Fedez lascia la SIAE e si affida a Soundreef

Il rapper e produttore discografico Fedez lascia la SIAE (Società Italiana Autori Editori) e si affida a Soundreef per la raccolta dei suoi diritti d’autore. L’accordo è stato firmato oggi a Milano tra lo stesso cantante e l’amministratore delegato di Soundreef, Davide D’Atri. La startup inglese, specializzata nella gestione dei diritti musicali, lo scorso 18 marzo è stata riconosciuta ufficialmente in Inghilterra nella raccolta dei diritti di autore.

Come ben noto, la SIAE gode nel nostro Paese di un monopolio legalizzato nella gestione del diritto d’autore. L’introduzione delle norme comunitarie, tuttavia, ha fatto sì che il principio, prima assoluto, dell’esclusiva SIAE nell’intermediazione dei diritti tra artista e consumatore, diventasse sempre più attenuato. Ora l’autore può liberamente iscriversi ad associazioni di autori degli altri Paesi dell’Unione Europea e Fedez è uno dei primi big della musica a seguire questa strada.

Nello specifico Soundreef è una delle tante Collecting Societies che stanno nascendo in tutta Europa. Si tratta di enti, simili alla SIAE per struttura e organizzazione, che si occupano dell’intermediazione dei diritti d’autore, nonché della raccolta e redistribuzione dei proventi relativi a tali diritti. La differenza rispetto all’Italia è che nel resto d’Europa la presenza di un numero sempre maggiore di queste aziende permette uno sviluppo del sistema concorrenziale e qundi una migliore tutela dei diritti dell’artista con una divisione più equa e meno sbilanciata delle royalty.

Oggi sono arrivate anche le parole dell’artista italiano che ha commentato così l’approdo in Soundreef: “Ho scoperto Soundreef – racconta Fedez – perché sono appassionato di start up e in più si occupa di un contenuto che mi riguarda direttamente. Ho scelto di affidarmi a loro per la raccolta dei miei diritti d’autore perché voglio sostenere chi fa della trasparenza e della meritocrazia un valore fondante”.

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Marco Juric

si avvicina al calcio giocato, e alla Roma, grazie alla chioma fluente di Giovanni Cervone. Non contento, pur rimanendo folgorato dalla prima autobiografia di Roy Keane, non si innamora del Manchester United, ma del Nottingham Forest. Dopo i primi trent’anni di osservazione partecipante, ha quindi deciso di passare gli altri trenta che gli rimangono a scriverne.