Come rinunciare all’ IMU, Stimigliano lo sa

La cittadinanza telefona, intasa le linee perché non trova una spiegazione logica al passaparola che trasmette la stessa notizia: il comune rinuncia alla sua parte di IMU. E non solo, per chi avesse già provveduto al pagamento, i moduli da compilare per il rimborso sono in attesa di essere stampati, da ogni singolo cittadino.  Una decisione che per assurdo non solo sorprende ma viene accolta con scetticismo, perché la gente fa fatica ad accettare che l’amministrazione sia in grado ad oggi di entrare nel tessuto sociale del singolo e prendersene carico in qualche modo, che i politici insomma si interessino veramente al cittadino.

Franco Gilardi è al suo primo mandato di un comune che per pochissimo rientra nella provincia di Rieti, sulla sponda sinistra del Tevere e che si affaccia allegramente sulla Sabina Romana. Traboccante di storia e di ulivi che si intrecciano in un mix di silenzio e sapori indescrivibili, la stradina che conduce al Palazzo Comunale passa attraverso il castello e le sue case basse che si rincorrono fino alla piazza. Poco prima di cena è l’ultimo ospite dello stabile, indaffarato tra le carte del suo studio, mi vede  e con una serenità che generalmente non si attribuisce ad un uomo di 38 anni mi saluta con una gentilezza che sembra essere lì da sempre.

Stimigliano è l’unico dei 378 comuni del Lazio ad aver rinunciato alla sua parte di IMU, perché?

“E’ semplice, l’IMU non è una tassa ma un’ imposta, e non ha ragione di esistere. Il cittadino paga la tassa sull’acqua, sui rifiuti, e il comune si prende l’onere di intervenire con lo smaltimento o eroga e gestisce il servizio idrico, ma questa è un’imposta impropria, non è giusto che la gente se ne prenda carico”.

Ma le leggi in Italia vengono fatte dallo Stato, in che modo il comune interviene se non può abolirle?

“Per quel che riguarda l’aspetto tecnico, occorreva trovare una soluzione il cui risultato rispondesse comunque  all’abolizione attraverso tre fattori decisivi : portare l’aliquota al minimo consentito dalla legge ovvero allo 0,2, raddoppiare la detrazione da 200 a 400€ e lasciare invariata la detrazione di 50€ a figlio. Sommando questi valori si annulla l’imposta sulla prima casa. Ma questo non era sufficiente, abbiamo quindi portato la seconda casa al 9,6, e proposto una sorta di giuste proporzioni differenziando l’aliquota tra la seconda, la terza e l quarta casa”.

La legge però non lo consente, le aliquote non possono essere differenziate. Come si adoperato il comune?

“Non ci sono state grandi perplessità, abbiamo portato l’aliquota sull’area edificabile al 10,6, al massimo quindi. Questo è stato possibile grazie al fatto che negli ultimi mesi siamo riusciti a svincolare le aree edificabili davanti al casello autostradale bloccate ormai da anni. Chi possiede un’area edificabile può considerarsi un privilegiato, può quindi costruire rimuovendo la microeconomia locale o pagare”.

A Stimigliano non si taglia quindi?

“I problemi economici ci sono anche qui, non siamo distaccati dal mondo. I settori colpiti con questa manovra sono stati i servizi sociali, e per compensare a questo decurta mento abbiamo messo a disposizione degli stessi  l’indennità del sindaco, dei consiglieri e dell’assessore di maggioranza. Abbiamo razionalizzato le risorse, azzerato le spese di rappresentanza, consorziato i servizi, è semplice”.

Come hanno reagito gli stimiglianesi?

“Lo abbiamo toccato con mano, la gente ci ha chiesto conferma quasi incredula. Questa incertezza è dovuta dalla distanza che i politici hanno creato tra istituzione e cittadino. Un’istituzione che deve immedesimarsi nel singolo, non deve dimenticare da dove proviene, le esigenze che aveva prima. L’amministratore dovrebbe avere il reddito medio dei cittadini che amministra. E semplice. Bisogna ascoltare, vedere cosa serve alla gente per vivere meglio, semplice”.

Sarai a Ballarò domani sera?

“Non lo so”.

Il sindaco di Stimigliano mi congeda mostrandomi un sito internet del comune che impressiona, informato, attuale, curioso, attento al tessuto sociale della gente. Mi convinco che è semplice.

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Nicoletta Renzetti

editor di ld24 cronaca di roma..eee

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