SPLASH! Andrea Pazienza torna a casa

“Se mi dovesse succedere qualcosa, voglio solo un po’ di terra a San Severo, e un albero sopra”. È un desiderio semplice, questo. Potrebbe essere il desiderio semplice, quasi banale, di uomo vecchio e stanco che, dopo anni trascorsi altrove, si ricorda del luogo nel quale è cresciuto e a cui lo riportano pensieri malinconici di un tempo passato, forse più bello o forse no, poco importa. E probabilmente, per quest’uomo stanco e vecchio, l’albero sarebbe un ulivo perché non ce ne è uno più familiare e rassicurante di un ulivo, per chi è cresciuto in quella città pugliese e nel Tavoliere che la circonda.

Se, però, a pronunciare questa frase al proprio padre è un ragazzo, allora cambia e diventa altro. Perché se non ti è stato concesso di compiere 33 anni e non hai avuto il tempo di dimenticare il motivo per il quale sei andato via e i tuoi ricordi di essere addolciti dalla distanza, vuol dire che a quel posto hai voluto bene davvero e che è casa, dopotutto. E anche se sei nato a San Benedetto del Tronto, perché si nasceva nella terra materna, hai studiato a Pescara, perché il tuo talento meritava il liceo artistico di una grande città, e sei andato poi a Bologna, perché il DAMS non era che lì, in fondo appartieni al luogo in cui la tua famiglia e i primi amici che hai avuto aspettano il tuo ritorno per le vacanze di Natale, o almeno qualche tua notizia, ovunque tu sia.

San Severo non ha dovuto attendere a lungo il ritorno di Andrea Pazienza. Lo ha riavuto nel 1988 e quel pezzo di terra con l’albero sopra non lo hanno più lasciato andare via. Lo ha accolto silenziosamente, così silenziosamente da permettere che uno dei suoi figli più celebri diventasse figlio di San Benedetto del Tronto, di Pescara o di Bologna, di Montepulciano. Ci sono voluti quasi 27 anni perché qualcuno facesse ciò che nessuna delle amministrazioni cittadine degli ultimi decenni ha fatto. Più di venti per capire che, se per le tue strade ha camminato Andrea Pazienza, forse, anche solo per orgoglio, hai l’obbligo di farlo sapere e ricordarlo a chi sanseverese non è e non ha un padre, uno zio, un amico che lo hanno conosciuto e sono pronti a parlare di lui. Andrea Pazienza è morto il 16 giugno del 1988 e da pochi giorni San Severo ha rotto un vergognoso silenzio. Lo ha fatto con pochi fondi, pochi aiuti, un lavoro durato più di due anni e la buona volontà di chi ha capito che assurdità fosse quel silenzio. Da alcuni giorni o, più precisamente, dal 18 aprile, chi vuole conoscere appieno la vita e le opere del grande fumettista non può che andare a San Severo. Non può che entrare dentro SPLASH! l’archivio interamente dedicato alla figura e al mondo di Paz. E noi di Lineadiretta24.it abbiamo approfittato di una trasferta in zona per saperne di più.

Il portone d’ingresso è lo stesso del MAT, il Museo dell’Alto Tavoliere, ed è dalla volontà di chi è lì che tutto è iniziato, partendo da una stanza inutilizzata e chiusa da una chiave nelle mani del Comune, una donazione di seimila euro da una banca e la voglia di colmare un’imbarazzante assenza culturale, ignorata fino ad allora da chi avrebbe avuto il potere di farlo prima. Incontriamo la direttrice del museo, la dott.ssa Elena Antonacci, e chiacchieriamo con Antonello Vigliaroli, nel 2004 ragazzo che, scrivendo la sua tesi di laurea su Pazienza, scoprì sconcertato che a San Severo non avrebbe trovato assolutamente nulla, oggi responsabile e anima del progetto. Ci racconta di quando dieci anni fa Michele Ginevra, coordinatore del Centro Fumetto di Cremona intitolato proprio a Paz, gli suggerì di riportare la sua arte nella città in cui era cresciuto e di come nel 2009, dalla collaborazione con la struttura cremonese, sia nata nei locali del MAT la mostra “Il graffio del segno”, occasione per far conoscere ad un livello più profondo ai sanseveresi le opere del loro geniale concittadino. “Ma non bastava, volevamo di più”, aggiunge Antonello: qualcosa di stabile, che non si esaurisse nel percorso unico e temporaneo di una mostra.

Andrea PazienzaUn suggerimento venne imprevedibilmente dallo stesso Pazienza. “Il vero genio non va monumentalizzato, va solo studiato”, aveva detto. E allora cosa creare se non un luogo in cui poter studiare? Un centro culturale dove far confluire la sua produzione e i testi di cui è oggetto e attorno al quale organizzare laboratori, incontri ed eventi dedicati al mondo del fumetto. Un archivio permanente. SPLASH! Inizia così, alla fine del 2012, la storia di quello che ha il sapore del ritorno a casa di un figlio per molti anni lontano. Due anni per raccogliere e portare a San Severo più di 100 libri di Andrea, 20 su di lui e altrettanti sul fumetto, tesi di laurea, video e centinaia di articoli dedicati all’universo del suo genio. Un vero tesoro custodito in un locale pieno di disegni e colori che davvero poco ricorda un archivio, distante non molti passi dalla casa in cui Andrea visse e in cui vive ancora la madre Giuliana, intervenuta nel corso dell’inaugurazione del 18 aprile per ricordare suo figlio.

“Con l’apertura di SPLASH! San Severo è diventata il maggior centro di studio di Pazienza del centro-sud e, insieme a Cremona, di tutta Italia” – precisa Antonello – “ma non siamo solo un archivio. Noi vogliamo diventare un luogo di aggregazioni per coloro che amano il fumetto, dare qualcosa di sano e bello da fare ai ragazzi, sperando che questo aiuti a combattere la microcriminalità che flagella la città sempre più drammaticamente. Il nostro è un impegno sociale realizzato attraverso la cultura. Tutto il sostegno concreto che ci serve e che non sempre abbiamo ricevuto dalle varie amministrazioni ci viene dato dalla popolazione, che sta rispondendo in modo sorprendente: dal giorno dell’apertura ad oggi abbiamo accolto un numero incredibile di visitatori e per noi il fatto che la gente scelga di entrare in un archivio, anche di sabato e domenica, è meraviglioso. Ci siamo resi conto che questa città ha fame di Andrea, vuole conoscerlo, sembra quasi che non aspettasse altro! Continueremo a raccogliere tutto il materiale possibile, anche grazie all’insostituibile contributo di Giuliana Di Cretico, che sta donando all’archivio tanti ricordi di suo figlio e che qui è ormai di famiglia”.

E Antonello qui si ferma. Si è ricordato che domani tornerà a casa Pazienza, dove la signora Giuliana ha pronto un nuovo scatolone pieno di cose di Andrea da fargli portare nel luogo in cui San Severo ha finalmente deciso di onorarlo.

Guarda “Fumettology – Andrea Pazienza”

 

Twitter: @Ludovica_Lops

 

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