Égalité: sì alle nozze gay

Fermo restando che ci sarà ancora da discutere due settimane (weekend compresi) sui vari emendamenti proposti dai partiti cattolici e di destra, la legge sembra ormai prossima all’approvazione.

Per Hollande è un grosso successo: in campagna elettorale quella sui matrimoni civili per tutti era una delle campagne su cui più si sono battuti i suoi socialisti. Égalité, égalité, è stato infatti il grido dei deputati di sinistra, capeggiati dal trionfante Ministro della Giustizia Christiane Taubira che si è definita «lieta ed orgogliosa di aver superato questo primo passo – aggiungendo che – non c’è alcuna ragione perché lo Stato non garantisca questi diritti». Questo provvedimento va ad aggiungersi ai Pacs, già presenti dal 1999, e verrà probabilmente affiancato da una legalizzazione futura sulla procreazione medicalmente assistita, anch’essa presente nelle promesse di Holland.
Molteplici sono stati i tentativi di ostruzionismo. Se nei sondaggi, i francesi si rivelavano in maggioranza favorevoli alle proposte socialiste, non si può ovviamente dire lo stesso della parte politica conservatrice e del mondo clericale francese.
A novembre e nel mese scorso avevano già avuto luogo a Parigi delle consistenti manifestazioni di massa contro i matrimoni gay, con l’approvazione e il sostegno di forze ultra cattoliche. All’epoca, fu registrata anche una vera e propria “preghiera etero”, scritta da parte di André Vingt-Trois, Arcivescovo di Parigi, contro due delle proposte presenti nel programma di Hollande: l’eutanasia e, appunto, le nozze omosessuali. Questa preghiera, inviata a tutte le diocesi, invocava che «i politici eletti ragionino con il senso del bene comune per la società», davanti al “rischio” di vedere proposte ed attuate non solo la PMA (procreazione medica assistita) di cui sopra ma anche gli uteri in affitto (GPA).

Dura, come prevedibile, la reazione anche in Italia. Il Cardinal Bagnasco, che nel 2007 veniva criticato quando rapportava il Partito dei Pedofili in Olanda alle coppie di fatto, ha sentenziato con un «siamo vicini al baratro» la decisione di Parigi, auspicando che non se ne seguano le orme. E così, mentre la Francia si appropinqua ad approvare una legge che ad esempio in Spagna è presente già nel 2005, nella campagna elettorale italiana un altro tema, su cui fortemente si è battuto nei mesi precedenti Nichi Vendola, potrebbe tornare prepotentemente in auge.

 

 

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Mauro Agatone

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