Elezioni comunali 2016, Napoli: plebiscito per De Magistris

Luigi De Magistris si conferma sindaco di Napoli. Secondo i dati definitivi del Viminale, il primo cittadino uscente Luigi de Magistris ha vinto il ballottaggio con il 66,85% dei voti, mentre il candidato del centrodestra Gianni Lettieri si è fermato al 33,15%. Rispetto alla prima tornata del 5 giugno però c’è un dato importante che va registrato: il crollo dell’affluenza. A Napoli infatti ha votato il 35,98% degli aventi diritto, contro il 54,11% registrato due settimane fa. Un crollo di quasi 20 punti che deve far pensare, soprattutto il governo centrale di Renzi e del Partito democratico.

“Farò il sindaco di Napoli h24 dal 2016 al 2021”, le prime parole di Luigi de Magistris dopo l’ufficializzazione della vittoria. Poi partono le spallate a tutti i partiti, PD incluso: È una vittoria di tutti quelli che ci hanno creduto, una vittoria esclusiva. Abbiamo vinto contro il candidato ufficiale del Pd, contro il Presidente del Consiglio in piena campagna elettorale, contro i 5 stelle, contro Gianni Lettieri che ha lavorato cinque anni e contro buona parte dell’informazione che si è schierata contro il sindaco. Ha vinto il popolo napoletano – ha continuato il Sindaco – e non è un voto di protesta come sento dire. Ha vinto la rivoluzione che ha governato. Ha vinto l’unica vera effettiva novità politica del Paese e ora ci godiamo questo risultato straordinario. Da Napoli parte una grande spinta a continuare nel pensare che si possa governare grande metropoli con le mani pulite. È un risultato incredibile”.

Una vittoria costruita grazie anche alle debolezze altrui. In primis un Partito Democratico autolesionista che dopo delle primarie al veleno e la rottura con Antonio Bassolino, aveva deciso di puntare su Valeria Valente, una candidata praticamente sconosciuta. “Meglio con Verdini alla luce del sole che le trattative sottobanco di De Magistris” furono poi le frasi della candidata democratica. Una serie di autogol che hanno avuto il loro apice anche durante il ballottaggio, quando alcune componenti del partito hanno invitato apertamente i sostenitori a votare Lettieri al ballottaggio. Alla fine ha vinto lui, da solo. Convincendo davvero tutti sul Golfo, catturando napoletani di diversa estrazione, cultura e posizione sociale.

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Marco Juric

si avvicina al calcio giocato, e alla Roma, grazie alla chioma fluente di Giovanni Cervone. Non contento, pur rimanendo folgorato dalla prima autobiografia di Roy Keane, non si innamora del Manchester United, ma del Nottingham Forest. Dopo i primi trent’anni di osservazione partecipante, ha quindi deciso di passare gli altri trenta che gli rimangono a scriverne.