Stamina, “dosi per topi non per gli uomini”

E ancora, nessun rispetto dei criteri di sicurezza nella produzione e nella conservazione delle cellule, e nessun metodo messo attuato per lo screening di patogeni, in parole povere nessuna prevenzione di possibili infezioni. Gli scienziati sostengono inoltre che il metodo fornito da Vannoni non spiega come si ottengano dalle cellule staminali mesenchimali i neuroni necessari per ottenere miglioramenti che Stamina Foundation sostiene di ottenere.

Nel frattempo a Roma si sono esaminare le richieste di accesso alle cellule, prodotte con metodo stamina, arrivate da quattro scienziati: Camillo Ricordi da Miami, Paolo Bianco della Sapienza, Michele De Luca dell’Università di Modena e Reggio Emilia, e Umberto Galderisi della Seconda università di Napoli. Tali richieste avrebbero previsto lo spostamento di materiale biologico fuori dagli Spedali Civili di Brescia per eseguire i test. Al momento però l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha inviato una diffida agli Spedali Civili di Brescia che vieta di procedere al prelevamento e al conseguenze trasferimento di campioni cellulari riferibili al metodo Stamina. Anche il ministro della Salute Beatrice Lorenzin si è espressa sulla questione, dicendosi preoccupata dei risvolti giudiziari, e aggiunge: <<Credo che il lavoro del Senato sulla questione Stamina sia molto importante. Questa è una vicenda che il Paese si porta avanti da molto tempo, sono ormai 3 anni. Noi abbiamo lavorato con il massimo rigore e la massima serietà, soprattutto nel rispetto delle famiglie>>.

 

Vuoi commentare l'articolo?

francesca ferroni

0 Commentsprova

No comments!

There are no comments yet, but you can be first to comment this article.

Leave reply

Only registered users can comment.

-->