Bergamo dice ‘no’ alla nuova moda degli italiani: le slot machine

Lo stesso Comune di Bergamo aveva redatto un regolamento che vietava di poterle installare a meno di 400 metri da chiese, scuole ed oratori, ma per via delle leggi statali è stato annullato.

Tante sono le iniziative che sono state intraprese in diverse parti della città di Bergamo. Gli abitanti di un condominio in centro, dopo aver saputo che al piano terra sarebbe sorta una sala da gioco aperta dalle 10 alle 2 tutti i giorni dell’anno, hanno indetto un’assemblea. La prima azione è stata quella di organizzare una raccolta firme per scrivere una lettera aperta al questore, in seguito organizzeranno una manifestazione. Questi condomini hanno trovato il sostegno anche dai cittadini che abitano vicino allo stadio, dove a breve sarà installato un punto Snai. Anche nel quartiere Villaggio degli sposi, ben 400 persone si sono rivolte ad un avvocato per poter bloccare l’apertura di una sala slot. Il comune di Bergamo ha annunciato che cercherà di portare questo problema all’attenzione nazionale.
Veramente agguerrite contro il gioco d’azzardo si sono dimostrate le mamme di Zanica: a farle scattare è stata l’imminente apertura di una sala slot davanti all’asilo parrocchiale. È nato quindi ‘No slot Zanica’, un gruppo formato da alcuni genitori che si è subito messo all’opera creando una petizione da inviare al Monopolio di Stato, in cui esprimono il loro dissenso per la nascita implacabile delle sale slot, oltre a puntare l’attenzione sul problema del gioco compulsivo. La petizione ha raggiunto le cento firme.

La guerra contro le slot machine non riguarda solo Bergamo. A Garrufo, in provincia di Teramo, il signor Emilio Marinucci proprietario di un bar ha deciso di eliminare tutte le slot dal suo esercizio. Dopo aver assistito alla scena di un padre attaccato alla macchinetta che ignorava il figlio in lacrime nella carrozzina, Marinucci si è convinto a ‘sbaraccare’ tutto, stufo di vedere la gente rovinarsi la vita in quel modo.
In tutta Italia ormai si stanno creando a macchia d’olio moltissime sale slot. Dove prima c’era un esercizio commerciale o un ristorante adesso ci sono delle sale giochi, la speranza è che gli esempi di Bergamo e Garrufo convincano anche altri esercizi, persino lo stesso Stato, a fare lo stesso e frenare l’avanzata di questa nuova ‘moda’.

Fonti: www.agi.it

di Flavia Donati

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