Nuovo Papa 2013: Christoph Schönborn

Tra i possibili successori di San Pietro figura l’attuale arcivescovo di Vienna, il ‘conservatore illuminato, uno tra i seguaci più fedeli di Ratzinger. L’incontro con l’attuale Papa è datato 1974, alla Sorbona di Parigi durante il percorso di studi teologici. Le cariche di primaria importanza nei vertici ecclesiastici si susseguono. Prima professore di teologia dell’oriente all’Università di Friburgo in Svizzera, viene poi nominato membro della Commissione teologica internazionale della Santa Sede, che si occupa di studiare i problemi dottrinali di grande importanza. Per la sua propensione al dialogo interreligioso entra a far parte, negli anni ’80, di altre commissioni di rilievo come quella episcopale svizzera, della commissione svizzera per il dialogo tra cattolici e ortodossi e ancora per quella di dialogo con altri cristiani. Nel 1991 Giovanni Paolo II lo nomina vescovo titolare di Sutri e vescovo ausiliare di Vienna. Dopo aver ottenuto il titolo cardinalizio del Gesù Divin Lavoratore, prende parte al conclave che nel 2005 vide l’elezione dell’attuale Papa tedesco. Conclave durante il quale il nome dello stesso Schönborn si era già imposto tra i papabili. L’esclusione fu dovuta forse alla giovane età rispetto ad altri candidati.
La situazione che il nuovo Pontefice dovrà affrontare sarà tutt’altro che semplice. Con il ‘motu proprio’ si mette nero su bianco la possibilità di anticipare il conclave, che secondo le vecchie norme ecclesiastiche rimane fissato intorno a 15-20 giorni dall’inizio della Sede Vacante. Anticipo che, secondo un comunicato stampa ufficiale, potrebbe avvenire a patto che tutti i cardinali siano presenti a San Pietro. Si delega tra l’altro al nuovo Papa l’arduo compito di sciogliere i nodi legati all’inchiesta denominata Vatileaks, che riguarda la misteriosa fuga di documenti riservati avvenuta nelle camere del Vaticano. Abituato a svolgere ruoli di primo piano sulle delicate questioni interne alla Chiesa, Christoph Schönborn potrebbe incarnare le doti necessarie al superamento di quelle vicende interne che Benedetto XVI non ha più la forza fisica e morale di affrontare. La candidatura, che avrebbe dalla sua Ratzingher e i suoi fedelissimi, potrebbe rappresentare per la Chiesa la chiara e decisa volontà di risanare la frattura etica e morale venutasi ad aggravare negli ultimi giorni. Un futuro Papa che non ha esitato ad esporsi in merito alla questione più bollente, quella della pedofilia, secondo una fonte Agi del 2010, puntando il dito contro chi a suo dire si sarebbe preoccupato di insabbiare e sminuire la questione, attacco più che altro diretto all’ex Segretario di Stato Vaticano Angelo Sodano. Coraggio e rinnovamento dunque, per la Chiesa del dopo Ratzinger.

                      

di Maria Chiara Pierbattista 

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Maria Chiara Pierbattista

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