Finalmente a casa i bambini adottati in Congo

Sul volo, che ha segnato il lieto fine di questa delicatissima vicenda durata sette mesi, c’erano Maria Elena Boschi Ministro per le Riforme e i rapporti con il Parlamento, il presidente della Commissione per le Adozioni Internazionali Silvia della Monica e il vicedirettore generale per gli Italiani all’Estero Marco Del Panta. Il ministro Boschi è sceso dall’aereo tenendo per mano due dei bambini, forse i più piccoli del gruppo, e sfoggiando una treccina tra i capelli che durante le ore di volo le era stata teneramente intessuta da una delle bimbe.

Le autorità congolesi avevano bloccato l’iter procedurale dell’adozione dei 31 bambini dopo aver riscontrato “irregolarità nelle adozioni da parte di altri Paesi”, questo quanto dichiarato da Cristina Ravaglia, direttore generale della Farnesina per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie. L’ambasciatore Ravaglia ha spiegato che queste irregolarità riguardavano in particolare casi di adozione da parte di famiglie francesi e statunitensi, ripercuotendosi quindi anche sulle adozioni da parte degli altri Paesi, tra i quali ovviamente l’Italia. Tra i casi, non italiani, che hanno indotto le autorità a porre il blocco momentaneo delle adozioni risultava esserci quello di una famiglia omosessuale, condizione questa che stride fortemente con le norme interne congolesi. È stato necessario un lungo periodo di negoziati e di complesse verifiche per poter arrivare alla risoluzione della vicenda, come ha spiegato l’ambasciatore Ravaglia. Il tutto è stato frutto di lavoro costante e silenzioso del Ministero degli Esteri che non ha mai perso di vista la problematica, riuscendo a portare i piccoli in Italia, prima del tempo previsto.

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Federica Casciato

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