino

Gare clandestine poco fuori Torino: automobili a duecento all’ora si sfidavano su una strada provinciale alle porte del capoluogo piemontese. Ai tre arditi piloti, denunciati dai carabinieri di Rivoli per gare clandestine, sono state sequestrate tutte le vetture usate ed è stata ritirata la patente. Secondo il codice della strada, chi partecipa a gare clandestine rischia una condanna da sei mesi a un anno di reclusione e da 5 mila a 20 mila euro di multa oltre alla sospensione della patente da uno a tre anni, ma in questo caso i tre competitori rischiano fino a un anno di carcere e 20mila euro di multa.

La pista eletta per queste gare era la strada provinciale 175 del Dojrone, un raccordo lungo poco meno di un chilometro che unisce il centro agroalimentare di Grugliasco con l’interporto Sito di Rivalta e Orbassano. Le gare clandestine si tenevano solitamente nelle ore notturne del fine settimana, alla presenza di centinaia di spettatori gasati ed esultanti che riprendevano le prestazioni da “stuntman” dei tre piloti con iphone e telecamere varie. Le auto in strada venivano lanciate a 70 chilometri all’ora nelle rotonde, raggiungendo addirittura punte di 200 chilometri orari lungo i rettilinei. La struttura della strada statale 175 era ideale per allestirvi un circuito a tutti gli effetti: nel corso delle gare clandestine bisognava percorrere un tragitto di tre chilometri, composto da due rettilinei e dalle due rotonde che portano verso la strada del Portone l’una e lo svincolo dell’Interporto l’altra. Nell’adattamento della strada provinciale ad un circuito per corse clandestine, i distributori di benzina lungo il percorso diventavano paddock (le scuderie per le squadre in competizione), mentre i marciapiedi erano destinati alle “tribune” per i tifosi.

Un appuntamento ben noto agli appassionati torinesi di corse clandestine, oragnizzato attraverso whatsapp, tanto che la Stampa il 23 aprile aveva già scritto un articolo su questa attrazione.

I carabinieri di Rivoli proseguono le loro indagini per scoprire quale fosse la finalità di tali gare clandestine: cercano di capire se si trattava semplicemente di intrattenimento alla “fast and furious”, o se dietro queste corse esistesse un vero e proprio giro di scommesse clandestine.

 

Vuoi commentare l'articolo?

Letizia Del Pizzo

Mi chiamo Letizia Del Pizzo e sono nata a Roma nel 1991. Ho una laurea magistrale in Lettere Moderne e al momento frequento un master in Economia e Gestione dell'Arte e dei Beni Culturali presso la Business School di Roma de Il Sole 24Ore. Ho viaggiato molto, ma il mio sogno è contemplare il paesaggio silenzioso intorno alle rovine di Machu Picchu. Trascorro il mio tempo libero dedicandomi alla lettura, al cinema e alle serie tv. Adoro passeggiare con miei amici per la città e scoprire le continue iniziative culturali. Mi piacerebbe diventare una giornalista, una scrittrice o una critica cinematografica, perché sono convinta che le passioni acquistano valore quando vengono trasmesse.