Oprah presidente? Perché dopo Trump tutto è possibile!

Oprah presidente.
Le presidenziali statunitensi del 2020 potrebbero veder correre per la prima volta una candidata donna e afroamericana completamente estranea alla politica: la regina dei talk show Oprah Winfrey, segno che dopo l’elezione di Donald Trump tutto può succedere. Tutti ne parlano: le voci, già in circolazione da mesi, sono state rafforzate dopo l’intervento tenuto dall’attrice e conduttrice –da sempre paladina per i diritti delle donne – ai Golden Globe: «Per troppo tempo, le donne non sono state ascoltate o credute quando hanno osato dire la loro verità contro questi uomini di potere», ha dichiarato dal palco, «Ma il loro tempo è scaduto. All’orizzonte c’è un nuovo giorno». Il suo è stato un discorso infarcito di retorica in cui molti hanno visto contenuti fortemente politici, che ha messo al centro diritti civili, razzismo e femminismo. Vedremo Oprah presidente? Lei ha sempre negato ogni possibilità di candidarsi, ma dopo il discorso del 7 gennaio tre dei suoi più intimi amici, rimasti anonimi, hanno fatto sapere alla CNN che la Winfrey sta «pensando in modo attivo» a un possibile coinvolgimento in politica. Così come ha confermato il suo compagno Stedman Graham: «Tutto dipende dalla gente, lei sarebbe assolutamente disposta».

Se fosse vero il Partito Democratico potrebbe rallegrarsene: un candidato donna, economicamente indipendente, afroamericana e incredibilmente popolare sarebbe un perfetto anti-Trump per le prossime elezioni previste per il 2020 dopo il disastro Hillary. Un po’ meno dovrebbero rallegrarsi i cittadini americani di fronte alla prospettiva che ormai anche la politica segua i diktat della tv. È il segno di quanto l’elezione di Trump, che nessuno si aspettava, sia stato uno spartiacque storico per la politica americana, dopo il quale tutto è possibile: anche la corsa per la presidenza di una star televisiva. Winfrey e Trump hanno più cose in comune di quel che si pensi: entrambi hanno un’esperienza limitata in politica, hanno lavorato in TV e sono entrambi imprenditori che si sono “fatti da sé”. Le ultime presidenziali, insomma, hanno reso chiaro a tutti come non sia strettamente necessario avere esperienza al governo per essere eletti presidente degli Stati Uniti. O almeno, è stato così fino all’8 novembre 2016. Prima di allora l’idea di una star della tv in corsa per la Casa Bianca sarebbe apparsa del tutto ridicola.

È ancora così, ma non per tutti. A partire da una parte del Partito Democratico, che ha storto il naso di fronte alla possibilità di un candidato proveniente dal mondo dello spettacolo. Eppure, oggi Oprah avrebbe tutte le carte in regola per battere Trump: potrebbe conquistare i voti dell’elettorato femminile e delle minoranze e di coloro che – diffidenti nei confronti della Clinton – scelsero il Tycoon, salvo poi pentirsene. Sulla scia emotiva dello scandalo Weinstein e la retorica di buoni sentimenti che lo ha accompagnato tutto sembra essere possibile, insomma. Lo dimostra soprattutto che il mondo ne stia parlando e stia prendendo sul serio la sua candidatura, a partire dalla stampa americana e dalla stessa Casa Bianca, nelle parole della portavoce Sarah Sanders: «Non siamo molto d’accordo con le sue politiche» riferendosi alla Winfrey: «Sono sicura che se deciderà di correre non saremo d’accordo; è una persona di grande successo, assolutamente. Ma per quel che riguarda una serie di posizioni abbiamo molti problemi», legittimando de facto la Winfrey come possibile avversario politico dell’attuale presidente. Le prossime elezioni sono ancora lontane ed è il caso di dirlo: chi vivrà vedrà.

Vai alla home page di Lineadiretta24

Leggi altri articoli dello stesso autore

Vuoi commentare l'articolo?

Viola D'Elia

Nata 27 anni fa, ha vissuto a Roma, Istanbul e in India. Sempre pronta a fare le valigie, sogna di vedere ogni angolo di mondo. Oltre a coltivare ambizioni alla Jules Verne, i suoi interessi includono accumulare libri, la musica e il cinema. E’ capace di commuoversi ogni volta che rivede Hugo Cabret; ama scrivere e fare domande, ma non riceverne. Specialmente di lunedì mattina. Crede fermamente nella filosofia di Big Fish: «Tenuto in un piccolo vaso il pesce rosso rimarrà piccolo, in uno spazio maggiore esso raddoppia, triplica o quadruplica la sua grandezza».