La bufala degli attentati Isis in spiaggia

L’Isis starebbe progettando attentati in spiaggia. Sarebbe questa l’allarmante notizia che, da qualche giorno, sta fomentando ed allarmando gli utenti dei social network. I moltissimi post sull’argomento sostengono che l’Isis abbia deciso di camuffare gli attentatori da venditori ambulanti, i quali potrebbero nascondere tra braccialetti, collanine ed occhiali da sole, anche armi ed esplosivi. Pur non volendo escludere nulla, bisogna dire che le fonti su cui si basano queste allarmanti notizie sono piuttosto labili. Il giornale tedesco Bild sosterrebbe che gli obiettivi degli attentatori sarebbero proprio le spiagge di Italia, Spagna e Francia del Sud, ed i terroristi sarebbero pronti a usare armi ed esplosivi facendo lo slalom tra lettini ed ombrelloni.

Queste informazioni piuttosto infondate arriverebbero dall’Africa, e più precisamente dal Senegal, che recentemente ha avuto modo di lamentare una diminuzione del turismo in seguito agli attentati che hanno colpito diverse città turistiche della zona centrafricana. Tra le fonti principali citate dai giornali, alcuni peraltro italiani, ci sarebbe un certo Seck Pouye, capo della polizia in Senegal. Ma attenzione, costui non è un alto funzionario o un dirigente a livello nazionale, ma solamente il responsabile della polizia di una cittadina, Saly, località turistica sulla costa africana di 20mila abitanti a poche decine di chilometri da Dakar. Pouye avrebbe pronunciato questa frase: “Vogliono colpire le spiagge italiane, francesi e spagnole sfrutteranno alcuni ambulanti radicalizzati. Gente insospettabile che fa la spola tra l’Italia e il Senegal, apparentemente per lavoro. Tutte persone con documenti e visti regolari”.

L’intelligence italiana, alla quale “non risultano informazioni di questo genere”, sebbene il rischio attentati sia comunque alto in Europa così come nel nostro paese, confermerebbe che queste false notizie che circolano indisturbate in rete sarebbero una bufala, una bufala che peraltro rischia di costare all’Italia ben 35,7 miliardi di euro, mettendo così in ginocchio il settore turistico.

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Claudia Pellegrini

Nasce a Sora nel lontano 1978. Cresce divorando libri di ogni genere e consumando penne su fogli di quaderno. Tra una storia e l’altra si diploma al Liceo Classico, e sceglie di lasciarsi alle spalle la Ciociaria ed i gatti per tentare la fortuna a Roma dove, nel corso degli anni, consegue prima una Laurea Magistrale in Lettere Moderne, e poi, più per noia ed abitudine che per amore dello studio, ritorna nei corridoi della Sapienza per conseguirne un’altra in Editoria e Scrittura. Lettrice seriale e maniacale (toglietele tutto ma non i suoi libri), “gattara” e pizzaiola, divoratrice di film horror e serie tv, nonostante sia ormai un reperto archeologico ancora non ha trovato la sua strada nel mondo. Forse è nascosta tra le pagine di un libro magari scritto proprio da lei.